8 Dicembre 2009
DAL COORDINAMENTO NAZIONALE DEI DOCENTI DI DIRITTO ED ECONOMIA:
Sulle pagine delLa Padania abbiamo fatto pubblicare, autofinanziandoci, il seguente avviso che presto, attraverso ulteriore raccolta fondi, comparirà su altri quotidiani nazionali:
Avviso a pagamento
Una domanda al Ministro Gelmini:
perché gli studenti italiani, a differenza di quanto accade in Europa, non devono più studiare il Diritto e l’Economia?
Eliminare lo studio di tali materie significa limitare il processo di crescita civile dell’intero Paese. Fornire agli studenti gli strumenti per comprendere, imparando a rispettarle, le norme giuridiche e i meccanismi dell’economia non è una scelta di destra, di sinistra o di centro. E’ una scelta di buon senso. E’ per questo che il diritto e l’economia sono nei piani di studio di gran parte dei paesi europei.
Invitiamo tutti i Parlamentari a far approvare alla Camera e al Senato un ordine del giorno che impegni il Governo a mantenere nei Licei e nei trienni dei Tecnici lo studio del Diritto e dell’Economia come materie del curricolo obbligatorio.
La scelta dell’opzionale è impraticabile e chi la propone lo sa bene.
Chi volesse sostenerci in questa iniziativa può contattare il coordinamento all’indirizzo coordnazdocdir@libero.it. Vi sarà comunicato il c.c.p. dove effettuare il versamento. L’entità del contributo è libera.
info su www.docentidiritto.it
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Pubblicato da nauram
7 Dicembre 2009
Se si possono trovare migliaia di miliardi di dollari per salvare le banche, perché non si può trovare una parte di quel denaro per salvare l’ambiente e i poveri?
http://www.greenpeaceitalia.org/blog/?p=380
Il nuovo Direttore Esecutivo di Greenpeace International, Kumi Naidoo, sudafricano e attivista per i diritti umani, che ha lottato contro l’apartheid e la povertà nel mondo, dice:
“In diverse lingue africane abbiamo il proverbio “Io sono, perchè voi siete”. Significa che l’essere umano è determinato dai rapporti che ha con le altre persone. Questo proverbio ha ispirato non solo il mio pensiero sui rapporti umani, ma anche quello sulla natura e l’ambiente. Se non riconosciamo che dobbiamo unirci, nei paesi ricchi e poveri e tagliare tutte le divisioni che ci separano, se non ci rendiamo conto che siamo tutti coinvolti, non saremo in grado di affrontare le sfide ambientali e di certo non saremo in grado di affrontare il problema dei cambiamenti climatici.
Oggi siamo a un bivio. In gioco c’è il futuro del nostro pianeta. Gli effetti dei cambiamenti climatici stanno colpendo milioni di persone in tutto il mondo. Ci troviamo in un momento in cui la società civile ha bisogno di essere coraggiosa e audace, pacifica e unita per riuscire a fermare i cambiamenti climatici catastrofici , la più grande sfida del nostro pianeta.
Entro a far parte di Greenpeace in un momento cruciale. Siamo a poche settimane dal vertice delle Nazioni Unite di Copenaghen. Abbiamo ancora un sacco da fare in questi giorni. I nostri leader mondiali non hanno agito con coraggio nel periodo che precede i negoziati : dormono in un periodo di crisi e devono svegliarsi e rendersi conto di aver perso tempo prezioso. Si rifiutano di ascoltare scienziati ed economisti che hanno fornito prove concrete della realtà dei cambiamenti climatici, ma soprattutto si rifiutano di ascoltare i propri cittadini che chiedono un intervento urgente. Vogliamo che la voce dei cittadini venga ascoltata ancora una volta. Dobbiamo alzarci e dire ai leader più potenti del mondo che se si possono trovare migliaia di miliardi di dollari per salvare le banche, perché non si può trovare una parte di quel denaro per salvare l’ambiente e i poveri?
Gli effetti più catastrofici dei cambiamenti climatici non sono inevitabili. Con la nostra creatività e il nostro attivismo abbiamo l’opportunità di spingere verso un’economia verde che crei posti di lavoro sostenibili; abbiamo bisogno di portare avanti una rivoluzione energetica che miri a promuovere l’utilizzo di energie rinnovabili come il vento e l’energia solare e di una maggiore efficienza energetica. Se siamo in grado di sfruttare tutte queste opportunità è possibile affrontare allo stesso tempo la povertà, i nuovi posti di lavoro e la protezione del clima. Abbiamo bisogno che i leader mondiali agiscano con coraggio per garantire che da Copenhagen esca fuori un trattato equo, ambizioso e vincolante.
Dopo diversi anni di lavoro nel movimento contro la povertà, sono arrivato a comprendere come la lotta contro la povertà e la lotta contro i cambiamenti climatici siano indissolubilmente legate. La mia esperienza di lavoro, con l’anti-apartheid e con i movimenti di giustizia sociale, mi ha insegnato che quando l’umanità deve affrontare una sfida importante, una grande ingiustizia, è solo quando uomini e donne onesti sono disposti a resistere e lottare che il cambiamento accade realmente. Credo che Greenpeace sia un’organizzazione che può fare la differenza, che aiuti gli uomini e le donne di tutto il mondo a trovare una voce, ad alzarsi ed a creare un cambiamento.
Essere alla guida di Greenpeace è uno dei più grandi privilegi che io possa immaginare. Quando mi fu chiesto di prendere in considerazione questo ruolo ero al diciannovesimo giorno dei venticinque di sciopero della fame per protestare contro il governo di Robert Mugabe in Zimbabwe. Mi sentivo piuttosto debole e mi sono chiesto se ero davvero pronto per la sfida di un ruolo così importante. Mi sono anche chiesto se non fosse troppo presto per lasciare il lavoro in cui ero così coinvolto in nome dei poveri. Quando poi l’ho detto a mia figlia lei mi rispose che non avrebbe mai più parlato con me se non avessi preso in seria considerazione l’offerta. Lei mi fece notare che anche Greenpeace ha sempre lavorato per i poveri, anche se in un modo diverso.
Per lei, Greenpeace e i suoi sostenitori sono gli attivisti reali, i veri eroi che dedicano la loro vita alla lotta per la giustizia climatica. L’entusiasmo di mia figlia è l’entusiasmo delle giovani generazioni, quelle che dovranno affrontare le conseguenze delle decisioni che la mia generazione sta prendendo ora. Il suo entusiasmo mi fa sperare che saremo in grado di affrontare il grave pericolo del cambiamento climatico e ideare soluzioni per proteggere questo pianeta sia per lei che per le generazioni future.
Sono profondamente onorato di entrare far parte di Greenpeace International come Direttore Esecutivo, specialmente in questo momento. Sono orgoglioso di far parte di un’organizzazione che è pronta a resistere al potere, a fermare la gente per le strade, a dominare la scienza, a discutere con i politici, ad utilizzare tutti i mezzi pacifici possibili per creare un mondo verde, pacifico e piu giusto. Sono convinto che siamo in grado di sviluppare un futuro sostenibile per il pianeta, ma c’è bisogno che tutti noi siamo coinvolti. Sono estremamente onorato, emozionato e non vedo l’ora di di lavorare con tutti voi.”
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Pubblicato da nauram
25 Novembre 2009
Mercoledì 2 dicembre 2009 – ore 21.00
Oratorio del Gonfalone – Via del Gonfalone, 32/A – ROMA
Gli “Amici di Franca Poggi”
presentano
Aspettando il Natale
concerto in due tempi con
Coro Polifonico Rutuli Cantores
diretto da Costantino Savelloni
Duo Maclé
Sabrina Dente e Annamaria Garibaldi
Pianoforte a quattro mani
PROGRAMMA
Rutuli Cantores
R. CASIMIRI (1880-1943) Lieta Armonia
G.G. GASTOLDI (1554 -1609) Regina Caeli
ANONIMO (XVI Sec.) Adeste Fideles
J.P. SWEELINCK (1562 -1621) Chantez a Dieu
ANONIMO (XVI Sec.) Gaudete
G.P. DA PALESTRINA (1525 -1594) Dies Santificatus
H. KLEMETTI (1876-1953) Ave Maris Stella Personent Hodie
F.X. GRUBER (1787-1863) Stille Nacht, Helige Nacht
P. CARABA (1956) Ninna Nanna
A. SONNINEN (1914-1984)Jouluhymni
Duo Maclé
J. BRAHMS (1833-1897)
Danze ungheresi – volume primo
n.l in sol minore (Allegro)
n.2 in re minore (Allegro non troppo)
n.3 in fa maggiore (Allegretto)
n.4 in fa minore (Poco sostenuto)
n.5 in fa diesis minore (Allegro)
n.6 in re bemolle maggiore (Vivace)
n.7 in la maggiore (Allegretto)
n.8 in la minore (Presto)
n.9 in mi minore (Allegro non troppo)
n.l0 in mi maggiore (Presto)
M. MOSZKOWSKI (1854 -1925)
Tre danze spagnole
Op.65 n.3 (Habanera)
Op.12 n.5 (Bolero)
Op.65 n.1
N. RUBINSTEIN (1835 -1881) Tarantella
G. GERSHWIN (1898-1937) Rapsodia in blue
E’ necessario prenotare i posti telefonando ai seguenti numeri:
Enzo 328.5722290 / 06.9107076 – Antonella 328.5722852
Il ricavato dell’evento sarà devoluto al reparto di neurologia dell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma
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Pubblicato da nauram
13 Novembre 2009
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Pubblicato da nauram
13 Novembre 2009
Un’area naturalistica di grandissimo fascino, con boschi, laghi, castagneti e vigneti, abitata molto prima della fondazione di Roma, già nel XII secolo, all’epoca della guerra di Troia, è diventata il nuovo (?) bersaglio dei criminali dei rifiuti.
E’ probabile che ormai tutto il territorio italiano, senza parlare di cosa vanno a sversare in Africa le grandi navi che partono da varie parti del mondo, sia intossicato nelle modalità più disparate (uranio e rifiuti radioattivi nei mari, rifiuti ospedalieri infetti o radiottavi buttati dove capita, amianto nelle campagne, discariche per spazzature domestiche ed industriali, inceneritori (mostri letali i cui fumi sono già nei nostri polmoni), cementifici (altrettanto inquinanti; è spiacevole, ad esempio, quello che “affianca” il borgo storico di Gubbio)…
http://www.peacelink.it/ecologia/a/8770.html (fonte del 2004) :«Si tratta – si legge nel rapporto del Noe – di una montagna di sostanze, spesso tossiche e cancerogene, che vanno ad avvelenare terra, acqua e aria del nostro Paese, in particolare le regioni del Sud». Ma, avverte il comandante del Noe, generale Raffaele Vacca, «non esiste ora in Italia nessuna regione esente da questa problematica. Se nel meridione gli interessi economici legati alla gestione del ciclo dei rifiuti si esprimono con il controllo della criminalità organizzata, nel settentrione un’imprenditoria “deviata” ricerca la complicità e il sostegno delle amministrazioni locali e della burocrazia corrotta». E il rapporto segnala come lo scorso anno sia stata sequestrata in provincia di Novara una delle più grandi discariche abusive, mentre sono state smascherate vere e proprie “bande” di eco-criminali in Romagna e in Friuli, con arresti di funzionari di enti locali e Asl.”
http://www.agoravox.it/Dove-sono-finiti-i-rifiuti-tossici.html”Ci hanno raccontato che i rifiuti non ci sono più nelle strade della Campania. Ci hanno detto che era tutto finito. Un anno dopo siamo andati ad osservare e abbiamo scoperto balle piene di rifiuti urbani e rifiuti tossici galleggiare nell’acqua. Abbiamo visto la spazzatura delle discariche riversarsi nei canali e nei fiumiciattoli dei campi adiacenti.
In quei campi si coltivano l’olio, il grano e i pomodori che finiscono quotidianamente sulle tavole di milioni di italiani.
Lo smaltimento di rifiuti tossici mescolati alla spazzatura normale è stato reso possibile grazie ad un decreto legge della Presidenza del Consiglio.”
Negli anni scorsi, con punta di eccellenza a chiusura della vicenda nel periodo del Ferragosto passato, le istituzioni, forse in buona compagnia, si sono interessate di incrementare lo sfacelo causato nel tempo sul territorio dei Colli Albani, già afflitto da degrado ambientale per amianto, falde acquifere intossicate, radon, nitrati… Hanno approvato la costruzione dell’inceneritore.
http://sotto-terra-il-treno.blogspot.com/ L’inceneritore che scotta!!!
La vicenda dell’inceneritore di Albano sta assumendo, giorno dopo giorno, i contorni di uno scandalo ormai di livello nazionale.
Dopo la fine indecorosa di Marrazzo, capo dei Cerroni Boys, crolla un altro pilastro delle lobby che gestiscono l’affare dei rifiuti nel Lazio: l’imprenditore milanese Grossi è stato arrestato.
Spuntano nomi di società e di politici, tutti impegnati con Cerroni alla costruzione dell’inceneritore di Albano e alla distruzione del territorio dei Castelli Romani.
Intanto i Sindaci e i politici tutti chiedono la sospensiva dell’inceneritore, almeno fino alle prossime elezioni comunali e regionali.
In sintesi, quello di Albano è un inceneritore che scotta!!!
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Pubblicato da nauram
6 Novembre 2009
Crostata di ricotta e bietole (o spinaci o altra verdura a piacere)
Pasta brisé:
250 g. di farina, 100g. di burro, 60 g. di acqua freddissima.
Ripieno:
400g. di ricotta, 1 uovo, parmigiano grattugiato, un mazzetto di bietole , prosciutto cotto a listarelle o altro salume a piacere.
La crostata è buonissima anche senza l’aggiunta di salumi, con un po’ di scamorza o riempita con quello che avete in frigorifero.
Preparare la pasta brisé mescolando tutti gli ingredienti (con un impastatore automatico, sarà pronta in meno di un minuto) . Metterla nel frigo per una mezz’ora, ricoperta da un canovaccio.
Intanto preparare il ripieno: lessare le bietole in acqua salata, poi strizzarle e ripassarle in padella con olio e aglio. Frullarle grossolanamente. Amalgamare la ricotta con l’uovo ed il parmigiano e poi aggiungere tutto il resto. Gli chef consigliano di setacciare sempre la ricotta prima di usarla in cucina.
Togliere la pasta brisé dal frigo e tirare una sfoglia sottile da stendere su carta da forno in una tortiera, avendo cura di lasciare un po’ di pasta per fare delle listarelle con cui decorare la crostata. Fare attenzione a rialzare i bordi della pasta affinché possa contenere il ripieno. Versare il composto di ricotta.
In forno per circa 50 minuti a 180-200°.
Ciambella al cioccolato e pere
Ingredienti:
5 uova
200 g. di burro
250 g. di zucchero
250g. di farina
170 g. di amido di mais
3 cucchiaini di cacao amaro
3 pere sbucciate e tagliate a dadini
lievito in polvere per dolci
Procedimento:
impastare prima il burro con lo zucchero, poi aggiungere gli altri ingredienti (tranne il cacao e le pere) lasciando per ultimo il lievito, da incorporare appena prima di versare il composto nello stampo imburrato. Versare poco più della metà del composto nello stampo e cospargervi le pere a dadini. Mescolare bene l’altra parte dell’impasto con il cacao e versare nello stampo, formando un secondo strato.
Infornare alla temperatura di 180° per circa 40 minuti.
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Pubblicato da nauram
29 Ottobre 2009
Lasciando da parte la questione privata e personale dell’ex governatore del Lazio, per la quale egli affronterà delle sofferenze che in noi dovrebbero suscitare il sentimento di dispiacere, oltre che di meraviglia o disapprovazione (sull’ultimo direi di soffermarci poco, perché i gusti sessuali non dovrebbero essere oggetto di discettazione politica), riporto le considerazioni che molti cittadini dei Castelli romani hanno addotto come serio motivo di sperate dimissioni.
Da http://sotto-terra-il-treno.blogspot.com/
“Invece che per la storiella delle escort (tipologia trans), Marrazzo si deve dimettere per i reati che ha commesso nell’ambito della gestione dei rifiuti, con particolare riferimento all’inceneritore di Albano:
- ha calpestato la legge (a cominciare da quella regionale in tema di distanze delle discariche e degli inceneritori dalle abitazioni);
- ha taroccato la Valutazione di Impatto Ambientale (prima era negativa, poi è stata manomessa ed è diventata positiva);
- ha anteposto gli interessi privati del signor Cerroni a quelli dell’intera collettività;
- ha portato le tariffe dei rifiuti nella Regione Lazio al massimo livello su scala nazionale (e forse mondiale);
- ha mantenuto la raccolta differenziata a livelli irrisori e ridicoli;
- ha disatteso gli impegni presi con i cittadini, approvando di nascosto l’Autorizzazione di Impatto Ambientale il 13 agosto;
- ha fatto predisporre uno studio che sottostima di 1.000 volte i tumori determinati dall’inceneritore.”
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Pubblicato da nauram
27 Ottobre 2009
SCUOLA: tagli, esuberi, precarietà, disoccupazione, graduatorie a (finto) esaurimento, ricorsi, eterni contratti a tempo determinato, sogni di contratti a tempo indeterminato, chiusura delle scuole di montagna, classi superaffollate, scuole inagibili ma frequentate, stipendi da fame, riduzione orario scolastico, eliminazione materie d’insegnamento, maestro unico…
STIAMO COSTRUENDO GLI IDIOTI DEL FUTURO!
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Pubblicato da nauram
19 Ottobre 2009
Cantine del Castello Conti
via Borgomanero 15 - 28014 Maggiora (NO)
Sabato 7 novembre 2009 dalle 18 alle 22
si terrà la manifestazione
Terre di vite: vino, volti, suoni, immagini e parole
introdotta, alle 17.00, da una tavola rotonda sul tema
“Il vino tra terra e poesia”
interverranno:
Sandro Sangiorgi fondatore e direttore di Porthos, giornalista e sommelier
Marco Arturi giornalista
La manifestazione si inserisce nel settore della viticoltura di qualità all’interno del vivace panorama vinicolo italiano.
Il filo conduttore della serata è l’amore per la terra, per il territorio in cui si opera e per il lavoro nelle vigne, nel segno di un ritorno a una naturalità che non rinuncia alla cultura, ma anzi la incontra per un arricchimento i cui beneficiari sono l’uomo e l’ambiente.
Saranno presenti i seguenti produttori vitivinicoli, con relativi banchi d’assaggio:
Cantine del Castello - Elena Conti (doc Boca - Piemonte)
Le Piane - Christoph Künzli (doc Boca - Piemonte)
Antoniolo - Lorella Zoppis (docg Gattinara - Piemonte)
Antoniotti Odilio - Odilio Antoniotti (doc Bramaterra - Piemonte)
Cappellano - Augusto Cappellano (docg Barolo - Piemonte)
Ar.Pe.Pe - Isabella Pelizzatti Perego (docg Valtellina Superiore - Lombardia)
Az. Agr. Crociani - Susanna Crociani (docg Nobile di Montepulciano - Toscana)
Az. Vin. Fiorini - Cristina e Alberto Fiorini (doc Lambrusco di Sorbara - Emilia)
La serata, ideata e curata dalle sorelle Conti, Barbara Brandoli e Luigi Metropoli dell’associazione culturale Divino Scrivere, Gianni Usai, si articola in un percorso sinestetico ricco di seduzioni, di intrecci sensoriali che allieteranno anche lo spirito. Oltre ai banchi d’assaggio, nella cornice delle Cantine Conti, dove si possono degustare i vini delle varie aziende presenti, si potrà intraprendere un percorso fotografico, “Tralci di vita” di Massimo Prizzon www.massimoprizzon.it, che arricchirà la degustazione, mentre versi e rime di poeti contemporanei fungeranno da raccordo tra i vari banchetti.
Durante la serata l’artista Oreste Sabadin www.orestesabadin.it realizzerà “Arte di Vino”, piccole opere su carta con i terricci e i vini dei produttori coinvolti. Scenografie e allestimento a cura di Mauro Maulini. Le poesie sono dei poeti: Maria Grazia Calandrone, Chiara Daino, Federico Federici, Paolo Fichera, Francesco Marotta, Adriano Padua, Anila Resuli, Ilaria Seclì.
La manifestazione, di respiro nazionale, intende porre in rilievo le problematiche della produzione vinicola di qualità, il lavoro artigiano, il rispetto per la natura, la multi-secolare tradizione vinicola che tutte le aree rappresentate ai banchetti continuano a testimoniare. E lo fa anche attraverso l’arte, poiché gli ideatori sono persuasi che il vino rappresenti il vertice di un incontro natura-cultura e sia di per se stesso un prodotto “artistico”, un miracolo che la terra genera con la complicità dell’uomo. È da questa convinzione che si avverte l’esigenza di introdurre la manifestazione con una tavola rotonda in cui si dibatterà del rapporto tra vino, terra e poesia, prendendo ispirazione dalla ormai celebre massima che Mario Soldati scrisse nel suo racconto Il vino di Carema: “il vino [...] è la poesia della terra”: con Sandro Sangiorgi e Marco Arturi, ci avventureremo in questo interessante viaggio.
La presenza di aziende medio-piccole, tutte a carattere familiare, è indicativa delle scelte effettuate, poiché esse rappresentano la testimonianza diretta dei diversi caratteri territoriali, di tradizioni multisecolari, di lavori artigiani che si confrontano con tecniche antiche e sapienti, consapevoli che sono la terra e la vite la base ineliminabile di un grande vino. Inoltre è un’occasione per dare slancio a piccole doc e docg che, malgrado un’elevata qualità raggiunta, scontano ancora una scarsa attenzione della stampa di settore. La manifestazione offre dunque la possibilità di confrontarsi con queste piccole realtà, emblemi della diversità, genuinità e qualità. L’offerta giunge da una prospettiva inedita, artistica in modo da favorire uno scambio altrettanto inedito tra le categorie del settore, gli appassionati, i ristoratori, i sommelier, i giornalisti…
In occasione della manifestazione si potranno gustare menu dedicati “Terre di vite” a prezzo fisso, con tre vini in degustazione, e aperitivo “Terre di vite” presso bar ed enoteche della zona .
Sabato 7 novembre 2009
Dalle 17 alle 18 tavola rotonda.
Dalle 18 alle 22 banchi degustazione.
Contributo d’ingresso 10 euro.
Cantine del Castello Conti, via Borgomanero 15, 28014 Maggiora (NO), Tel +39.0322.87187
info@castelloconti.it
Ufficio Stampa : Divino Scrivere
info@divinoscrivere.it
Per accredito stampa inviare un’email a info@divinoscrivere.it
Per conoscere i menù e ulteriori dettagli dei locali convenzionati con “Terre di Vite” consultare il programma sul sito www.castelloconti.it
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Pubblicato da nauram
12 Ottobre 2009
Appena piove in Italia, ci scappano i morti! E’ normale? E’ normale che due gocce d’acqua in una capitale causino la morte dei cittadini? Come a Messina l’incuria e l’abusivismo edilizio hanno causato il dissesto idrogeologico, così a Roma la superficialità, la scarsa manutenzione delle strade, delle fognature… sono responsabili di conseguenze tragiche.
Ieri a Roma, nel tardo pomeriggio, il termometro segnava 23 gradi (rilevazione personale), oggi 12 .
Credo che i fatti siano più che chiari, ma gli uomini non vogliono togliersi le bende agli occhi, rimboccarsi le maniche e fare ciascuno la propria parte. E’ vero che le istituzioni latitano, ma ognuno di noi è responsabile del cambiamento climatico e può, con piccole accorgimenti, iniziare a porre un tassello nel tentativo di recuperare ciò che è al limite del non ritorno.
E’ la Terra che ci sta sferzando per la mancanza di rispetto nei confronti della natura, per il consumo irrazionale e sfrenato del territorio.
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/maltempo/maltempo/maltempo.html
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Pubblicato da nauram