Festa della Decrescita Felice

29 aprile 2009


Il Movimento della Decrescita Felice organizza il 19-20-21 giugno 2009 a Carrega Ligure (AL) l’”MDF-FEST”: evento nazionale con tre giorni di festa, incontri, laboratori, dibattiti attorno ai temi del Movimento.

Obiettivi del “MDF-FEST”:

  • radunare per tre giorni in un unico spazio le realtà che si riconoscono e aderiscono al MDF;
  • mettere insieme i cittadini che si riconoscono o che sono incuriositi dal MDF;
  • promuovere i programmi futuri di MDF;

La gente dovrebbe andare via “diversa” da come è arrivata, con notizie in più, pratiche diverse, contatti/reti nuove.
Vi saranno artisti di vario genere, conferenze e dibattiti, laboratori decrescenti, ospiti e tante altre cose.
L’ingresso è libero.

Cosa:

  • Imparare: laboratori didattici per le scuole, i bambini e i presenti
  • Informare/ informarsi: contenuti, materiali open source, free access.
  • Fare festa: spettacoli, concerti a tema, artisti locali che animano la festa.
  • Sperimentare stili di vita: allestimento di un orto virtuoso dove sperimentare, vedere, capire.Il discorso delle scelte a Km zero, mercati di prossimità mille angoli di sperimentazione, azione, buone prassi per una decrescita felice.
  • Incontrarsi, confrontarsi: costruire luoghi di incontro su diversi temi, tavole rotonde, dibattiti, discussioni, in cui persone interessanti raccontano, incontrano, avendo la possibilità di scambiare, lasciare dei feed back, progettare stili di vita alternativi, costruire reti, progettare.

Temi:

  • Agricoltura
  • Autonomia/autoproduzione
  • Rifiuti: riuso, riciclo, uso fino in fondo
  • Risparmio energetico
  • Comprare meno. Donare/ricevere, dovere di donare, dovere di ricevere, dovere di restituire a valore maggiore
  • Cibo, alimentazione, risorse, impatto ambientale della produzione e distribuzione cibo

 

Il luogo:

Carrega Ligure si trova all’estremo sud-est del Piemonte, in montagna, facilmente raggiungibile anche con mezzi pubblici ( si arriva in treno fino ad Arquata Scrivia, poi pulman di linea per Cabella e navetta per Carrega Ligure, per i giorni della festa che si terrà su tre/quattro comuni verrà potenziato il servizio navette per poter muoversi su tutta la festa senza usare i mezzi privati.

 

Contatti:

Tutti coloro che volessero dare il proprio contributo nell’organizzazione scrivano a labfab.segreteriaATgmail.com (Gino Abrigo ed Enrico Gentina), invece chi volesse dare una mano nei giorni della festa, a titolo di volontariato, scrivano a festaATdecrescitafelice.it. Per ulteriori informazioni, varie ed eventuali, scrivere a segreteriaATdecrescitafelice.it

MDF-FEST, in collaborazione con Associazione Culturale “Laboratorio della Fabula”, socio MDF

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29 aprile 2009

 

LA DECRESCITA FELICE

Un nuovo Rinascimento per il terzo millennio

 

di Giorgio Cattaneo

«La vita è bella, anche senza sviluppo. Anzi: solo rinunciando all’idea di sviluppo illimitato, la vita può essere

addirittura felice». E’ questo l’orizzonte culturale della Decrescita, l’ultima risposta alla degenerazione suicida del

recente capitalismo consumistico, sempre più fondato sull’ideologia del Pil, dottrina «economica e mitologica» divenuta

ormai «una sorta di teologia», da cui deriva la catastrofe planetaria alle porte. L’antidoto? E’ la Decrescita: un nuovo

Rinascimento, che liberi gli individui dalla schiavitù dei consumi e dalle loro nefaste conseguenze in ogni campo:

ambiente, salute, qualità della vita e dei rapporti umani.

Primo obiettivo: smascherare il falso mito dello sviluppo illimitato, fonte di tutti i nostri guai. Ma è possibile concepire

un futuro senza sviluppo? «Certo. Perché non c’è alcun progresso, nello sviluppo», afferma Maurizio Pallante, ideologo

italiano della Decrescita. «Il concetto di sviluppo illimitato è una mistificazione. In realtà, non può esistere nessuno

sviluppo sostenibile: perché lo sviluppo è di per sé il problema, non la soluzione».

Saggista e scrittore, ecologista della prima ora, allievo dell’economista Claudio Napoleoni e fondatore con Tullio Regge

del Cure, comitato per l’uso razionale dell’energia, Pallante è ora l’ispiratore in Italia del Movimento per la Decrescita

Felice, proposta culturale e sociale che punta a creare riflessione, networking, comunicazione, solidarietà informata e

consapevole. Una specie di rivoluzione culturale. «La Decrescita – sostiene Pallante – è davvero l’unica soluzione per

guarire i mali del nostro sistema, basato sul culto del prodotto interno lordo». E spiega: «La salute dell’economia viene

ancora misurata in base all’andamento del Pil, che in realtà è soltanto un indicatore del valore monetario delle merci

commercializzate». Come disse Bob Kennedy nel 1968, «il Pil misura di tutto, tranne quello che ci serve per essere

felici».

Proprio qui, alla parola “felice”, si inserisce la peculiarità italiana della Decrescita: non una nuova tendenza settaria,

magari di sapore new age, ma una vera e propria ridefinizione antropologica di priorità. «A una vita fondata sul mercato

dei beni di consumo e su un “fare” di origine industriale, finalizzato a “fare sempre di più” – afferma Pallante –

dobbiamo prepararci a sostituire un’esistenza fondata su valori autentici, e cioè sullo scambio genuino di beni d’uso; su

un “fare bene”, che innanzitutto ci dia soddisfazione e ci renda, appunto, felici».

Sembra una sottigliezza, ma non lo è. Togliendo al mercato il suo potere mitologico, ora peraltro messo in crisi dal

terremoto finanziario mondiale, e restituendo capacità e responsabilità dirette agli individui, certamente si ridurranno gli

sprechi, i consumi energetici, il business del trading e i trasporti delle merci: fatalmente, si comprimerà il Pil. Malgrado

ciò – anzi, proprio per questo – si costruirà «un orizzonte pulito, abitabile, alternativo allo scempio speculativo: l’unico

possibile orizzonte, ormai, nel quale sia ancora pensabile la sopravvivenza di questo pianeta».

Il nuovo movimento italiano guidato da Maurizio Pallante si collega per alcuni aspetti ad altre tendenze europee, come

quella rappresentata dall’economista francese Serge Latouche, autore di analisi che negli ultimi anni hanno elaborato

una severa critica nei confronti del modello occidentale basato sull’ideologia di uno sviluppo potenzialmente illimitato:

«In natura, lo sviluppo illimitato non esiste. Negli ultimi tre secoli, il mito dello sviluppo inarrestabile ha minato le

risorse del pianeta. E la situazione è ulteriormente peggiorata negli ultimi quarant’anni, con l’avvento dei prodotti “usa

e getta”, concepiti per durare il meno possibile e pronti per essere trasformati in rifiuti che è sempre più costoso,

difficile e pericoloso smaltire: pensiamo alle discariche-colabrodo o agli inceneritori, che sono fabbriche di tumori».

Ora, la crisi climatica e l’implosione economica planetaria non fanno che confermare questa diagnosi: è necessario

invertire la rotta, o la Terra non reggerà al collasso che si profila all’orizzonte. E dunque: via libera a fonti rinnovabili,

riduzione e riciclaggio dei rifiuti, contenimento dei consumi, ritorno all’agricoltura tradizionale e promozione delle

filiere corte. «Non solo: è fondamentale anche il recupero di capacità perdute, quelle che servono ad auto-produrre beni

d’uso fondamentali».

Per questo, il Mdf ha aperto l’Università del Saper Fare, network formativo che coordina corsi di

auto-produzione che in tutta Italia radunano migliaia di neo-autoproduttori. «Ognuno, nel suo piccolo, può fare molto

per ridurre costi, sprechi e inquinamento, imparando a risparmiare e condividere: fare il pane in casa può diventare

innanzitutto un piacere».

La Decrescita Felice “fai da te” è il primo passo verso un network evoluto, una società più solidale e consapevole.

Come quella che lascia intravedere l’associazione dei Comuni Virtuosi, che promuove progetti esemplari: grazie ai

quali si migliora la qualità dei servizi in tutti i campi (energia, rifiuti) salvaguardando l’ambiente e pesando meno sul

bilancio economico delle comunità. «E’ un processo complesso, una riconversione globale che richiede tempo –

aggiunge Pallante – ma, proprio per questo, l’azione dei singoli può contribuire moltissimo ad accelerare i tempi,

inducendo la politica a compiere finalmente le scelte giuste».

Da sempre sostenitore delle “tecnologie di armonia” al servizio dell’ambiente e grande fautore di ogni forma di

prevenzione (il risparmio su tutto: meno costi, meno rifiuti, meno dispendio energetico, meno inquinamento), Pallante

sintetizza in modo poetico il suo ideale di Decrescita Felice: «In fondo, si tratta si recuperare l’antico sapere dei nonni:

il falso progresso l’ha scartato come obsoleto, ora invece ne sentiamo la mancanza». Un sapere che deriva da uno stile

di vita sobrio, a diretto contatto coi mezzi di produzione dei beni essenziali. «E’ un po’ la filosofia dei monaci

medievali, che erano innanzitutto auto-produttori comunitari e contemplatori del loro lavoro», come spiega lo stesso

Pallante ne “I monasteri del terzo millennio” (“Ricchezza ecologica”, ManifestoLibri). «Nel loro motto, “ora et labora”,

il riferimento spirituale viene prima di quello materiale: un suggerimento che, a distanza di secoli, vale la pena

rivalutare».

Decrescita Felice, dunque. «Per ricreare socialità, riscoprire valori essenziali, ridurre le dipendenze, gli sprechi e i costi

ambientali. E migliorare la qualità della vita». Una rivoluzione culturale, ispirata dal bisogno di un nuovo umanesimo.

«Dobbiamo riappropriarci della nostra esistenza, dei nostri ritmi vitali e del destino della Terra. Ci servono nuovi

strumenti pratici, nuove consapevolezze, nuovi saperi». L’obiettivo? «Essere felici, partecipi. Aderendo alla Decrescita,

ognuno sa di poter cominciare a fare finalmente qualcosa di concreto, da subito, senza attendere i tempi eterni delle

strategie globali».

Non è poco, in un mondo che si pretende costituito di soli numeri, di masse inerti e rassegnate di tele-consumatori dove

gli individui non contano niente. Maurizio Pallante e la sua Decrescita Felice fanno mostra di ottimismo: «E’ ormai

evidente a tutti che un’epoca di errori disastrosi si è conclusa. Ora è tempo di riprendere per mano il nostro futuro, con

fiducia: insieme, malgrado tutto, possiamo farcela».

Per informazioni:

Decrescita Felice: http://www.decrescitafelice.it

Università del Saper Fare in costruzione il sito (http://www.unisf.it) segreteria@unisf.it – 331/7088697


Malagrotta, mai nome fu così azzeccato!

28 aprile 2009

 

ROMA (22 aprile) – I cittadini di Malagrotta, l’area di Roma dove insiste la più grande discarica d’Europa, sono pronti per una causa collettiva in sede civile contro il Co.la.ri (il consorzio di Manlio Cerroni che gestisce la discarica) con un centinaio di richieste di risarcimento per danno ambientale. Lo rende noto l’avvocato Francesca Romana Fragale, che seguirà la causa. «L’obiettivo è di ottenere un risarcimento per il deprezzamento del valore degli immobili della zona di Malagrotta e Massimina – spiega Fragale – che si stima essere deprezzati di circa 30% rispetto al valore di mercato per la vicinanza con la discarica. Abbiamo già raccolto le perizie di 30 immobili, non appena avremo terminato la raccolta del materiale avvieremo la causa». Fregale ha già condotto «cinque» cause penali contro la Co.la.ri, «tutte vinte in primo grado – spiega l’avvocato – dove si è entrati nel merito delle violazioni della discarica. Questa, in sede civile, sarebbe la sesta». «La situazione del territorio oggi è particolarmente critica – ha spiegato il presidente del comitato Malagrotta Sergio Apollonio – perchè dopo l’ennesima proroga la discarica è arrivata veramente a saturazione. Alla fine dell’anno, secondo quanto ci è stato assicurato da Alemanno, dovrebbe essere chiusa ma ancora non vediamo segnali concreti. Il secondo grande problema – ha proseguito – sono i controlli del gassificatore all’interno della discarica che è stato prima sequestrato e poi dissequestrato ma che rimane sotto inchiesta. Da chi viene controllato? Dallo stesso Cerroni?».


Roma, svegliati, l’inceneritore uccide anche te!

26 aprile 2009

inquinamento.jpg

Non esistono gassificatori o inceneritori senza emissioni inquinanti, anzi, quanto più sottili sono le polveri che emettono, tanto più queste si insinuano profondamente ed eternamente in organi, cellule, tessuti di tutti gli esseri viventi, causando varie malattie mortali, deformazioni dei feti umani e non, sterilità… Inoltre, più sono sottili le polveri (cioè, le nanoparticelle, vedi www.stefanomontanari.net, www.nanodiagnostics.it) più volano a distanze lontanissime dalla centrale di emissione.

Roma non è immune dal problema dell’inquinamento disastroso provocabile dall’inceneritore di Albano Laziale.

I cittadini romani, le associazioni, i volontari, gli amanti della natura, degli animali, anche solo gli amanti di sé stessi, se davvero ci tengono al proprio futuro o se non vogliono essere maledetti dalle prossime generazioni, devono partecipare alle manifestazioni di opposizione al cancrovalorizzatore.

Il popolo non può sempre soccombere alle decisioni dei politici, completamente avulse dalla valutazione del bene dei cittadini e solo dettate dal sostegno di interessi privati. Se non c’è unità nell’esprimere il proprio dissenso e se non c’è partecipazione alle attività di contrasto alla sfacciata violazione del diritto alla salute, perdiamo tutti, anche chi non abita sotto l’inceneritore.

“La Regione Lazio (Marrazzo) e la Provincia di Roma (Zingaretti) hanno deciso nella Conferenza dei Servizi di dare l’Autorizzazione di Impatto Ambientale all’inceneritore più grande del mondo ad Albano Laziale, come AMA definirlo Cerroni.

Contro tutto e contro tutti.

Contro il parere della popolazione.

Contro il parere di 6 consigli comunali (anche Lanuvio ha votato la mozione contro l’inceneritore di Albano).

Contro il parere della ASL di Albano, che ha messo in evidenza l’emergenza idrica che vive il territorio (8 comuni dei Castelli Romani sono in deroga rispetto alle normative nazionali sulle acque) e l’emergenza sanitaria connessa con un eccezionale aumento della mortalità per tumori.

Invece di difendere il diritto alla salute degli abitanti dei Castelli Romani, Marrazzo e Zingaretti hanno scelto di servire Cerroni.

“Il Lazio è la nuova Gomorra!” ha titolato il settimanale L’Espresso.

La Corte dei Conti ha denunciato che nel Lazio “l’emergenza è stata disposta unicamente allo scopo di determinare la sospensione dell’applicazione delle normative di settore, limitare gli obblighi di concertazione ed il principio di ripartizione delle competenze“.

“Suscita notevoli perplessità e preoccupazione, per la palese violazione delle direttive comunitarie e nazionali sulla concorrenza, che” (Corte dei Conti) “per l’impianto di gassificazione di Malagrotta sarebbero intervenuti atti amministrativi di assegnazione dei lavori di costruzione e di esercizio nell’ambito di una non meglio chiarita procedura di affidamento diretto” (Dipartimento della Protezione Civile).

Anche per l’inceneritore di Albano non c’è stata alcuna gara, nazionale o internazionale. Tutto è stato deciso con l’accordo della coda alla vaccinara.

Inoltre, come ha rilevato il Consiglio di Stato, si è creato il rischio di consolidare la sovrapposizione di un sistema amministrativo e di gestione alternativo a quello ordinario con l’effetto “di estromettere completamente i Comuni e quindi le comunità che esprime la Amministrazione di livello locale dalla gestione di
significativi aspetti della vita delle comunità medesime
”.

Siamo, quindi, alla sospensione delle regole democratiche.

Le responsabilità di Marrazzo e di Zingaretti sono gravissime.

Non ci sono regole nella Regione Lazio: vale solo la Legge di Cerroni.”

Da http://sotto-terra-il-treno.blogspot.com/


Il Sindaco di San Francisco scrive al Sindaco di Parma

23 aprile 2009

Ecco la lettera che il Sindaco di San Francisco ha inviato al Sindaco di Parma, in merito alla scelta della città del prosciutto di incenerire i propri rifiuti. Questa lettera è stata sollecitata da un gruppo di cittadini parmensi in visita alla città di San Francisco che, grazie ad un porta a porta diffuso su tutta la città, ha raggiunto il 70% di raccolta differenziata e non ha inceneritori. Altre città raggiungono il 98% e tra esse ci sono Comuni italiani.

I Fantastici Tre

“Caro sindaco di Parma,

 sono profondamente preoccupato nell’apprendere che Parma sta valutando di incenerire gli scarti dei suoi concittadini, come sistema per la gestione dei materiali post consumo.

Come sindaco di una grande città, complessa dal punto di vista geografico e difficile dal punto di vista fisico, desidero portare alla Sua attenzione il successo raggiunto da San Francisco: noi ricicliamo e compostiamo il 70% dei materiali post consumo che produciamo. Dai nostri scarti vegetali e dai nostri scarti di cibo produciamo un compost organico che ha una grande richiesta. Questo compost arricchisce i nostri terreni, ci fa risparmiare acqua per l’irrigazione, riduce l’uso di pesticidi e fertilizzanti e nel contempo sottrae carbonio dall’atmosfera e fa crescere grandi raccolti! Tutto questo è ottenuto con scarti che in precedenza erano mandati a discarica.

Mentre l’incenerimento ha un grave impatto negativo sull’atmosfera. Parma è il centro della Emilia Romagna, una importante regione italiana, patria di cibi deliziosi, famosi in tutto il mondo. Questo ben di Dio, prodotto dai vostri agricoltori è un patrimonio per i vostri campi e le vostre aziende agricole.

Analogamente, San Francisco è il centro della produzione agricola ed alimentare degli USA. E proprio qui, i nostri scarti organici, oggi producono uno dei più ricchi compost biologici, utilizzato per i nostri ortaggi, la nostra frutta, i nostri vini, tutti prodotti della più alta qualità biologica.

Sollecito il sindaco di Parma a venire a visitare San Francisco, come più di 100 altri sindaci hanno già fatto nel 2005, in occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente. Gli mostrerò personalmente in che modo recuperiamo, per fini utili, il 70% dei nostri materiali post consumo. Ciao Gavin Newsom”


22 aprile, il giorno della Terra

22 aprile 2009

Il giorno della Terra 2009, il 22 aprile, contrassegnerà l’inizio della Grenn Generation Campaign TM http://www.earthday.net/greengeneration.

Con le trattative per un nuovo accordo globale sul clima, il giorno della Terra 2009 deve essere un giorno di azione e di partecipazione civica, per difendere i principi del centro del GenerationTM verde: Famiglia con i mulini a vento: Energia rinnovabile per le generazioni future.

  • Un futuro carbon-free basato su energia rinnovabile che concluderà la nostra dipendenza comune dai combustibili fossili, compreso il carbone.
  • Un impegno individuale a un consumo responsabile e sostenibile.
  • Creazione di una nuova economia verde che solleva la gente dalla povertà creando milioni di impieghi di verde di qualità e trasforma il sistema educativo globale in verde.

A Roma concerto in Piazza del Popolo con Ben Harper, Subsonica, Bibi Tanga & the Selenites e Nneka.


Approvato l’inceneritore ad Albano Laziale

22 aprile 2009

mercoledì 22 aprile 2009

E’ rivolta contro l’ok all’inceneritore

Albano, uniti comuni e comitati

dal Messaggero del 22 aprile 2009 di Bruno Valentini

 Pioggia di contestazioni per il nulla osta all’inceneritore di Albano. Le bordate più pesanti contro la Regione Lazio giungono dai comitati cittadini, una quarantina, in gran parte raccolti nel coordinamento “NO INC”. “Siamo alla sospensione delle regole democratiche – attacca Danilo Ballanti, del comitato di Pavona – Si è deciso un progetto folle nonostante la netta opposizione di molti Comuni”. Intanto il coordinamento “NO INC” ha già manifestato l’intenzione di rivolgersi al TAR. “Oltre all’inceneritore si allarga la discarica con un settimo invaso – spiega Claudio Fiorani dal coordinamento – Il parere della ASL è stato ignorato in spregio alle norme di legge. La Regione potrà ribaltare tutti i pareri contrari ma non riuscirà a fermare la volontà dei cittadini”. Il Sindaco di Castel Gandolfo Maurizio Colacchi riporta la vicenda sul piano politico: “Dopo il rilascio dell’autorizzazione occorre valutare con i comuni limitrofi e ai cittadini la situazione che si va delineando, in contraddizione con il volere popolare e le determinazioni di molti consigli”. Durissimo il commento dell’assessore all’ambiente di Albano Domenico Roma: “La Regione ha peccato ancora una volta di arroganza, approvando un piano che non tiene conto delle esigenze di un territorio popoloso quanto una medio grande provincia italiana”. Oggi è convocato il consiglio regionale. Per il segretario laziale di Rifondazione Loredana Fraleone l’ok della Pisana “crea un ulteriore scollamento della giunta Marrazzo dalle comunità locali e compromette i rapporti di maggioranza”. Polemico anche Enrico Fontana, capogruppo de La Sinistra: “Non si può realizzare questo impianto contro tutto e tutti”. Pubblicato da Comitato Sotto terra il treno