NON BRUCIAMOCI IL FUTURO= RIFIUTI ZERO

Come è stato accennato nei post precedenti, è stata avviata una campagna finalizzata a quanto riportato di seguito

Comunicato Stampa del 21/05/2009

 La filosofia di riferimento che la Campagna ha adottato sin dalla sua costituzione è quella denominata Strategia Rifiuti Zero, intendendo con questo obiettivo l’orizzonte di qualsiasi iniziativa nel settore.

la Campagna propone all’attenzione dei cittadini del Lazio due documenti, base della sua azione, su cui intende proseguire la sua attività: 

Una proposta di legge regionale di iniziativa popolare in cui SINTETICAMENTE: 

1.    La regione Lazio ripudia l’incenerimento con mezzo di risoluzione del problema dei rifiuti.   

2. Si ribadisce la gerarchia europea d’intervento : prima la riduzione, poi il riuso, quindi il riciclo ed il recupero e solo in ultima istanza lo smaltimento in discarica;

 

3. Si introduce la differenziata porta a porta su tutto il territorio regionale come sistema di raccolta principale, invece della inutile e scarsa raccolta stradale con i cassonetti;

 

4. Si pongono obiettivi di riduzione e di differenziazione per il 2011 e 2020 (al 2020 rifiuti procapite 350 kg/ab/anno contro gli attuali 604 e l’80% di raccolta differenziata control l’attuale 12%);

 

5. Si propone una tassa contro l’”usa e getta e la messa al bando nelle mense scolastiche, aziendali e nelle manifestazioni pubbliche di questi materiali;

 

6. Si introduce il principio di una netta separazione tra le attività di raccolta e riciclaggio, e le attività di smaltimento dei rifiuti, attività che dovranno obbligatoriamente essere gestite da soggetti diversi in modo da evitare posizioni di monopolio gestionale, sovrapposizioni di competenze e conflitti di interesse (simile approccio nella Regione Piemonte e Veneto);

 

7. Si respinge il concetto di Ambito Territoriale Ottimale, quale atto preliminare alla privatizzazione della gestione rifiuti, responsabilizzando le Province ed i Comuni;

 

8. Si organizza la partecipazione attiva della cittadinanza nel controllo della gestione.

 

L’attuale legge, ancora del 1998, non è stata mai rivista sia durante la passata Giunta Storace ne durante l’attuale Giunta Marrazzo malgrado nel settore gli avvenimenti, tecnologici, normativi e di pensiero, in oltre dieci anni, siano stati tali da richiedere una profonda revisione. La proposta di legge, che avvierà a breve la raccolta delle 10000 firme necessarie verrà depositata alla Regione Lazio entro la fine del mese di maggio 2009.

 

Un piano regionale di gestione rifiuti alternativo e sostenibile,

ricordando che nel Lazio il Piano Rifiuti ancora vigente è quello elaborato dalla Giunta Storace.

In sintesi:

 

1. Si constata che la riduzione dei rifiuti, derivata dalla crisi economica, attiva un percorso diverso rispetto alle previsioni del Piano Marrazzo.

 

2. Si evidenzia che ancora una volta si ricorre solo a soluzioni impiantistiche costose, obsolete e pericolose come discariche ed inceneritori, escludendo completamente il riciclo ed il recupero: con semplici calcoli e diagrammi si evidenzia la necessità di:

 

a)      avviare la realizzazione di impianti di compostaggio di basso costo per la frazione organica, quasi inesistenti, e attività di compostaggio domestico e di condominio,

 

b)      avviare la riconversione/modifica degli impianti di preselezione dei rifiuti indifferenziati, ne abbiamo a sufficienza, oggi legati a prodotte il C.D.R. (carta e plastica per l’incenerimento) domani utili per la selezione “a freddo”;

 

c)      sostenere la realizzazione dei Centri di riciclo del secco residuo da raccolta differenziata (con tecnologie tipo quelle dell’impianto di VedeLago (Treviso)  peraltro utilizzate anche nel Centro Riciclo di Colleferro recentemente attivato.

 

3. Si rileva come i Centri di Riciclo, a costo zero ed impatto zero, e riescono a restituire ai Comuni i costi della raccolta e trasporto (circa 60 €/ton) eliminandone di fatto i relativi costi di conferimento in discarica (circa 100 €/ton): un doppio risultato per i Comuni che possono finanziare i costi della raccolta differenziata porta a porta.

 

4. Il Contropiano prevede una riduzione al 2011 del conferimento in discarica al solo 12% del rifiuto prodotto e a praticamente zero nel 2020 senza l’uso di inceneritori.

 

  Il Comitato tecnico scientifico

 Dott. Fabio Musmeci,                    Ricercatore ambientale   Bracciano

Ing. Piergiorgio Rosso,                Esperto sistemi industriali          Roma

Dott.ssa Carla Poli,                    Imprenditrice C.R.V.                      Vedelago (TV)

Dott.ssa Patrizia Gentilini,        Oncologo – ISDE Italia               Forlì

Dott. Enzo Favoino                       Scuola Agraria Parco di Monza

P.I. Massimo Piras                         Portavoce Campagna pubblica   Lazio 

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2 Responses to NON BRUCIAMOCI IL FUTURO= RIFIUTI ZERO

  1. Andrij83 ha detto:

    Per quanto riguarda gli inceneritori comunque, il 30 maggio ci sarà una manifestazione dove dovrebbe sorgere l’inceneritore di Albano. E’ importante anche lì essere in tanti per far capire tutta la nostra contrarietà e la nostra opposizione a questo nuovo mostro.

  2. nauram ha detto:

    lA PRESENZA FISICA è fondamentale. Ti mando una mail.

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