Un miliardo di senza cibo

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La FAO lancia l’allarme sull’aumento della fame nel mondo: le stime per il 2009 sul numero di persone che soffrono la fame indicano la cifra di 1,02 miliardi. La cifra supera di oltre 100 milioni il livello dell’anno scorso e rappresenta circa un sesto della popolazione mondiale.
La crisi economica mondiale ha ridotto i redditi, aumentato la disoccupazione e ridotto l’accesso al cibo ai più poveri.
Secondo il direttore generale della Fao Jacques Diouf, “questa silenziosa crisi alimentare costituisce un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo”. Non possiamo rimanere indifferenti”.

Da quando i paesi ricchi hanno iniziato ad intervenire nei paesi cosiddetti poveri per portarvi ciò che è considerato “sviluppo” e hanno steso progetti per “occidentalizzare” il mondo, il risultato è stato un aumento continuo ed oggi accelerato della povertà e della fame.
Col pretesto di aiutare le popolazioni del terzo mondo, le hanno in realtà assoggettate e rese incapaci di autoprodurre i beni alimentari: l’introduzione di tecniche agricole estensive basate sulla monocoltura (destinata all’esportazione) e il ricorso a concimi chimici hanno distrutto la naturale fertilità della terra e la varietà biologica. In tal modo i popoli indigeni sono diventati dipendenti dalla fornitura di sementi e concimi dall’estero, cioè schiavi a tutti gli effetti dei paesi ricchi, la cui reale finalità era alimentare il commercio, il mercato globale, il libero scambio, l’arricchimento di pochi.
Per approfondimenti, “Come sopravvivere allo sviluppo” di Serge Latouche e “La decrescita felice” di Maurizio Pallante.

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8 Responses to Un miliardo di senza cibo

  1. Ever Green ha detto:

    Così convincono loro ad esportare: con l’esportazione entrano i soldi. E loro vendono, ma per loro non c’è niente.

  2. nauram ha detto:

    Esattamente come dici tu, Paolo!

  3. maurizio ha detto:

    Non so chi abbia scritto il trafiletto in verde, non ho capito, ma non mi sembra venga dalla FAO.
    In tal caso sarebbe vera e propria ipocrisia!
    In tal caso avrebbe potuto scrivere che la rovina dei paesi come Argentina, India, Brasile, Paraguay e altri, di conseguenza del mondo intero, è dovuta all’introduzione degli OGM di cui NESSUNO parla, ad eccezione di qualche giornalista con gli attributi.
    Multinazionali come la Monsanto che mira al controllo alimentare del mondo col sistema dei brevetti dei geni, stanno provocando un vero flagello laddove, dietro promesse di guadagni e di altissimi rendimenti, gli OGM creano sterilità dei terreni provocati dall’aumento delle irrorazioni di erbicidi per contrastare ceppi di parassiti resistenti.
    Ovunque nel mondo le colture tradizionali sono state soppiantate o contaminate da quelle transgeniche.
    Perchè la FAO, quale organismo mondiale accreditato non denuncia aziende come la Monsanto di crimine verso l’umanità? (si aggiungerebbe un’altra denuncia alle centinaia che già le sono state fatte nella sua storia…)

  4. nauram ha detto:

    Ciao, la parte in verde non è una dichiarazione della FAO, ho fatto una sintesi, spero comprensibile, di quanto sostengono alcuni studiosi controcorrente, sostenitori della decrescita. Le tue parole mi consolano, perché dimostrano la conoscenza del problema e confermano quanto ho detto sopra.
    A presto,
    L’aura

  5. nauram ha detto:

    Un invito: compriamo BIO, il biologico è sano, costa di più, ma se non si spreca nulla, ce lo possiamo permettere tutti; non dimentichiamo che il 2% del PIL, circa 33 mld di euro, va nella spazzatura (alimenti non consumati).

  6. maurizio ha detto:

    Sottoscrivo in pieno, compriamo bio!
    Noi consumatori non ci rendiamo conto del potere di indirizzare le cose che abbiamo quando riponiamo un oggetto nel carrello della spesa.
    Prima di tutto, e sono daccordo con te, compriamo meno, poi facciamo attenzione dove compriamo, meglio dal produttore che al supermercato, infine leggiamo etichette e marche cercando di boicottare multinazionali dell’alimentazione. Forse, se migliaia di persone lo facesse, le cose cambierebbero un po’.
    Ma è inutile pretendere queste cose se noi, io prima di tutto non sono coerente con quello in cui credo.
    Così ho smesso di dire frasi del tipo “tanto non conta niente”, non mi interessa io voglio fare la mia parte. Ho iniziato a farmi il pane in casa, integrale, dovreste vedere come lo mangiano le mie bimbe. Il passato di pomodoro sono due anni che ce lo autoproduciamo coi pomodori del nostro orto che quest’anno è stato molto generoso con i fagiolini verdi che ho messo via in salamoia. Da sei anni abbiamo i pannelli solari per la produzione di acqua calda e quest’anno, da tre mesi, funzionano quelli fotovoltaici, e vanno che è una meraviglia (1100 Kwwh in tre mesi!).
    Ritengo che più che predicare occorra fare, e se qualcuno prende esempio…tanto meglio.
    Ciao, Maurizio.

  7. nauram ha detto:

    Ciao Maurizio, sei un esempio da seguire. Nel mio piccolo cerco di agire secondo la logica di cui dici: di evitare cibi confezionati, comprare dal produttore, fare lo yogurt in casa,mangiare cibi di stagione…
    Forse qualcosa si muove nella direzione giusta nella società, anche se si tratta di granelli di sabbia in una grande distesa: stamattina un adolescente mi ha detto che se avesse i soldi, non comprebbe una macchina, ma pannelli solari e una terra da coltivare!Passa spesso a trovarmi.

  8. mirko omiccioli ha detto:

    Tempo fa ho assistito ad una breve conferenza di Massimo fini, il quale ha detto senza mezzi termini che fino a trent’anni fa un continente come l’Africa, per quanto non navigasse nell’opulenza, comunque era autosufficiente ed in pratica tutti riuscivano a vivere in manioera dignitosa con il poco che avevano. In pratica un’economia sobria ma solida che si sviluppava molto lentamente ma riusciva a sostenersi da sola. Ora invece in Africa la poveerta’ si tocca con mano e la gente che letteralmente muore di fame e’ tantissima, per non parlare delle malattie che devastano larghi strati della popolazione. Il tutto da quando noi occidentali abbiamo voluto portare a loro la nostra economia, la nostra democrazia e il libero mercato… Bella roba…

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