Sosteniamo la ricerca con una e-mail

31 luglio 2009

Il Dottor Stefano Montanari, esperto di polveri sottili (nanoparticelle), e sua moglie, la Dott.ssa Anonietta M. Gatti (scopritrice della Sindrome dei Balcani), stanno per essere privati senza motivo dello strumento principe delle loro ricerche, il microscopio comprato con donazioni pubbliche, con cui studiano i danni causati alla salute dalla nanopolveri liberate dagli inceneritori e non solo.

I suddetti Signori sono scienziati di fama mondiale:

La Dott.ssa Gatti è scopritrice delle nano-particelle assieme al dott. Stefano Montanari. Ricercatrice e Direttrice del Laboratorio di Biomateriali, Dipartimento di Neuroscienze, presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Lavora come esperto scientifico e consulente per la Commissione Europea, in particolare nel settore dei biomateriali, della biotecnologia e dei dispositivi medici. Con 140 pubblicazioni scientifiche a suo nome, è anche una collaboratrice di diverse riviste scientifiche internazionali e membro d’importanti comunità scientifiche, compresa la European Society of Biomaterials. Collabora con il Ministero della Difesa per gli studi sui danni per la salute umana causati dall’uranio impoverito.

            

Il Dottor Montanari è autore di diversi brevetti nel campo della cardiochirurgia, della chirurgia vascolare, della pneumologia e progettista di sistemi ed apparecchiature per l’elettrofisiologia, ha eseguito consulenze scientifiche per varie aziende, dirigendo, tra l’altro, un progetto per la realizzazione di una valvola cardiaca biologica. Dal 1979 collabora con la Dottoressa Antonietta Gatti in numerose ricerche sui biomateriali. Dal 2004 è Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena. Docente in diversi master nazionali ed internazionali, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Da anni svolge un’intensa opera di divulgazione scientifica nel campo delle nanopatologie, soprattutto per quanto riguarda le fonti inquinanti da polveri ultrafini. www.stefanomontanari.net

Per sostenere il lavoro di questi scienziati, di rara onestà, serietà e generosità (instancabilmente disponibili a trasferte gratuite al fine di informare le popolazioni delle città interessate contro i rischi irrimediabili provocati dalle polveri emesse nell’aria dagli inceneritori), si può inviare una e-mail ai responsabili (scienze.mmffnn@uniurb.it; rettore@uniurb.it  ; diramm@uniurb.it)  dell’Università  di Urbino, la quale aspira ad impossessarsi del famoso microscopio, con la preghiera di distogliere l’interesse da quello strumento vitale per gli attuali possessori e per la ricerca scientifica.

Lasciamo il microscopio a chi finora l’ha usato senza scopo di lucro, ma per amore della scienza e del genere umano, che negli ultimi tempi fa difetto di persone di questa caratura.

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Palinuro, natura e leggenda

28 luglio 2009

 

Per gli amanti della natura, delle terre incontaminate e della buona tavola

        delle leggende di Ulisse  e di Enea    


Teggiano (Sa), festa medievale

28 luglio 2009

                                                                                   

 

“Alla Tavola della Principessa Costanza”
Festa Medievale
Percorso artistico, gastronomico nella Diano dei Principi Sanseverino
a Teggiano (Salerno) 11-12-13 agosto 2009

Itinerario nella Diano Medioevale dei principi Sanseverino:

  • ore 18.00: partenza del corteo storico
    (presso il Castello Macchiaroli)
  • ore 18.30: rievocazione storica del consiglio comunale
    (presso “Il Seggio“)
  • ore 19.00: apertura del banco di cambio
    (nella Piazza dello Stato di Diano)

In questa edizione:

  • Trombonieri “Senatore” di Cava de’ Tirreni
  • Sbandieratori “I cavansi” di Cava de’ Tirreni
  • Ricostruzioni Storiche
  • Musici “la Rossignol” di Cremona
  • Tamburi e fuochi del Calendimaggio di Assisi
  • Associazione Majores Ballistarii Assisii
  • Giocolieri e Mangiafuochi di Firenze
  • Canti de “Monaci de la Grancia” di Buonabitacolo
  • Ricostruzione di ambientazioni e di vecchi mestieri

http://www.prolocoteggiano.it/


La Provincia di Benevento dice no all’inceneritore

25 luglio 2009

        

L’assessore all’energia della Provincia di Benevento ing. Gianvito Bello si è detto compiaciuto per la decisione negativa della Conferenza dei Servizi regionale in merito all’insediamento di un impianto a biomasse ABM VOCEM in San Salvatore Telesino. Bello ha spiegato la propria posizione, peraltro in linea con quella della Giunta e del Consiglio provinciali, affermando che la centrale, che avrebbe arrecato gravi danni al territorio, deturpando il paesaggio di uno degli angoli più suggestivi del Sannio, avrebbe cozzato irrimediabilmente contro la programmazione delle politiche energetiche approvata dal Consiglio provinciale in relazione ai bisogni territoriali. “Proprio il Sannio, unico comprensorio a vantare in Campania un simile strumento di pianificazione, non poteva essere beffato con un insediamento che non trovava giustificazione, né accoglienza nelle linee programmatiche individuate dalla Provincia con la cooperazione dell’Università degli studi del Sannio – ha chiosato Bello”. Inoltre, secondo l’assessore, l’ipotesi ABM VOCEM era nata al di fuori di qualsivoglia concertazione con il territorio e le istituzioni, ma era calata dall’alto, quasi in sordina. “Noi, invece, come Amministrazione Cimitile, ha continuato Bello, stiamo seguendo una strada completamente diversa: abbiamo sottoscritto infatti ben 78 Intese di programma con tutti i Comuni proprio per coinvolgere tutti i Soggetti in un ampio confronto democratico per realizzare gli impianti energetici da fonte rinnovabile di cui il territorio ha effettivo bisogno in un contesto – ha concluso Bello – di rigorosa tutela ambientale e secondo le specificità e le potenzialità degli stessi”.http://www.corrieredelsannio.it/category/provincia/telesina/


Inceneritore, tumori sottostimati di 1000 volte

23 luglio 2009

Danilo Ballanti (su Il caffè, periodico del litorale laziale) http://sotto-terra-il-treno.blogspot.com/

Lo studio voluto dalla Regione limita l’impatto solo a 9.698 abitanti

nel raggio dei 3 km, anziché ai 102mila entro i 7,5 KM

  La situazione ambientale dei Castelli

 

Genzano, Velletri, Ariccia, Ciampino, Castel Gandolfo, Lanuvio hanno arsenico e fluoro nell’acqua oltre i limiti di legge (Lariano eccede “solo” per arsenico). Nel mese di giugno il Presidente del Consiglio Berlusconi ha firmato la proroga dello stato di emergenza idrica per i Comuni serviti dall’acquedotto del Simbrivio. Dunque anche per alcuni dei Castelli Romani.

 

È l’ennesima proroga dopo le richieste del Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, con ben quattro lettere. Una volta c’erano le fontane che davano vino, simbolo della fecondità dei Castelli Romani. Oggi dalle fontane spesso non esce nulla… oppure esce acqua con alte concentrazioni di arsenico e altri metalli pesanti.

 

  

 

 

 

 

 In tale contesto di grave emergenza idrica, la Asl RmH ha detto di no all’inceneritore che Ama-Acea e gruppo Cerroni vogliono fare a Roncigliano, Comune di Albano, al confine con Ardea e Pomezia, in quanto incompatibile con il territorio. Marrazzo, invece di ascoltare i sanitari della Asl RmH, che da anni seguono e studiano la situazione in quest’area, ha riunito il 22 dicembre 2008 la sua Giunta e ha deliberato di incaricare il Prof Carlo Perucci, della Asl Rm-E, per una valutazione ambientale sull’inceneritore di Albano.

Il Prof Perucci ha velocemente predisposto una relazione che ha indirizzato a Conferenza dei Servizi (Regione, Provincia e Comuni) del 20 aprile 2009 verso il parere positivo all’impianto. Il documento cita 51 studi internazionali che hanno analizzato la relazione tra i tumori e la vicinanza agli inceneritori o alle discariche.

Va detto che Marrazzo si muove per consentire anche l’ampliamento della mega-discarica, sempre lì a Roncigliano, attraverso l’abbassamento dei limiti delle distanze tra case e discariche a 200 metri. Tra i 51 studi citati, il Prof Perucci sceglie a riferimento per elaborare i suoi calcoli quello del Prof Elliot che,  insieme ad altri studiosi, ha analizzato  l’incidenza dei tumori in prossimità di 72 inceneritori di rifiuti solidi urbani della Gran Bretagna. Dallo studio di Elliot emerge un significativo aumento di tumori nella popolazione che vive nel raggio di 7,5 km dagli impianti di incenerimento. Intorno a questi forni, insomma, il cancro colpisce significativamente di più.

Ma nei conteggi del Prof Perucci i casi di mortalità per tumori crollano: stima infatti in 0,7 casi il numero di tumori in eccesso connesso alla presenza dell’inceneritore di Albano. Cioè nemmeno un tumore in più è prevedibile a causa dell’inceneritore. Com’è possibile? Ci sono due “sviste”.  L’esperto chiamato dalla Regione sottostima due fattori fondamentali: considera molti meno abitanti e dimezza il periodo in cui la gente avrebbe accanto casa l’impianto in esercizio. Infatti, stima meno di 10.000 abitanti interessati dall’inceneritore, anziché le 102.659 persone censite dall’Istat nel 2001. Questo perché ha considerato solo chi abita entro i 3 chilometri dall’inceneritore di Roncigliano (Albano), mentre lo studio va esteso a chi abita entro i 7  kilometri e mezzo, come fanno i colleghi Elliot ed altri nello studio preso a riferimento dallo stess Perucci.

E così, allora, il numero di persone coinvolte sale a 102.659. Seconda “svista”: lo studio che dà l’ok all’inceneritore di Albano considera la metà del tempo di esposizione, cioè anziché fare riferimento a 40 anni – il reale tempo minimo per ripagare il costo di un inceneritore – parla di 20 anni. A ciò si aggiunge un altro “miracolo” coi numeri: il Prof Perucci riduce di 50 volte il rischio di ammalarsi vicino al mega-forno, rispetto allostudio preso in considerazione.

Questo perché «si suppone che l’impianto in studio abbia un impatto molto minore sull’inquinamento ambientale e sulla salute dei cittadini». Supposizione di fronte alla quale parlano i fatti storici: due inceneritori gemelli e con stessa tecnologia diquello di Albano (Fondotoce in Piemontee Karlsruhe in Germania) sono stati chiusi dalla magistratura per inquinamento ambientale.

In sintesi, gli effetti sanitari dell’inceneritore di Albano nella relazione di Perucci risultano ridotti di circa 10volte rispetto al numero di abitanti, di 2 volte in relazione agli anni di esposizione e di 50 volte in termini di rischio sanitario. Complessivamente i risultati risultano abbattuti di 1.000 volte (10x2x50=1.000). Concludiamo con il pensiero del Prof Perucci:

«Nell’epidemiologia, come in tutta la ricerca scientifica, non esistono “verità”

definitive e immutabili, solo prove, provvisorie e inevitabilmente falsificabili». È per questo, chissà, che

applicando lo studio di Elliot con datinon parziali, l’aumento dei tumori

nei quartieri e Comuni intorno all’inceneritore“promosso” è stimabile in centinaia di casi, invece di 0,7.

 

 

Ewww.wwwcco dove colpisce

 

DISTANZE DALL’INCENERITORE

DI ALBANO

Villaggio Ardeatino 0,5 km

Massimetta 0,5 km

Mantiglia di Ardea 1,0 km

Pantanelle 1,0 km

Cancelliera 1,3 km

Tor di Bruno 2,2 km

Cecchina 2,2 km

Palazzo Morgana 2,6 km

Santa Palomba 3,0 km

Fontana di Papa 2,8 km

Monte di Giove 3,3 km

Pavona 3,4 km

Stazione di Pomezia 3,8 km

Sughereto 4,7 km

Campoleone 5,2 km

Albano 4,8 km

Santa Procula 5,7 km

Genzano 5,3 km

Ariccia 5,6 km

Lanuvio 6,2 km

Castel Gandolfo 6,3 km

Pomezia 7,8 km

Nemi 8,7 km

Falcognana 8,9 km

Aprilia 9,1 km

Marino 9,5 km

 


Mappa degli inceneritori (cancrovalorizzatori) in Italia -aggiornata

22 luglio 2009

Quanti inceneritori ci sono in Italia?

Piemonte 0 Mergozzo (VB) (chiuso, riaprirà?), Vercelli (Chiuso)(VC) Lazio 4 S.Vittore (FR), Colleferro A e B (RM),Malagrotta
Lombardia 14 Cremona, Busto Arsizio (VA), Como, Milano-Desio-Sesto S.Giovanni-Trezzo D’Adda (MI), Brescia, Bergamo-Dalmine-Filago (BG), Corteolona-Parona (PV), Valmadrera (LC) Toscana 6 Livorno, Rufina (FI), Arezzo, Montale (PT), Ospedaletto (PI) (chiuso), Castelnuovo Garfagnana – Pietrasanta (LU) (chiusi?), Poggibonsi (SI)
Trentino-Alto Adige 1 Bolzano Puglia 2 Massacra – Statte (TA)
Veneto 5 Padova, Verona-Cologna Veneta (VR), Schio (VI), Venezia Emilia Romagna 7 Modena, Ferrara, Reggio Emilia (chiuso), Granarolo (BO), Ravenna, Coriano (RN), Forlì, Piacenza
Friuli Venezia Giulia 1 Trieste Basilicata 2 Melfi (chiuso e poi riaperto) – Potenza (PZ)
Marche 1 Tolentino (MC) Calabria 1 Gioia Tauro (RC)
Umbria 1 Terni Sicilia 1 Messina
Sardegna 2 Capoterra (CA), Macomer (NU) Campania:1 Acerra Tot. 54

mappa

Da www.stefanomontanari.net

Addio, Massimiliano

di Antonietta M. Gatti

Ieri è morto Massimiliano un bambino di Forlì a cui non è stata data la possibilità di avere un futuro. E’ morto all’età di 11,  per una rara forma tumorale, un rabdomiosarcoma cresciuto fra la vescica e la prostata. Dopo anni di sofferenza, che non dovrebbero toccare i bambini, se ne è andato col suo carico di metalli pesanti dentro il corpo.
Avevo analizzato i campioni bioptici del bambino e avevo trovato metalli anche in forma molto sottile: nanoparticelle.
A parte una particella di Oro e Argento, la cosa più sconvolgente è l’aver trovato nanoparticelle di Tungsteno e/o carburo di Tungsteno. Ora uno si chiede come sia possibile  l’ingresso di queste polveri nel corpo di un bambino. Non è un metalmeccanico che lavora in fabbrica. L’unica sua colpa è di aver vissuto in una casa costruita fra due inceneritori : uno di rifiuti urbani ed uno di rifiuti ospedalieri. L’aria, ma pure il cibo dell’orto, non sono dei  migliori da quelle parti.

Il 30 Giugno scorso l’avv. Bortolani, presidente della ONLUS, proprietaria legale del microscopio comprato grazie alla sottoscrizione lanciata da Beppe Grillo per studiare le nanopatologie, ha deciso di donare l’apparecchio all’Università di Urbino. La suddetta non ha mai acconsentito a farci entrare nel Consiglio di Amministrazione della ONLUS per la gestione trasparente economica e scientifica dello stesso,

…  la suddetta decide di donare il microscopio per altre finalità all’Università di Urbino con la clausola che noi lo possiamo usare “almeno” un giorno alla settimana…E’ ovvio che, abitando a Modena, la cosa non risulta facile non solo per me, ma soprattutto per i tesisti che lavorano con il microscopio. Con un lavoro “almeno” 1 giorno alla settimana questi rischiano di laurearsi fra 10 anni. Per non parlare del Progetto Europeo che io coordino che è ancora in corso.
Sono andata all’Università di Urbino dando la mia disponibilità a trasferirmi presso la loro sede. M i hanno risposto che tecnicamente è possibile, ma inattuabile.

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Scuola, 17.000 precari fuori+8000 prof. di ruolo senza cattedra

22 luglio 2009

Scuola, sono cresciuti a dismisura i docenti che rimarranno senza cattedra
Per molti supplenti la Cgil parla di licenziamenti: hanno molti anni di servizio
Via 17mila precari, 8mila prof in più
la stangata Tremonti-Gelmini
di SALVO INTRAVAIA

Oltre 8 mila soprannumerari, si chiamano in questo modo i docenti di ruolo che restano senza cattedra, e quasi 17 mila supplenze in meno. Ecco il bilancio definitivo degli interventi della Gelmini sul personale della scuola italiana. I calcoli li ha fatti la Flc Cgil dopo che la complessa macchina ministeriale ha completato le più importanti operazioni riguardanti i docenti: pensionamenti e trasferimenti.

L’ultimo verdetto arriva all’indomani dei trasferimenti della scuola secondaria di primo grado: quasi 2.500 docenti in esubero e oltre 10 mila supplenze in meno. E le immissioni in ruolo richieste al collega dell’Economia, ormai diverse settimane fa, dal ministro dell’Istruzione? E che fine hanno fatto i “contratti di disponibilità”, a favore di altrettanti precari, che nel corso del 2010 avrebbero dovuto salvare dalla bancarotta migliaia di famiglie? Su tutti e due i fronti nessuna notizia e i tempi stringono.

Il bilancio fatto dalla Cgil, almeno per quello che riguarda i docenti, può considerarsi definitivo. Sugli Ata la mazzata da 15 mila posti (in meno) farà saltare nel 2009/2010 altrettanti supplenti. Ma niente sovrannumeri, almeno. Il tutto, assume proporzioni preoccupanti al Sud: dove verranno cancellate da 7 a 10 mila supplenze, l’equivalente di quattro/sei stabilimenti Fiat di Termini Imerese. La Cgil preferisce parlare di licenziamenti, in quanto parecchi supplenti che dal prossimo settembre rimarranno a casa senza lavoro e stipendio non sono di primo pelo. Hanno intrapreso la carriera di insegnante diversi anni fa e accumulato anni di contratti a tempo determinato, con la legittima aspettativa, sancita anche dalla normativa vigente, di entrare di ruolo: si trattava di aspettare un po%u2019 di anni. Ma le regole adesso sono quelle riscritte dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. E quasi tutte le porte per i precari sono sbarrate.

La notizia che sta tenendo col fiato sospeso decine di migliaia di precari riguarda proprio il taglio delle cattedre: 10.580 alla media e 6.245 al superiore. Cui vanno aggiunti quelli che salteranno al Sud nella scuola primaria, dove i pensionamenti non sono riusciti a tamponare la situazione. Infatti, a mitigare l%u2019impatto della “riforma” della scuola hanno contribuito i 41 mila pensionamenti che hanno liberato altrettanti posti. Ma in parecchie realtà del Paese la coppia Tremonti-Gelmini ha tagliato più di quanto non sia rimasto vacante: azzerando le supplenze e creando migliaia di sovrannumerari.

Per questi ultimi il futuro è particolarmente incerto. Si tratta di insegnanti di ruolo che dopo anni di onorato servizio si ritrovano senza cattedra. Tra agosto e settembre saranno convocati dai dirigenti degli Uffici scolastici provinciali (gli ex provveditorati) e saranno invitati a scegliere le cattedre rimaste libere, anche per un solo anno. Dovranno accontentarsi di spezzoni di cattedra (cattedre inferiori alle 18 ore settimanali) o ritorneranno a disposizione delle scuole per coprire le supplenze. Per almeno un anno verranno sballottati dove serve a fare i tappabuchi. E quando la riforma, fra qualche anno, entrerà a regime il loro numero potrebbe anche aumentare. Perché, nel frattempo, l’età pensionabile verrà innalzata e non sarà più possibile neppure questa soluzione.