Tumori e cellulari

23 dicembre 2009

Troppo cellulare, il tribunale
gli riconosce la malattia professionale

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/il-cellulare-e-colpevole/2117616/8 I Giudici della Corte d’Appello di Brescia hanno emesso la prima sentenza sul rapporto tra patologie e telefonino, accogliendo la richiesta di riconoscimento di malattia professionale da parte di un ex dirigente di una multinazionale, affetto da un tumore benigno al trigemino. In primo grado, il Giudice del lavoro aveva bocciato la tesi del manager, ma in appello la sentenza e’ stata ribaltata ed e’ stata riconosciuta l’invalidita’ nella misura dell’80 per cento.

Innocente Marcolini, nel suo lavoro di manager, ha parlato per anni più ore al giorno con tutti i continenti dal cordless dell’ufficio o con il cellulare. Quelle conversazioni di lavoro, secondo la Corte d’Appello di Brescia gli hanno causato un tumore benigno al trigemino. E un altro suo collega alcuni anni fa ha accusato gli stessi problemi di salute.

“Sono stato operato – spiega Marcolini, che vive a Carpenedolo, nella bassa bresciana – ma la mia vita non è più quella di prima. Amavo la montagna, il trekking e ho dovuto abbandonare tutto, anche il lavoro”. Quando nel 2002 il manager venne colpito da una paresi al volto non pensò subito alle conseguenze delle onde elettromagnetiche. Ma negli anni successivi l’idea d’aver pagato un prezzo troppo alto a quella che, secondo lui, è innanzitutto l’assenza di qualsiasi avvertenza sulla confezione del prodotto, ha preso sempre più corpo.

” Mi sono rivolto al giudice del lavoro – continua – affinchè dall’Inail la malattia venisse riconosciuta come professionale. In primo grado è andata male, in appello la perizia prima e poi la Corte mi hanno dato ragione”.

Oggi Innocente Marcolini convive con un dolore che riaffiora lancinante non appena finisce l’effetto dei farmaci, ma anche con gli effetti collaterali dei medesimi. Lo consola, però, vedere che sul cellulare della figlia “qualche indicazione a tutela della salute è stata messa”. Certo è che ora la sua esistenza è quella di una persona che assume medicinali per lenire il dolore, ha perso ogni forma di sensibilità ad un occhio, può contare su un senso dell’equilibrio precario. ” Non avrei mai pensato che cellulari e cordless, soprattutto questi ultimi, potessero portare a tanto”, confida amaramente aggiungendo che “una delle cose che lo rattrista maggiormente è “vedere tutti quei bambini con il telefonino in mano”. Il Condacons ritiene impostante la sentenza di Brescia e si dice sicuro che ciò apra la strada per una class action. L’associazione è anche pronta ad accertare la possibilità di un’azione legale a quanti ritengono ci possa essere un collegamento con la malattia contratta e l’uso del telefonino.

Le motivazioni della sentenza saranno rese note tra una ventina di giorni

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(18 dicembre 2009)

AUGURI A TUTTI

23 dicembre 2009

…E SPEGNETE UN PO’ IL PC,

DEDICATEVI AGLI ALTRI….

E  A VOI STESSI, ma solo se di solito non lo fate! ;))


Andrea Zanzotto contro la Lega

19 dicembre 2009

Sul blog di uno studioso appassionato della poesia del grande poeta veneto c’è l’intervista ad Andrea Zanzotto. www.vocativo.splinder.com


Le bugie della Gelmini

19 dicembre 2009

Dopo l’intervento a Ballarò della Ministra con le sue solite cifre ( false e sconclusionate )

imparate a memoria, qualcuno ha pensato di rispondere…

LE BUGIE DELLA GELMINI, LA VERITA’ DEI FATTI

mercoledì 01 ottobre 2008

Di Gennaro Loffredo,

Un attacco feroce che non ha precedenti nella storia della Repubblica, sta per cambiare le sorti dei nostri ragazzi, e tutto ciò fra l’indifferenza e l’arroganza di un ministro che all’ opinione pubblica racconta le “sue” verità, basate su un’ interpretazione distorta e non veritiera di dati statistici.

Alle famiglie viene detto che i ragazzi trascorrono troppo tempo sui banchi di scuola, che ci sono troppi insegnanti e troppi bidelli a fronte di risultati modesti, che la scuola non può essere considerata uno stipendificio e un ammortizzatore sociale, deridendo una categoria, quella dei docenti, che opera con impegno e spirito di abnegazione al servizio dello stato e della società. Il tutto attraverso una campagna mediatica condotta ad hoc, volta a far credere ai cittadini che i problemi della scuola si risolvono con voti in pagella e grembiulini, tacendo invece su quello che è l’unica, vera volontà del governo: fare cassa a discapito della qualità dell’insegnamento offerto agli alunni senza tenere conto delle esigenze delle famiglie.
Infatti…

NON E’ VERO come afferma il ministro che i dipendenti del MIUR siano 1.300.000, ma 1.125.975 (Dati MPI – la scuola in cifre).

NON E’ VERO che il 97% del bilancio del MIUR viene speso in stipendi, ma il dato reale è il 78,8%, buona parte in quota alle Regioni (dati OCSE – studio Education at a glance), in linea con gli altri paesi. E’ vero invece che il MIUR si limita SOLO a pagare gli stipendi, investendo appena il 2,8% del P.I.L., rispetto al 3,80 % di media dei paesi europei. (dati OCSE – Education at a glance).

NON E’ VERO che la spesa per la scuola è continuamente cresciuta negli ultimi anni, infatti la quota di spesa complessiva è scesa dal 12,6 del ’90 al 10,6 del 2005 (dati ISTAT). Ciò è dovuto ai continui tagli operati dai vari governi in questo settore.
E ancora: se tra il 1995 e il 2005 gli investimenti nella scuola dei paesi europei sono aumentati del 41%, in Italia l’incremento è rimasto contenuto al 12%. (dati OCSE – education at a glance).

NON E’ VERO che i docenti aumentano mentre gli alunni diminuiscono. Dall’anno scolastico 2001/02 fino all’anno scolastico 2007/08 gli alunni sono costantemente cresciuti mentre i docenti sono calati del 4,5% (dati MPI – la scuola in cifre).

NON E’ VERO che è opportuno che il bambino abbia un solo punto di riferimento nella scuola primaria. Infatti, associazioni pedagogiche di spicco come il SIPED, SIRD, CIRSE, e SIREF sono nettamente contrarie al ritorno di questa figura, connotandola in modo negativo e anacronistico.

NON E’ VERO che i risultati della scuola italiana siano pessimi: gli allievi delle scuole secondarie di secondo grado di Veneto, Lombardia e Piemonte hanno raggiunto nei test risultati molto vicini a quelli degli allievi della Finlandia, additata dal ministro come esempio per il paese. Inoltre, le famiglie italiane hanno mostrato un gradimento nei confronti della scuola pubblica dell’ 80% (dati OCSE – education at a glance), superiore alla media europea (78%)

NON E’ VERO che i docenti del sud sono meno preparati dei colleghi che operano al nord e necessitano di apposito aggiornamento, poiché nelle strutture scolastiche del nord operano e ottengono brillanti risultati moltissimi docenti provenienti dal sud, il cui “ritardo” è pertanto da individuare in fattori sociali, economici e strutturali che il ministro dovrebbe conoscere e contribuire ad eliminare.

Ecco invece quello che, sulla base delle disposizioni ministeriali e degli effetti della legge 112/08 e dell’approvando DL 137/08, il ministro dovrebbe dire alle famiglie:

1. Molti docenti di ruolo saranno individuati come soprannumerari e saranno pertanto costretti a cambiare sede, il che significa che la continuità didattica non sarà garantita e che i ragazzi potrebbero dover cambiare insegnante anno dopo anno.

2. Le scuole aventi un numero di allievi inferiore a 100, ubicate nei piccoli centri, saranno chiuse, il che comporterà un enorme disagio per gli alunni ( costretti ad intraprendere ben presto una vita da pendolari), per le famiglie e per i Comuni, a carico dei quali verrebbero a gravare le spese per i servizi legati al trasporto degli alunni pendolari. Ricordo che i Comuni incasseranno meno.

3. L’orario di insegnamento nella scuola primaria sarà ridotto a 24 ore settimanali, insufficienti a garantire il rispetto dei tempi di apprendimento propri di ciascun alunno.
Non ci saranno più né pluralità dei docenti né compresenze, il che significa che non sussisteranno le condizioni per permettere attività di recupero per alunni con difficoltà di apprendimento, gite d’istruzione, visite guidate e una didattica aperta al territorio.

5. Il tempo pieno non sarà garantito a tutti, perché solo le scuole del nord sono dotate delle infrastrutture necessarie, il che porterà ad accentuare il divario culturale fra il nord ed il sud del paese, penalizzando fortemente quest’ultimo, dove il tasso di abbandono scolastico risulta essere più alto.

6. Gli unici insegnanti specialisti saranno i docenti di religione, visto che gli insegnanti specialistici di lingua inglese nella scuola primaria saranno riassorbiti su posto comune (articolo 1 comma 128, legge 311/2004) e tutti gli altri saranno obbligati ad abilitarsi all’insegnamento dell’inglese attraverso corsi di 150-200 ore, il che sfacciatamente contraddice quanto sbandierato dallo stesso governo Berlusconi nelle sua precedente legislatura, ovvero l’importanza delle tre “I”, tra cui appunto l’insegnamento dell’inglese.

7. A causa dei tagli operati con la legge 112/08, molti alunni non avranno più l’insegnante di sostegno, finora risorsa per la classe intera oltre che strumento formidabile di integrazione sociale e garante del diritto allo studio per gli alunni diversamente abili i quali, in tal modo, verranno ghettizzati, con conseguenze disastrose sul piano sociale e didattico.

8. La riduzione del numero di indirizzi nella scuola secondaria di 2° grado non terrà conto del fatto che gli Istituti professionali sono ben diversi dagli Istituti tecnici, hanno finalità diverse e non sono doppioni. Inoltre, l’ accorpamento delle classi di concorso sarebbe molto deleteria soprattutto per chi insegna materie tecniche e professionalizzanti e per gli allievi che si troveranno insegnanti che dovranno necessariamente ricominciare a studiare per materie che non hanno mai insegnato;

9. La contrazione dell’orario scolastico, così come prevista dal piano programmatico presentato dal ministro, andrà à discapito delle materie tecniche, ossia proprio quelle che formano l’allievo nell’indirizzo prescelto;

10. La riduzione del 30% degli insegnanti di laboratorio impoverirà l’offerta formativa degli istituti professionali, oltre a rendere meno sicure le esercitazioni nei laboratori.

11. L’incremento dei finanziamenti alle scuole private che vanno messe, secondo la Gelmini, in concorrenza con le scuole pubbliche statali perché aumentano la possibilità di scelta da parte delle famiglie che, tutte, avrebbero la possibilità di scegliere scuole migliori. Un altro falso incredibile! DAI DATI OCSE-PISA LE SCUOLE PRIVATE ITALIANE SONO RISULTATE ESSERE TRA LE PEGGIORI IN EUROPA. NETTAMENTE SUPERIORI QUELLE PUBBLICHE STATALI: IN MATEMATICA 11 PUNTI DI DISTACCO; SCIENZE 14; COMPRENSIONE E PRODUZIONE DI TESTI SCRITTI 3. IN AZERBAIJAN ED IN GIORDANIA LE SCUOLE PRIVATE SONO PIU’ COMPETITIVE DI QUELLE ITALIANE.

Inoltre il ministro sostiene che parte dei soldi risparmiati servirà a rendere più sicure le scuole, ma anche stavolta si tratta di un’affermazione priva di fondamento visto che l’edilizia scolastica compete ai comuni (legge 11 gennaio 1996, n. 23, articolo 9 comma 1), così come non corrisponde a verità il fatto che i docenti di ruolo vedranno aumentato il loro stipendio: secondo il ministro, infatti, solo i più “meritevoli” e solo a partire dal 2012 saranno premiati con 50 miseri euro a testa: un’elemosina in cambio della richiesta ai docenti di svendere la scuola pubblica.

Roma, 1 Ottobre 2008


Raccolta fondi contro l’abolizione dello studio del diritto e dell’economia

8 dicembre 2009

DAL COORDINAMENTO NAZIONALE DEI DOCENTI DI DIRITTO ED ECONOMIA:

Sulle pagine delLa Padania abbiamo fatto pubblicare, autofinanziandoci, il seguente avviso che presto, attraverso ulteriore raccolta fondi, comparirà su altri quotidiani nazionali:

Avviso a pagamento

Una domanda al Ministro Gelmini:

perché gli studenti italiani, a differenza di quanto accade in Europa, non devono più  studiare il Diritto e l’Economia?

Eliminare lo studio di tali materie significa limitare il processo di crescita civile dell’intero Paese. Fornire agli studenti gli strumenti per comprendere, imparando a rispettarle, le norme giuridiche e i meccanismi dell’economia non è una scelta  di destra,  di sinistra o di centro. E’ una scelta di buon senso. E’ per questo che il diritto e l’economia sono nei piani di studio di gran parte dei paesi europei.

Invitiamo tutti i Parlamentari  a far approvare alla Camera e al Senato un ordine del giorno che impegni il Governo a mantenere nei Licei e nei trienni dei Tecnici lo studio del Diritto e dell’Economia come materie del curricolo obbligatorio.

La scelta dell’opzionale è impraticabile e chi la propone lo sa bene.

Chi volesse sostenerci in questa iniziativa può contattare il coordinamento all’indirizzo coordnazdocdir@libero.it. Vi sarà comunicato il c.c.p. dove effettuare il versamento. L’entità del contributo è libera.

info su www.docentidiritto.it


Quando le banche sono più importanti del pianeta

7 dicembre 2009

Se si possono trovare migliaia di miliardi di dollari per salvare le banche, perché non si può trovare una parte di quel denaro per salvare l’ambiente e i  poveri?

http://www.greenpeaceitalia.org/blog/?p=380

Il nuovo Direttore Esecutivo di Greenpeace International, Kumi Naidoo, sudafricano e attivista per i diritti umani, che ha lottato contro l’apartheid e la povertà nel mondo, dice:

Kumi“In diverse lingue africane abbiamo il proverbio “Io sono, perchè voi siete”. Significa che l’essere umano è determinato dai rapporti che ha con le altre persone. Questo proverbio ha ispirato non solo il mio pensiero sui rapporti umani, ma anche quello sulla natura e l’ambiente. Se non riconosciamo che dobbiamo unirci, nei paesi ricchi e poveri e tagliare tutte le divisioni che ci separano, se non ci rendiamo conto che siamo tutti coinvolti, non saremo in grado di affrontare le sfide ambientali e di certo non saremo in grado di affrontare il problema dei cambiamenti climatici.

Oggi siamo a un bivio. In gioco c’è il futuro del nostro pianeta. Gli effetti dei cambiamenti climatici stanno colpendo milioni di persone in tutto il mondo. Ci troviamo in un momento in cui la società civile ha bisogno di essere coraggiosa e audace, pacifica e unita per riuscire a fermare i cambiamenti climatici catastrofici , la più grande sfida del nostro pianeta.

Entro a far parte di Greenpeace in un momento cruciale. Siamo a poche settimane dal vertice delle Nazioni Unite di Copenaghen. Abbiamo ancora un sacco da fare in questi giorni. I nostri leader mondiali non hanno agito con coraggio nel periodo che precede i negoziati : dormono in un periodo di crisi e devono svegliarsi e rendersi conto di aver perso tempo prezioso. Si rifiutano di ascoltare scienziati ed economisti che hanno fornito prove concrete della realtà dei cambiamenti climatici, ma soprattutto si rifiutano di ascoltare i propri cittadini che chiedono un intervento urgente. Vogliamo che la voce dei cittadini venga ascoltata ancora una volta. Dobbiamo alzarci e dire ai leader più potenti del mondo che se si possono trovare migliaia di miliardi di dollari per salvare le banche, perché non si può trovare una parte di quel denaro per salvare l’ambiente e i  poveri?

Gli effetti più catastrofici dei cambiamenti climatici non sono inevitabili. Con la nostra creatività e il nostro attivismo abbiamo l’opportunità di spingere verso un’economia verde che crei posti di lavoro sostenibili; abbiamo bisogno di portare avanti una rivoluzione energetica che miri a promuovere l’utilizzo di energie rinnovabili come il vento e l’energia solare e di una maggiore efficienza energetica. Se siamo in grado di sfruttare tutte queste opportunità è possibile affrontare allo stesso tempo la povertà, i nuovi posti di lavoro e la protezione del clima. Abbiamo bisogno che i leader mondiali agiscano con coraggio per garantire che da Copenhagen esca fuori un trattato equo, ambizioso e vincolante.

Dopo diversi anni di lavoro nel movimento contro la povertà, sono arrivato a comprendere come la lotta contro la povertà e la lotta contro i cambiamenti climatici siano indissolubilmente legate. La mia esperienza di lavoro, con l’anti-apartheid e con i movimenti di giustizia sociale, mi ha insegnato che quando l’umanità deve affrontare una sfida importante, una grande ingiustizia, è solo quando uomini e donne onesti sono disposti a resistere e lottare che il cambiamento accade realmente. Credo che Greenpeace sia un’organizzazione che può fare la differenza, che aiuti gli uomini e le donne di tutto il mondo a trovare una voce, ad alzarsi ed a creare un cambiamento.

Essere alla guida di Greenpeace è uno dei più grandi privilegi che io possa immaginare. Quando mi fu chiesto di prendere in considerazione questo ruolo ero al diciannovesimo giorno dei venticinque di sciopero della fame per protestare contro il governo di Robert Mugabe in Zimbabwe. Mi sentivo piuttosto debole e mi sono chiesto se ero davvero pronto per la sfida di un ruolo così importante. Mi sono anche chiesto se non fosse troppo presto per lasciare il lavoro in cui ero così coinvolto in nome dei poveri. Quando poi l’ho detto a mia figlia lei mi rispose che non avrebbe mai più parlato con me se non avessi preso in seria considerazione l’offerta. Lei mi fece notare che anche Greenpeace ha sempre lavorato per i poveri, anche se in un modo diverso.

Per lei, Greenpeace e i suoi sostenitori sono gli attivisti reali, i veri eroi che dedicano la loro vita alla lotta per la giustizia climatica. L’entusiasmo di mia figlia è l’entusiasmo delle giovani generazioni, quelle che dovranno affrontare le conseguenze delle decisioni che la mia generazione sta prendendo ora. Il suo entusiasmo mi fa sperare che saremo in grado di affrontare il grave pericolo del cambiamento climatico e ideare soluzioni per proteggere questo pianeta sia per lei che per le generazioni future.
Sono profondamente onorato di entrare far parte di Greenpeace International come Direttore Esecutivo, specialmente in questo momento. Sono orgoglioso di far parte di un’organizzazione che è pronta a resistere al potere, a fermare la gente per le strade, a dominare la scienza, a discutere con i politici, ad utilizzare tutti i mezzi pacifici possibili per creare un mondo verde, pacifico e piu giusto. Sono convinto che siamo in grado di sviluppare un futuro sostenibile per il pianeta, ma c’è bisogno che tutti  noi siamo coinvolti. Sono estremamente onorato, emozionato e non vedo l’ora di di lavorare con tutti voi.”