Uno sfregio al paesaggio ed alla storia di Salerno

Costruire una specie di attrazione per i turisti, un’opera che si atteggi a grande monumento, una specie di simbolo della città, un luogo di ritrovo ed in più una soluzione al traffico di Salerno, grazie alle migliaia di posti auto che, secondo quanto dicono con convinzione i cittadini, serviranno ad arrestare i flussi insostenibili che percorrono da un capo all’altro la città, questa è l’aspirazione del Crescent.

L’attuale amministrazione comunale vorrebbe lasciare un regalo permanente ai propri cittadini che, avendo gradito già in anticipo l’intezione finalizzata “all’interesse pubblico”, hanno contribuito con la loro stima ad innalzare il Sindaco di Salerno al quinto posto nella classifica dei sindaci più amati d’Italia.

Qual è lo spirito ed il desiderio di chi decide di passare qualche giorno o qualche ora a Salerno?

Realizzato questo progetto, il turista potrebbe ammirare un gigante di cemento, brutta copia di opere già viste, che interrompe brutalmente la vista sull’incantevole Golfo e l’ingresso alla Costiera Amalfitana. Oppure potrebbe  fare shopping in un nuovo centro commerciale, come se non ce ne fossero abbastanza in Italia (di dubbia funzione aggregante, ricreativa, antistress…).

Il turista porterebbe a casa un ricordo davvero peculiare della località! Ma questo Crescent ancora non c’è…

Oggi chi va a Salerno ha piacere di passeggiare nelle antiche stradine di Via dei Mercanti, medievali, costeggiate di piccole botteghe, anche centenarie, che non deludono neanche chi ha voglia di fare solo acquisti di prodotti tipici e non. Egli può restare sorpreso dagli innumerevoli locali, pasticcerie, ristoranti e pizzerie che possono offrire affabile ospitalità a tutti.

Chi va a Salerno sa che può trovare una cucina di alta qualità, per la quale è disposto a fare file d’attesa per sedersi ad un tavolo. Può mangiare la pizza (in costante competizione con quella di Napoli), l’eccellente mozzarella di bufala, primi piatti conditi col vero pomodoro San Marzano o pesce, le verdure secondo la dieta mediterranea di Ancel Keys…

Il patrimonio Salerno ce l’ha già, è nella sua storia, nella cultura, nell’eleganza della città, nel paesaggio, nella fortuna di trovarsi tra le meraviglie di Paestum e quelle di Amalfi.                                                                                                                              Altre località italiane, molto più note a livello balneare, non hanno tali “possedimenti”, però sanno gestire bene quel nulla che la natura o la storia hanno offerto loro. Forse bisognerebbe riflettere su questo e partire da qui, piuttosto che ricorrere ad un’inutile, dannosa e costosissima cementificazione.

L’assurdo è che in un momento in cui è urgente riscoprire le tradizioni e le radici, gustare la lentezza e la sobrietà,  rivalutare i borghi antichi, tutelare il paesaggio, andare a caccia di un angolo naturale, chi ha la fortuna di non aver ancora perso tutto questo si lasci ammaliare dalle luci stile Las Vegas, dal lusso di plastica (e di cemento) di centri commerciali, corredati di fast food americani, palestre, cinema e tutto ciò che occorre per spendere e consumare dalla mattina alla sera, alla ricerca del “benessere”.

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3 Responses to Uno sfregio al paesaggio ed alla storia di Salerno

  1. Evergreen ha detto:

    Fuori i cementificatori dal PD.

  2. nauram ha detto:

    E sia!

  3. Evergreen ha detto:

    La fame di cemento non conosce colore. Solo uno: il grigio.

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