Regime collection: bavaglio ai prof

26 Mag 2010

Secondo Grazzini, Vicepresidente della commissione pubblica istruzione «diventa grave soprattutto l’attivismo di certi insegnanti, militanti di sinistra a tempo pieno, che senza un minimo di deontologia professionale, fomentano i ragazzi, anche con informazioni distorte, a partecipare ai propri scioperi, ad organizzare occupazioni e cortei interrompendo così l’attività didattica. Il tutto con connivente silenzio di una parte di dirigenti scolastici». «E’ evidente – ha concluso il Vicepresidente della commissione pubblica istruzione – che l’intervento educativo dell’insegnante, fondamentale nella formazione civica, si trasforma così in indebita pressione psicologica e orientamento politico. Il livello di guardia in città sta per essere superato e perciò vanno denunciate queste gravi scorrettezze che talora diventano vere e proprie illegalità».

Marcello Limina, direttore dell’ufficio scolastico dell’Emilia Romagna afferma che è necessario “sensibilizzare il personale della scuola sul corretto comportamento da tenere con gli organi di stampa, che non va dimenticato neppure in occasione della redazione di documenti o comunicati diretti agli studenti, alle famiglie o altri
soggetti”.

E ribadisce “la necessita’ di informare di tali rapporti il dirigente competente”, ricordando che “l’articolo 494 del decreto legislativo 297 del 1994, relativamente al personale docente, sancisce la possibilita’ di comminare sanzioni disciplinari per atti non conformi alla responsabilita’, ai doveri a alla correttezza inerenti alla funzione”. Infine, i presidi dovranno ricordare al personale che “e’ improprio indirizzare ad alte autorita’ politiche o amministrative diverse dal loro diretto riferimento gerarchico documenti, appelli o richieste”

È «disdicevole», scriveva  Marcello Limina, , nell’ Agosto 2009, che un preside esprima pubblicamente opinioni contrarie alla politica del ministero.

Allora come ora, immediato il sostegno della Gelmini a Limina, «non si può fare politica a scuola e non bisogna confondere il proprio ruolo con la politica» (2009); Maggio 2010, con una nota ufficiale: “Condivido e sostengo pienamente l’operato” di Limina, “chi desidera fare politica si candidi alle elezioni e non strumentalizzi le istituzioni”.

I docenti non devono parlare:

-dei tagli alle cattedre, i quali non sono sacrifici  imposti dalla crisi: l’apprendimento dei giovani è  un investimento, l’unico veramente proficuo e duraturo, che dà dei frutti di civiltà e di benessere nelle relazioni con gli altri;

-della minore offerta di servizio pubblico e della riduzione del tempo pieno: dove lasceranno i figli i genitori che lavorano?

dei contributi dei genitori per comprare il gesso, la carta igienica, il sapone, i colori…;

dell’impossibilità di sostituire gli insegnanti malati con supplenti, perché il Ministero è in debito con le scuole;

– del ricorso a consulenti esterni, privati, quindi ben pagati, spesso appartenenti al mondo delle banche, per insegnare certe materie di cui si è voluta l’abolizione nel curricolo ufficiale (Diritto ed Economia) e soprattutto l’abolizione degli insegnanti pubblici (di Diritto ed Economia);

-dell’impossibilità di scegliere i libri di testo per l’anno prossimo, perché le modifiche degli indirizzi scolastici superiori sono stati fatti alla cieca, senza prevedere nuovi programmi, conformi alle modifiche delle materie;

-della difficoltà delle case editrici a produrre nuovi testi entro fine Maggio, perché la riforma non è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (quindi non in vigore) e non ci sono i nuovi programmi;

– della libertà di pensiero, nei limiti del rispetto dell’altro;

– delle massime di Seneca o del pensiero di Kant, che sono insegnamenti utili nella vita;

– degli artifici economici, col supporto dei governi, per spingere i cittadini a consumare di più, azzerando i risparmi e ricorrendo ai debiti;

– dell’obsolescenza programmata, studiata per buttare nei rifiuti ciò che che è ancora efficiente;

– degli inganni della pubblicità e del mondo patinato di star, veline… che suscita desideri di imitazione e frustrazione nei ragazzi;

– dell’inutilità della violenza, delle guerre…;

del fatto che il Presidente della Repubblica si chiami Giorgio Napolitano e non Silvio Berlusconi, come molti ragazzi credono;

– del fatto che l’America non l’ha scoperta Napoleone;

– del fatto che Mussolini non ha fatto del bene agli italiani, ma li ha uccisi, in tutti i sensi.


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La riforma indigesta

5 Mag 2010

Spicchi d’aglio di Franco Labella

da L’unità

SPICCHI FRESCHI
Maestra di vita (ma non per tutti). La settimana scorsa, in sole 48 ore, si son capite tante cose del riordino gelminiano delle superiori. Si è capito, ad esempio, perché la Storia andava unificata con la Geografia o perché il Diritto doveva essere eliminato. Un ex-ministro settentrionale, Luca Zaia, ora neoeletto Governatore del Veneto, dimostrando di avere una solida preparazione in Storia, Geografia e Storia Costituzionale Italiana, ha paragonato i partigiani italiani dell’ANPI ai Vietcong nordvietnamiti confondendo però questi ultimi con i soldati giapponesi che nella giungla ignoravano la fine della guerra.

Quante storie, avrà commentato il leghista veneto, tanto Vietnam e Cina sempre Asia è…. Due giorni dopo, Edmondo Cirielli, presidente della Provincia di Salerno del Pdl ha rincarato la dose e riscritto pure lui la Storia: la Liberazione, secondo il maggiore dei carabinieri in aspettativa, è stata merito esclusivo degli Americani.

Corsi di recupero per entrambi ed un invito al ministro Gelmini: istituisca una nuova disciplina obbligatoria, Cittadinanza e Costituzione, ma stavolta non per finta come accaduto finora. E che sia obbligatoria al Nord come al Sud, perché come insegna la vicenda raccontata, l’Unità d’Italia di chi ignora o confonde esiste ancora oggi.

Omonimie Il 4 giugno, a Trento, nell’ambito del Festival dell’Economia, si svolgerà un dibattito sul tema “L’educazione economica a scuola: riflessioni dopo la riforma e dopo la crisi “ .Tra i partecipanti al dibattito tal Max Bruschi. Ma non può essere lui, sarà un omonimo o un sosia. Quello vero, infatti, il consigliere politico del ministro Gelmini, sulla questione educazione economica nelle scuole superiori italiane ha le idee chiare: “Riguardo a Economia e Diritto, dovendo fare delle scelte, no, non ritengo siano materie fondamentali per l’educazione alla cittadinanza e alla legalità”. E difatti l’Economia è sparita dalle scuole superiori italiane come il Diritto.

Un mio conterraneo di qualche secolo fa, Orazio, scrisse in Odi, III, 30 : “ Exegi monumentum aere perennius” Ho eretto un monumento più durevole del bronzo. Lui di bronzo aveva il monumento…..
(Spicchi selezionati da Maristella Iervasi)