Illegittime le circolari della Gelmini, ma la “riforma” parte

22 luglio 2010

Il Ministro Gelmini ha emanato norme illegittime circa il riordino delle scuole superiori, norme che possono ledere i diritti di alunni, famiglie, docenti, personale amministrativo della scuola. Lo conferma il TAR del Lazio, il quale sostiene che trattasi di “circolari applicative di testi normativi emanati successivamente e pertanto ancora privi di efficacia e di rilievo giuridico”; però, non accoglie la richiesta di sospendere la riforma, in quanto non ravvede un danno attuale e concreto.

… ”ritenuta l’ammissibilita’ del ricorso nella considerazione che le puntuali disposizioni dettate con circolari impugnate, ancorche’ dirette agli uffici periferici dell’amministrazione scolastica, sono suscettibili di riverberare effetti concreti nei riguardi degli alunni, delle relative famiglie, dei docenti, del personale ATA e delle comunita’ scolastica nel suo insieme” e ”ritenuta altresi’ la sussistenza di un interesse qualificato dei ricorrenti all’impugnativa proposta con il ricorso e i motivi aggiunti, trattandosi di soggetti (alunni e relative famiglie, personale docente, personale Ata) che possono essere coinvolti dalle disposizioni concernenti rispettivamente le iscrizioni alle prime classi della scuola secondaria superiore emanate (c.m. n. 17/2010), gli organici del personale docente della scuola secondaria superiore (c.m. n. 37/2010), nonche’, e in via direttamente consequenziale, la mobilita’ del personale docente e Ata”, considerato che ”il ricorso presenta ‘sufficienti elementi di fondatezza, ravvisandosi l’illegittimita’ della circolare ministeriale n. 17/2010, essendo essa diretta a disciplinare le iscrizioni scolastiche entro il 26 marzo 2010 sulla base di ordinamenti scolastici a tale data non ancora in vigore, atteso che detti ordinamenti – concernenti la revisione dell’assetto ordinamentale e didattico dei licei, e il riordino degli istituti tecnici e professionali sono contenuti in testi regolamentari, dd.pp.rr. recanti la data del 15 marzo 2010, che sono entrati in vigore il 16 giugno 2010, giorno successivo a quello della loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale; l’illegittimita’ della circolare ministeriale n. 37/2010, che, nel disporre la trasmissione di uno ‘schema di Decreto Interministeriale’ (emanato solo il successivo 6 luglio 2010) contenente le disposizioni sulle dotazioni organiche del personale docente per l’a.s.

2010/2011, e nell’anticiparne i contenuti precettivi, si sostanzia in circolare applicativa di un testo normativo (id est: decreto interministeriale n. 55 in data 6 luglio 2010) ancora privo di efficacia e di rilievo giuridico; la conseguente e riflessa illegittimita’ della circolare ministeriale n. 19/2010 sulla mobilita’ del personale docente, educativo e ATA per l’s.s. 2010/2011”; considerato pero’ che, ”ai fini della proposta misura cautelare, difetta la sussistenza del periculum nella considerazione che i ricorrenti non hanno documentato nel giudizio posizioni specifiche (nella qualita’ di studenti, docenti e dipendenti ATA) direttamente incise dalle circolari impugnate, donde l’omessa deduzione di un danno attuale e concreto riveniente da dette circolari, con conseguente difetto del grave e irreparabile pregiudizio che giustifica l’emissione del provvedimento di sospensione richiesto”, il Tar ”respinge la domanda cautelare”

Annunci

Mi piacerebbe che l’Italia potesse…

19 luglio 2010

“…investire nella Bellezza dell’ambiente, dei talenti e dei territori; rilanciare l’Economia attraverso una pressione fiscale più equa, la redistribuzione delle risorse e puntando su qualità e innovazione; sottrarre la Conoscenza alla privatizzazione e alla parcellizzazione dei saperi attraverso il rilancio della scuola e dell’università come elementi fondanti di una cultura diffusa; ristabilire la connessione tra i Diritti e le persone; custodire il patrimonio dei Beni Comuni.”  Nichi Vendola

http://www.nichivendola.it/


Napoli tra i rifiuti

19 luglio 2010

Degrado in via Tribunali
immondizia fin dentro le chiese
Centro storico, pochi turisti e cumuli di immondizia abbandonati per strada tra piazza Girolamini e il vecchio tribunale. C’è di tutto: suppellettili varie, cartoni, mobili, rifiuti di ogni dimensione e genere
di CRISTINA ZAGARIA

Centro storico. Domenica mattina. Molto caldo, pochi turisti e cumuli di immondizia abbandonati per strada, nel tratto di via Tribunali, tra piazza Girolamini e il tribunale vecchio. Cartoni, mobili, sacchetti di spazzatura invadono lo spazio vitale e si arrampicano tra i gradini delle chiese, tra caos, abbandono e cattivo odore. Caso eclatante l’entrata della chiesa di Santa Maria della Pace, bloccata da un cassonetto dell’immondizia traboccante di sacchetti e vecchi mobili, buste e scatoloni abbandonati per terra.

http://www.repubblica.it

Il reportage fotografico è stato realizzato ieri mattina, alle 11, dai volontari dell’associazione “No Comment”, costituita dai residenti della zona. Le foto mostrano via dei Tribunali soffocata dai rifiuti e sono state tutte scattate nella parte del Decumano maggiore che va verso via Duomo e porta a Forcella.

“Santa Maria della Pace fa parte dell’omonimo complesso, formato da un ospedale del XVI secolo e dalla Sala del Lazzaretto ed è la più umiliata e offesa dal comportamento incivile dei “buttamonnezza no stop” – denuncia Patrizia Bussola, coordinatrice progetto “Vivibilità Urbana” dell’associazione – I napoletani non rispettano più neanche più i luoghi sacri”. Situazione quasi simile a piazza Gerolomini e a piazza Sedil Capuano. “Via Tribunali è abbandonata – conclude Patrizia Bussola – A meno che non si trovi a passare una certa Julia Roberts, come a settembre del 2009: allora scomparvero perfino i contenitori dell’immondizia. Ma se non ci sono i vip, la città viene lasciata morire. E ne paga le conseguenze chi non ha i soldi per andare in vacanza”.


Se conosci la tua storia sai da viene il colore del sangue che ti scorre nelle vene

12 luglio 2010

AFRICA AFRICA AFRICA


The Doors

7 luglio 2010

Vivere la decrescita

7 luglio 2010

Martedì 13 Luglio, ore 20.30, Città dell’Utopia, Via Valeriano 3F, Roma, Filippo Schillaci presenterà il suo libro “Vivere la Decrescita”; dalle 20 bar per aperitivo aperto.

Nella primavera del 1996 Filippo Schillaci, tecnico informatico presso un ateneo romano, lascia il suo appartamento e va a vivere in campagna. Dietro questo passo non c’è né un ossequio alle mode né una scelta estrema di «esistenza selvaggia» ma la semplice decisione di non basare più la propria vita interamente sul denaro. L’autore comincia così ad affiancare alla propria convenzionale attività retribuita l’autoproduzione di beni di uso quotidiano; impara a coltivare un orto, a curare gli alberi da frutto, poi a costruire e riparare da sé semplici oggetti o anche parti della casa. Il libro, alternando e fondendo narrazione e riflessioni, racconta le tappe di questa esperienza e le idee, gli obiettivi che l’hanno motivata e guidata.
È una sorta di diario di viaggio ma anche una discussione sulla concreta possibilità per ognuno di migliorare il proprio stile di vita qui e adesso, senza impegnarsi necessariamente in «ardimentose» avventure alternative bensì semplicemente mutando la propria percezione di alcuni concetti chiave della vita di ogni giorno: benessere, divertimento, lavoro, tempo libero. E mutando di conseguenza le proprie scelte in ciascuno di tali campi.

Filippo Schillaci è tecnico informatico part time presso la seconda università di Roma, ove si è occupato anche di fotografia e linguaggio cinematografico. Durante gli anni ’90 ha collaborato con il Museo dell’Immagine Fotografica e delle Arti Visuali del proprio ateneo dedicandosi allo studio dell’opera di Andrej Tarkovskij, Godfrej Reggio e Silvano Agosti. Dal 1996 vive in campagna, in provincia di Roma, affiancando alle proprie attività la coltivazione biologica e lo studio delle tecniche artigianali tradizionali.

Il Movimento per la decrescita felice si propone di mettere in rete le esperienze di persone e gruppi che hanno deciso di vivere meglio consumando meno; di incoraggiare rapporti interpersonali fondati sul dono e la reciprocità anziché sulla competizione e la concorrenza; di utilizzare e favorire la diffusione delle tecnologie che riducono l’impronta ecologica, gli sprechi energetici e la produzione di rifiuti; di impegnarsi politicamente affinché questi obiettivi siano perseguiti anche dalle pubbliche amministrazioni, dallo Stato e dagli organismi internazionali.
A tal fine è necessario elaborare un paradigma culturale alternativo al sistema dei valori fondato sull’ossessione della crescita economica illimitata che caratterizza il modo di produzione industriale. Dall’attuale concezione di un «fare finalizzato a fare sempre di piú», il lavoro dovrà tornare a essere un «fare bene» finalizzato a rendere il mondo piú bello e ospitale per tutti i viventi. Di questa elaborazione, resa drammaticamente urgente dalla necessità di impedire che l’effetto serra esca fuori controllo, le Edizioni per la decrescita felice si propongono di essere un tassello, costituendo un laboratorio di idee per un Rinascimento ancora possibile.


Gomorra: smaltimento criminale di Rifiuti Speciali mediante roghi altamente tossici.

3 luglio 2010

FATE GIRARE!!!

2 Luglio 2010 poco fa, ore 19 circa …

Siamo a Scampia, dove non bastava la droga e il degrado, ci volevano anche i traffici di rifiuti speciali e roghi tossici a contaminare l’aria e la vita di chi non può in alcun modo sottrarsi. A Scampia se vuoi “salvarti” puoi anche scegliere di non delinquere, ma per continuare a vivere come si può scegliere di non respirare??
Da troppo tempo, molti ignorano o sottovalutano cosa sta accadendo sul nostro territorio. In questo posto, area a nord di Napoli, dei criminali e assassini bruciano rifiuti speciali H24. Da tempo immemore, oltre alle Istituzioni e alla Magistratura anche Carabinieri, Polizia e VV.F. sono stati informati e conoscono i fatti, ma più e più volte si sono dichiarati impotenti. I VV.F. talvolta si rifiutano di entrare nei campi e ci sono denunce che lo provano.

Ecco cosa succede:
Spesso i VV.F. dicono che non possono intervenire in un posto dove si brucia sempre, altrimenti non potrebbero effettuare anche gli altri interventi. Le
Forze dell’Ordine, CC e PS dicono che in questi casi non possono intervenire in modo radicale per questioni di sicurezza e ordine pubblico e attendono ordini superiori. Il Comune di Napoli, rispetto alla questione Rom da anni non fa il suo dovere, scaricando le responsabilità sulla Prefettura. Il Prefetto le scarica sul Sindaco e Comune. La Procura interviene, ma i provvedimenti non vengono rispettati dalle amministrazioni. Gli ambientalisti ufficiali ne sottovalutano la gravità, difatti, sono maggiormente impegnati a lottare contro discariche e Inceneritori. Media e giornali ne parlano poco e solo nei casi di particolare gravità. I Medici non parlano e altri ci invitano a scappare. Gli avvocati sono rassegnati. I cittadini indipendenti e i comitati di quartiere hanno fatto denunce su denunce, esposti e petizioni ciononostante nulla cambia. Insomma è un macello!
Il risultato della vicenda è che sono almeno 20 anni che nella Terra dei Fuochi vengono bruciati e smaltiti rifiuti speciali altamente tossici, pericolosi e nocivi. Tutto ciò per alimentare il mercato illegale dello smaltimento “fai da te”, con gravissime conseguenza per la salute pubblica. Le prove sono tutte sul sito, incendi 365 giorni all’anno.
http://www.laterradeifuochi.it/
Nella migliore delle ipotesi vengono bruciati e smaltiti copertoni e balle di indumenti usati, invece, nel peggiore dei casi abbiamo rifiuti elettronici, scarti di computer, schede madri parti interne, elettrodomestici di ogni tipo, alimentatori, televisori a tubo catodico, cavi di rame di ogni tipo e provenienza, batterie di autovetture, etc. Oltre a video e foto anche i verbali di intervento dei VV.F. testimoniano che tra le fiamme spesso è stato ritrovato il pericoloso Eternit. Un materiale carico d’amianto, causa certa del mesotelioma pleurico, micidiale tipo di tumore al polmone, il quale può colpire chi lo inala anche a 40 anni dall’esposizione alle fibre!
L’elenco è lungo, sono materiali che se buttati tra le fiamme provocano un inquinamento senza pari. Peggio di quello prodotto da una grande industria o persino da un Inceneritore. Ma di questo nessuno sembra rendersene conto. Tant’è vero, sono decine i cittadini residenti nell’area perimetrale che va da Ponte Riccio, Zona ASI, Mercato Ortofrutticolo e Casacelle che stanno riscontrando patologie gravissime quali
tumori ai polmoni, all’esofago, laringe, sarcomi dei tessuti molli, disfunzioni alla tiroide, al pancreas etc. Oltre ai residenti, in quell’area, nel complesso di aziende del polo ASI ci lavorano anche 1800 persone circa.

Rendiamoci conto, è una situazione assurda. Se non fosse documentata sarebbe impossibile anche solo immaginarla. I cittadini sono realmente consapevoli della gravità di quanto accade a loro danno? Giugliano, Qualiano, Villaricca, Mugnano, Melito, Scampia, Arzano, Casandrino etc. centinaia di migliaia di persone esposte direttamente e indirettamente a rischi sanitari enormi. Ci si rende conto che l’elevata incidenza di tumori non è un fatto casuale, ma imputabile soprattutto alle sostanze tossiche che da anni vengono smaltite e bruciate in questa terra ormai senza dignità? Tutto ciò, come se non bastasse, in aggiunta a discariche illegali e a quelle non a norma gestite dallo Stato? Roghi tossici ogni santo giorno!

Centinaia le segnalazioni, gli esposti e le querele. Informata pure una Commissione Bicamerale d’Inchiesta per gli illeciti sul ciclo di smaltimento dei rifiuti. Lettere e appelli al Capo dello Stato, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Protezione Civile, Ministero dell’Interno, Ministero dell’Ambiente e della Sanità, Prefetture, Questure, Procure, Giornali, Tv e Media di ogni tipo, sono stati informati TUTTI.

– Perché nessuno dà la giusta enfasi a questo dramma?
– Come mai le Istituzioni fanno finta di nulla?
– Migliaia i verbali trasmessi dai VV.F. alle Procure, ai Comuni e alle Asl che fine fanno?
– Chi è che ha interesse a nascondere, insabbiare o sminuire tutto ciò?
– I cittadini sono realmente consapevoli dei rischi che stanno correndo?
– Chi è che pagherà le conseguenze di tutto ciò?
– Perché la Magistratura sono anni che non interviene?

Attenzione, la questione denominata terra dei fuochi è un fenomeno ampio e complicato. Interessa diversi settori e attori del tessuto economico della nostra regione. Non accade esclusivamente nei pressi dei Campi Rom, ma un dato di fatto è che la stragrande maggioranza dei roghi avviene in modo SISTEMATICO e QUOTIDIANO proprio nei pressi dei maggiori Campi Rom della Campania.

– Come mai nessuno ne parla?
– Cosa fanno nel merito tutte le associazioni che lavorano nei campi?
– Perché non si riesce a debellare uno schifo tale, programmato nei minimi dettagli?
– Possibile che nessuno sollevi una simile questione?
– Forse, la diossina e i veleni prodotti in questi luoghi fanno meno male di quelli prodotti altrove?
– Perché dire che a Scampia si spaccia la droga è un fatto normale, mentre, è razzismo sostenere che in diversi Campi Rom di Napoli si trafficano illecitamente rifiuti speciali e materiali?

A TUTTI i responsabili, DIRETTI e INDIRETTI, non ci resta che dire VERGOGNA.
Arriverà anche il vostro momento e capirete che la vera immondizia di questa regione siete voi.
http://www.laterradeifuochi.it

Per “La Terra dei Fuochi
Angelo Ferrillo