Perché non vogliono pubblicare tutti i dati sui danni del nucleare?

30 agosto 2010

http://ambienteonline.splinder.com

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Purificare l’aria con le piante da appartamento

29 agosto 2010

http://www.termosifone.com/

In questo sito trovate dettagliate notizie sia sulle sostanze tossiche presenti nelle nostre case sia sui formidabili rimedi che ci offrono le nostre amiche piante.


15.000-20.000 insegnanti in meno: gli alunni aumentano di 50.000 unità, le classi diminuiscono di 6.000

26 agosto 2010

Da Repubblica
I precari sul piede di guerra
15-20 mila perderanno il lavoro
Tre siciliani in sciopero della fame dal 17 agosto. Da venerdì due lo faranno a Roma. La mobilitazione contro i tagli si estende. E potrebbe coinvolgere anche i genitori di bambini disabili
di SALVO INTRAVAIA

I precari sul piede di guerra 15-20 mila perderanno il lavoro

Sarà un autunno caldo per la scuola. Le proteste si moltiplicano e si estendono in tutta Italia. Da venerdì prossimo due precari faranno lo sciopero della fame a Roma, in piazza Montecitorio. I tagli agli organici stanno mettendo in ginocchio migliaia di famiglie, soprattutto al Sud. Ma non solo: gli alunni disabili avranno a disposizione meno ore di sostegno e le classi saranno ancora più affollate. Una situazione che rischia di scoppiare proprio con l’avvio dell’anno scolastico e con l’apertura delle scuole. La prima protesta è scoppiata dopo Ferragosto a Palermo. Ma è certo che nei prossimi giorni seguiranno altre manifestazioni.

Dal 17 agosto, nel capoluogo siciliano, tre precari (un docente, un assistente amministrativo e un collaboratore scolastico) sono al nono giorno di sciopero della fame 1 e “non hanno nessuna intenzione di mollare”. Salvo Altadonna, Giacomo Russo e Pietro Di Grusa, tutti e tre sposati e con famiglia a carico, a settembre rimarranno senza lavoro e hanno deciso di digiunare a tempo indeterminato. Di Grusa, 50 anni, ha anche sospeso le medicine per la cardiopatia da cui è affetto e domenica scorsa è finito in ospedale. Ma il giorno dopo, contro il parere dei medici, è tornato a digiunare. “Senza lavoro sono comunque un uomo morto”, dichiara. Da tutte le regioni italiane, ai tre temerari palermitani, sono arrivate attestazioni di solidarietà.

Il numero dei precari della scuola che, anche dopo un decennio, dovranno dire addio all’incarico e allo stipendio non è ancora noto con precisione, ma si parla di 15/20 mila unità in meno rispetto allo scorso anno. Ieri mattina a Caltanissetta è stata occupata la sede dell’Ufficio scolastico provinciale (l’ex provveditorato agli studi). Insegnanti e personale Ata precario intendono proseguire la protesta a tempo indeterminato. In tre anni, nella sola provincia nissena, sono spariti più di mille posti. Per Paolo Ferrero (Prc) “l’indifferenza di fronte allo sciopero della fame dei precari della scuola a Palermo è il segno che la politica italiana è afflitta da un cinismo, indegno di un Paese civile”.

Intanto, dopodomani nella Capitale si riunirà l’Osservatorio permanente dei Coordinamenti precari scuola. Dopo un incontro con i sindacati i supplenti romani intendono chiedere un aumento dei posti assegnati dal ministero e, in caso contrario, si dichiarano “pronti a rioccupare via Pianciani”, la sede del provveditorato agli studi di Roma. Nelle scuole della provincia, spiegano i precari, per tagliare più posti possibile, le classi sono state riempite a dismisura. In parecchi casi si sfiorano i 30 alunni. Un trend che ormai prosegue da alcuni anni. Negli ultimi due, la popolazione scolastica è cresciuta di 50 mila alunni, ma le classi sono in calo di 6 mila unità. E per il prossimo anno si prevede un ulteriore incremento di alunni e ancora un taglio delle classi.

Alla protesta di chi ha perso il lavoro potrebbe presto aggiungersi quella dei genitori dei bambini disabili. Dalle prime stime, il loro numero è in crescita rispetto a 12 mesi fa, ma l’organico predisposto dal ministero prevede lo stesso numero di cattedre dell’anno scorso: 90.469 posti. Questo significa che ogni alunno avrà meno ore di sostegno. Per rendere difficile l’avvio dell’anno scolastico basterà poco quest’anno. Per effetto dell’entrata in vigore della riforma delle superiori, che ha richiesto uno slittamento delle iscrizioni, tutte le operazioni di nomina del personale di ruolo e dei precari sono in enorme ritardo rispetto al passato.

Nelle grandi città la nomina dei supplenti slitterà a settembre e certamente migliaia di precari non potranno partecipare alla riunione del primo settembre, dove si stabiliscono tutti i passaggi e i criteri per affrontare l’anno scolastico. E col suono della prima campanella dal 13 settembre in dieci regioni italiane, con tutta probabilità buona parte dei 120 mila supplenti in attesa di un incarico a tempo determinato non potrà neppure essere in classe. A Roma, tanto per fare un esempio, fino al 31 agosto si nomineranno i nuovi assunti. Il calendario delle nomine a tempo determinato verrà affisso, scrive il dirigente Giuseppe Minichiello, dopo il 2 settembre. E sarà piuttosto difficile nominare in poco più di una settimana almeno 8 mila supplenti e oltre 5 mila precari Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari)


Voci

25 agosto 2010

The girl from Ipanema


Stoccaggio del CO2 nel sottosuolo per salvare il clima

24 agosto 2010

Tra i principali responsabili dell’inquinamento terrestre c’è l’anidride carbonica, prodotta nella combustione che consente di produrre energia.

Da qualche anno si sta studiando come catturarla ed iniettarla nel sottosuolo, dove protrebbe essere innocua.

“Dopo la cattura, la CO2 può essere sia confinata che riutilizzata (ad es. per produrre bibite gassate, o nelle serre per favorire la crescita delle piante).

Essa può esserlo in formazioni geologiche, quali i giacimenti già sfruttati di petrolio e di gas, le falde acquifere saline profonde ed i depositi di carbone non coltivabili. La CO2 può anche essere fissata formando minerali.

Catturare la CO2 nelle centrali elettriche comporta un consumo di energia extra, e quindi un aumento dei costi di produzione dell’elettricità.

Come per tutte le tecnologie, anche nella cattura e nel confinamento
geologico della CO2 esistono dei rischi. La domanda che dobbiamo porci è: (a) se tali rischi sono accettabili e (b) se essi sono comparabili con quelli dei sistemi alternativi per la riduzione della CO2. I rischi principali sono connessi al trasporto ed al confinamento della CO2: ogni sito di confinamento dovrà essere scelto lontano da aree a rischio sismico per assicurare che le formazioni geologiche siano stabili.”

Le fonti: http://www.lswn.it/ambiente/dossier/nelle_viscere_della_terra_una_soluzione_per_contrastare_il_cambiamento_del_clima

http://www.qualenergia.it/

“Anche in Italia si guarda con favore alla possibilità, soprattutto in relazione al cosiddetto “carbone pulito“. Il ministro Scajola ha rilasciato dichiarazioni in merito, recentemente, come riferisce Ecoblog:

In Italia dovrebbero sorgere due impianti, il primo, dice il ministro, vorremmo che fosse nel Sulcis in Sardegna, mentre l’altro, già finanziato dall’Europa, nascerà a Porto Tolle in Veneto.

Quella della cattura e del sequestro di CO2, ha concluso Scajola in modo abbastanza deciso, è una tecnologia innovativa di importanza enorme perché nel mondo c’è molto carbone; di questo modo se anche col tempo useremo sempre meno questa risorsa fossile potremo però continuare ad utilizzarla nel futuro breve con meno preoccupazione per l’ambiente. […]

I trionfalismi del Ministro non sono infatti sulla stessa lunghezza d’onda di altri illustri esperti in materia. Rimangono infatti, fra le preoccupazioni maggiori, forti dubbi sugli effetti che si genererebbero fra la CO2 e l’ambiente circostante di raccolta del gas. Fra i dubbi, quello più preoccupante è l’allarme lanciato da alcuni esperti secondo cui le acque di falda a contatto con la CO2 sequestrata potrebbero subire un forte processo di acidificazione con effetti devastanti per l’ambiente.

[…] Non ultimo dei problemi è infine il fatto che i costi di gestione di un impianto del genere potrebbero essere particolarmente alti.

Siamo inoltre certi che le miniere abbandonate del Sulcis, sulle quali fra l’altro vi è da tempo un progetto per la loro valorizzazione, siano dei luoghi adatti oltre che sicuri?…

Cosa accadrebbe se l’anidride carbonica uscisse all’improvviso e in grande quantità? La gente di Barendrecht ricorda cosa accadde in Camerun nel 1986: emissioni copiose (ma naturali) di anidride carbonica provenienti dal lago vulcanico Nyos uccisero 1.700 persone nei villaggi limitrofi.”

http://green.liquida.it/energie-alternative/riduzione-delle-emissioni-lo-stoccaggio-della-co2.html

Vale la pena sostenere questi costi e questi rischi solo per consentire di continuare a inquinare? Non sarebbe più logico smettere di inquinare? Che ne pensate?


Intolleranze alimentari e costumi occidentali

23 agosto 2010

Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso di intolleranze alimentari e di allergie agli alimenti. Ogni anno la percentuale di persone che scoprono di essere interessate dal problema è in forte aumento; allora, viene naturale chiedersi se la questione non abbia qualche relazione con l’inquinamento e con le abitudini alimentari.

E’ un caso se la microflora dei bambini africani funziona meglio di quella dei bimbi italiani?

Alcuni studiosi ritengono che un’alimentazione rurale, che si basi sulle abitudini precedenti all’epoca dell’industrializzazione, sia più sana e prevenga numerose malattie. Si tratta di una dieta più antica di quella tradizionale italiana fatta di pasta e farine raffinate in genere, perché reintroduce il consumo di fibre e di alimenti integrali.

Altri teorici estremizzano le soluzioni, promuovendo la paleodieta, cioè la dieta degli uomini primitivi, priva di latticini, ricca di frutta e verdura, carne e pesce.

Ma tralasciando i suddetti espedienti più o meno eversivi, c’è da ossevare che anche la dieta mediterranea è stata accantonata. Elogiata alcuni decenni fa, tipica del Cilento e dell’area mediterranea, era basata su ortaggi, frutta,verdura, cereali, olio d’oliva, pesce: una cucina semplice, incentrata sui prodotti del territorio, e povera. Sebbene in molte famiglie resista ancora la pratica di cucinare piatti semplici della tradizione, i costumi degli italiani sono cambiati e le pessime abitudini degli U.S.A. si sono diffuse largamente, allontanando le persone dai fornelli e da cibi più salutari.

Molto della nostra salute dipende da ciò che ingeriamo; trascurando il problema delle sostanze tossiche che arrivano nello stomaco in quantità troppo significative per parlarne così poco, occorre fare molta attenzione a cosa mangiamo e chiederci se occorra modificare le nostre abitudini. E’ possibile che l’incremento dell’intolleranza al glutine sia causata da un eccessivo consumo di certe farine? Allora aumentiamo la varietà dei cereali ricorrendo ogni tanto a grano saraceno, mais, riso, patate. Allo  stesso modo, cerchiamo di ricordarci più spesso di verdura e frutta ( che può ben sostituire una merenda confezionata!) e di variare  i tipi di carne (da ridurre il più possibile) ed i tipi di pesce, col vantaggio di evitare di ingerire sempre lo stesso alimento, potenzialmente ricco di… sostanze tossiche.

Alla base delle errate abitudini alimentari acquisite dagli ex bravi italiani c’è sempre il consumismo da sbornia americana degli acquisti , con tanto tempo per shopping, videogiochi, code nel traffico, week-end nei centri commerciali e poco tempo per pentole, letture, riflessioni di fronte ad una spiaggia vuota o escurisoni in uno dei tanti (?) paradisi terrestri incontaminati.


Il lavoro e la cultura degli italiani

19 agosto 2010

L’occupazione in Italia va decrescendo, si sa; ma si sa molto poco della grave situazione dei docenti italiani.

In conseguenza del riordino del Ministro Gelmini, ci saranno degli esuberi, eclatanti per la materia di Diritto ed Economia (a dispetto del silenzio dei media), che avranno degli effetti tragici per le famiglie dei docenti e per l’apprendimento dei discenti. E’ sconfortante constatare quale sia l’importanza attribuita dalla classe politica italiana alla coltivazione della conoscenza e all’istruzione dei propri cittadini; è umiliante l’ignoranza sia dei politici che dei cittadini del contenuto e del valore della nostra Costituzione.

E’ superfluo conoscere quali sono i poteri del Presidente del Consiglio o del Parlamento? Quali sono i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori? Qual è la differenza tra democrazia e regime? E’ irrilevante conoscere i meccanismi che regolano la finanza pubblica o la Borsa, le implicazioni della globalizzazione, le cause della crisi economica, la libertà di stampa, di espressione…?