La decrescita non ammazza l’economia, è il contrario. La crescita, invece, ammazza le persone

Ricevo dagli amici di Fare Verde Pomezia_Torvaianica

Quando sentiamo parlare di ambiente dal consigliere Luigi Celori, restiamo sempre sconcertati dalla disinformazione che è in grado di divulgare. Uno dei motivi potrebbe essere  dovuto al fatto che  tutte le volte che ci è capitato di sentirlo parlare  pubblicamente,non  ha dato mai possibilità di replicare perché dopo aver espresso le sue idee,  è sempre  andato via e non non ha mai ascoltato le risposte che potevano servirgli a far crescere la propria cultura della tutela ambientale. Convinto nuclearista, convinto cassonettista dei rifiuti, convinto asfaltatore insomma, uno di quelli che con le proprie idee  hanno creato gli attuali problemi di vivibilità nelle nostre città.

Ci riferiamo all’intervista pubblicata sul Corriere delle Città, dell’Agosto 2013,dove parla di decrescita, di raccolta differenziata e di mobilità su asfalto con delle soluzioni totalmente fuori  tempo visto che sono proprio queste idee la causa degli enormi problemi che abbiamo oggi nell’economia, nella mobilità e nei rifiuti.

Analizziamo i punti ambientali su cui ha fatto disinformazione e per cui  potremmo dargli qualche delucidazione, se disposto ad ascoltare.

 Partendo dalla decrescita, è ovvio che se non si è mai partecipato a tavoli di lavoro tecnici sull’argomento non si può comprendere che “decrescita felice” non vuol dire, come lui afferma  ”uccidere l’economia bloccando iniziative  per il rilancio del turismo o investimenti nella zona industriale”  ma riattivare tutto un mondo lavorativo locale che occorre a migliorare la qualità della vita, i servizi al cittadino, le infrastrutture, la mobilità sostenibile, l’ambiente e quindi la salute attuando soprattutto  la prevenzione primaria  prima di quella preventiva *

*prevenzione primaria  combatte  le cause note che creano  danni ambientali per evitare che la gente si ammali, mentre la prevenzione preventiva è l’individuazione della malattia ai primi stadi di sviluppo e non si preoccupa del problema ambientale che ha generato la malattia.

La Decrescita felice non vuol dire morire di fame e tornare alle caverne come forse crede il consigliere Celori. Decrescita felice, vuol dire NON inseguire obiettivi di crescita infiniti   e consumistici perché l’infinito non esiste in un pianeta che ha dei confini ben precisi. Per tale motivo ogni cosa deve essere fatta con la logica della sostenibilità del consumo di risorsa e finalizzando ogni opera al miglioramento della qualità della vita.

Come si fa in pratica ?  Si incentiva  l’economia locale artigiana, industriale, commerciale, agricola e turistica che deve essere preferita all’economia globalizzata per ridare vita alla  economia della città valorizzando così le risorse locali e non sprecando risorse energetiche ed economiche per far viaggiare a tutti i costi  merci e persone. Decrescita vuol dire solidarietà e convivialità per dare la possibilità a tutti di trovare  il tempo da dedicare alla propria famiglia o alle proprie aspirazioni. Per tutto ciò occorre riattivare investimenti che  rimettano in moto piccole e medie imprese utili per ristrutturare la nostra città portando benefici di qualità e di ritorno economico . Nelle ristrutturazioni edilizie e  opere pubbliche devono essere  privilegiate imprese che puntano alla qualità per evitare: sprechi di energia,utilizzi di materiali non eco-compatibili, allagamenti alle prime piogge, crolli improvvisi  in edifici , pericoli  dovuti al  radon ,  pannelli di amianto, erosione costiera ecc.. Decrescita vuol dire anche eliminazione dell’inquinamento delle falde acquifere, riutilizzo delle aree industriali dismesse per attività collaterali alla raccolta della risorsa differenziata o per la produzione di energia da fonti rinnovabili, concessione di spazi d’impresa giovanile ecc.

 Tutto questo si realizza in anni di lavoro e con l’utilizzo di tecnologie per arrivare a prevedere i problemi e non trovarsi in emergenze che purtroppo,  per alcuni,  sono ancora  fonte di guadagno e di crescita del PIL.  Pomezia potrebbe “decrescere felicemente” facendo lavorare localmente molte persone per  rimettere in mostra i suoi tesori nascosti : dune, pigneto, sughereto, archeologia e relativi  percorsi naturistici e archeologici, insomma un abbandono delle ruspe spiana tutto che tanto sono amate da alcuni operatori balneari e costruttori e  che appartengono alla logica della “crescita economica all’inseguimento del PIL”.  Si potrebbe così mostrare ai turisti una Pomezia originale e ricca di risorse naturali che sono molto più apprezzate dai turisti rispetto allo standard offerto adesso.

Per quanto concerne invece la raccolta differenziata, il consigliere Celori o è un fautore dell’incenerimento e della discarica  o ci deve spiegare come possa una città qualsiasi, anche del nord, raggiungere l’obbligo di legge del 65% di raccolta differenziata con contenitori stradali !

 Roma e l’emergenza rifiuti che continua da anni a nostro discapito, insegna come con il metodo Celori dei cassonetti stradali, non si riesca a superare il 25 % di raccolta e solo con il porta a porta comuni, anche turistici e balneari come Pomezia, possono arrivare a superare agevolmente il 70%     ( il precedente assessore all’ambiente Toce speriamo gli abbia spiegato il contenuto della relazione sul porta a porta riportata dal Comune di Salerno, eccellenza per la differenziata nel sud,  nel viaggio ricognitivo effettuato  per conto del Comune di Pomezia). La raccolta differenziata  porta a porta svolta attualmente  a Torvajanica è “casareccia” in quanto la precedente amministrazione non ha effettuato alcun tipo di informazione ai cittadini come prescritto invece dalle linee guida regolarmente consegnate loro dalla provincia di Roma. Fu perfino rifiutata una proposta di progetto di informazione alla cittadinanza in più lingue, che sarebbe stato realizzato dalla scuola Don Milani con la nostra collaborazione.

Ultima bacchettata ambientale al consigliere Celori sull’autostrada Pontina.

Capiamo che il consigliere Celori debba custodire  il posto da Presidente delle “Autostrade Lazio spa” che speriamo vivamente lui svolga a titolo gratuito per il bene economico del Paese, ma a parte i disastri ambientali che procurerebbe una tale opera, in nessuna capitale europea si sognerebbero di costruire una autostrada a pagamento con ulteriore consumo  di suolo senza aver prima mai realizzato un normalissimo sistema di collegamento su binario chiamato “treno”. In una capitale collassata per il traffico come Roma, non  si può entrare in auto ma occorre entrarci su rotaia velocizzando i tempi di percorrenza,risparmiando nei costi dell’infrastruttura, minimizzando l’impatto sul consumo di suolo e abbattendo la tanto famosa CO2 che sembrerebbe causare ultimamente qualche problema al nostro pianeta… mai sentito dire ?

Come associazione di protezione ambientale riconosciuta del Ministero dell’Ambiente e per cui operiamo da oltre 25 anni in Italia, siamo sempre stati a disposizione per portare le nostre conoscenze acquisite sui vari tavoli tematici che si svolgono sull’ambiente, ma i nostri precedenti amministratori pometini ci hanno quasi sempre evitato.

L’anno scorso l’Ass. Fare Verde è stata fra le 4 associazioni ambientaliste nazionali invitate dall’ ex Ministro Clini a valutare la proposta tecnica del comitato organizzatore degli Stati Generali della Green Economy, che si è svolta presso Ecomondo a Rimini il 7 e 8 Novembre 2012.

Il Comitato organizzatore degli Stati Generali era rappresentativo di tutti i settori di sviluppo strategico della green economy italiana ed era formato da esponenti di 39 organizzazioni di impresa.
L’iniziativa andrà ad inserirsi nel processo che l’Unione europea intende avviare per dare attuazione agli impegni presi nella Conferenza di Rio +20. Dieci  gruppi di lavoro ( Ecoinnovazione, Materiali e Riciclo, Efficienza Energetica, Energie Rinnovabili, Servizi Ecosistemici, Mobilità sostenibile, Filiere Agricole, Finanza e Credito, Regioni ed Enti Locali, Acque) hanno contribuito a definire il “programma di sviluppo della green economy per far uscire l’Italia dalla crisi”, in 70 punti, presentato e discusso a Rimini.

Di questi 70 punti le idee di Celori,non sono riportate, forse perché datate e non risolutive ?

Finiamo con un punto d’incontro. Siamo d’accordo sullo stop alla cementificazione e sulla riqualificazione delle dune e del Sughereto oltre che alla qualificazione delle aree archeologiche ma speriamo che nell’esecutività dei progetti le nostre idee di riqualificazione equivalgano a quelle del consigliere Celori !

 

 

                                                                                                                             Ass. Fare Verde

                                                                                                                             Gruppo Pomezia-Torvajanica

 

 

 

 

 

 

 

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