Caro Profumo, portiamo un po’ di Calamandrei a scuola

15 dicembre 2011
Di Franco Labella

13 dicembre 2011

Avevo consigliato, nell’ultimo pezzo della rubrica (v. Profumo di scuola precedente), al Ministro Profumo di attivare, in tutte le scuole, l’insegnamento che non c’è , “Cittadinanza e Costituzione”.
Il consiglio era dato, come avevo scritto, anche per non far rivoltare più Piero Calamandrei nella tomba. Nessuno ha il monopolio o il copyright delle idee e perciò so bene di non poter essere il solo a citare Calamandrei. Magari quello del discorso al Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale su come si può distruggere la scuola pubblica.

Un discorso profetico, del 1950, che a rileggerlo oggi mette i brividi perché descrive con sessant’anni d’anticipo la strategia della destra berlusconiana attuata dalla giovane ex-Ministro Gelmini. E’ chiaro che nessuno ha il copyright di Calamandrei ma, certamente, egli non può essere un punto di riferimento di chi la scuola pubblica statale l’ha affossata. Di chi ha fatto finta di mettere la Costituzione al centro dell’attenzione degli studenti italiani ed inscenato una farsa (v. Spicchi d’aglio) chiamando, ahimè, proprio “Cittadinanza e Costituzione” la disciplina che non c’è nelle pagelle. In modo tale che la Carta restasse, contro le previsioni e contro gli auspici proprio di Calamandrei nel discorso del 1955 all’Umanitaria di Milano, un pezzo di carta. Ma, come al solito, mi sbagliavo. Perché la ex-maggioranza della Brambilla e della Gelmini, ha inventiva e creatività, senso della posizione e anche, come si dice a Roma? … de tolla?

Come è successo con Michela la Rossa, l’ex-Ministro del Turismo del Governo Berlusconi, Michela Brambilla. Che Calamandrei, evidentemente, lo ama e lo cita. Sì, proprio lei. Del resto, forse, Michela la Rossa non è tale per la chioma ramata ma perché, in fondo, è “comunista” pure lei. Insomma Michela, sdegnata per aver appreso di un brindisi in una classe di Merate, docenti compresi, per festeggiare la caduta del Governo Berlusconi, rivolge una interrogazione al Ministro Profumo. Questo è il passo in cui la Brambilla cita Calamandrei :“la scuola pubblica, nella realizzazione del sistema di valori costituzionali di democrazia e libertà, ha un ruolo fondamentale; come ha ricordato Piero Calamandrei: «la scuola è il complemento necessario del suffragio universale. Ha proprio questo carattere di alto senso politico, perché solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali». E per dirla con Guccini: vabbè l’ammetto che mi son sbagliato e accetto il crucifige e così sia. Pure a Michela la Rossa, collega di governo della Gelmini, piace Calamadrei e lo cita pure (LEGGI QUI). Ma mentre stavo contrito a pensare che non capisco nulla della destra berlusconiana arriva l’ancora della salvezza.

Non mi sono rimbecillito anche se mi toccherà arrivare tardissimo alla pensione e chissà se ci arriverò insegnando ancora a studiare la Costituzione, quella di Calamandrei. Perché la Michela supera se stessa e chiude così l’interrogazione parlamentare: “se il Governo non ritenga necessario valorizzare, con un apposito e specifico programma, l’insegnamento nelle scuole della materia dell’educazione civica al fine di scongiurare qualunque allentamento della tensione ideale sui temi della difesa della democrazia e della libertà che sono alla base della Carta costituzionale”. E ma allora dillo che sei Rossa, “comunista” proprio e pure antiGelmini. Perché è stata la tua collega scrittrice di favole ad aver eliminato lo studio del Diritto costituzionale nelle scuole superiori ed a non aver attivato proprio l’insegnamento che adesso chiedi al Ministro Profumo. Caro Ministro Profumo stavolta non ha alibi: se “Cittadinanza e Costituzione” lo chiede pure Michela la Rossa non può più esimersi.

La richiesta è bipartisan e quindi in linea con i principi ispiratori del Governo di cui fa parte. Per favore provveda in tempo. Anche perché se no, fra un po’, si ritrova perfino la Gelmini a chiederlo e magari non lo scrive in una favola ma pure lei in una più concreta interrogazione parlamentare. Faccia presto signor Ministro. Per Calamandrei ed anche per noi che lo leggiamo e lo citiamo da ben prima della Brambilla. Ché altrimenti, a furia di brindare come a Merate, finiremo ubriachi. Di Costituzione.

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Scuola- Le nuove materie? Esistevano già, ma andavano eliminate…

30 agosto 2011

 

 

 

 

 

http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2011/8/27/LABELLA/203110/

Il Prof. Franco Labella, presidente del Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto ed Economia, offre alcune acute osservazioni sulle sterili discussioni che si svolgono all’interno del Ministero dell’Istruzione, che si avvale spesso di opinabili consulenze di esperti in materia didattica e pedagogica.

In Italia si studia troppo? Le materie sono troppe (ma non state tagliate ed eliminate) ? I ragazzi si stancano? Ma allora diciamolo: chiudiamole tutte queste scuole!


14 domande sul nucleare

9 Mag 2011

RACCOLTA DELLE 14 RISPOSTE (completa)

Il lavoro è finalizzato a sottolineare l’importanza di partecipare al referendum del 12-13 giugno 2011 per

“vota Sì per fermare il nucleare”

e per escludere qualsiasi forma di sviluppo o ritorno della “teoria nucleare”

(questo vale per l’Italia e ovunque sulla Terra)

(a cura del Comitato Regionale Lazio per fermare il nucleare)

(ricercatrice Cristina Rinaldi-professore associato diImmunologia ed Immunopatologia dell’Università La Sapienza di Roma)

fermiamoilnucleare.lazio@gmail.com

www.fermiamoilnucleare.it

N. 1 Il Nucleare potrà risolvere i problemi del fabbisogno energetico mondiale?

R: Dal momento che l’Uranio è una fonte limitata ed esauribile, come le fonti fossili (carbone,petrolio,gas),rivolgersi a nucleare per pensare di risolvere il fabbisogno energetico vuol dire solo rimandare il problema e non risolverlo, addossandoci una gran mole di nuovi rischi e ulteriori problemi. Esistono stime che vedono le risorse di Uranio ufficienti solo  per i prossimi 50-70anni(1) e stime più recenti, come Il rapporto“Uranium 2009:Resources,Productionand Demand” dell’OECD Nuclear Energy Agency(NEA) e dell’International Atomic Energy Agency (IAEA),dove si stima che con le tecnologie e i consumi attuali le risorse saranno sufficienti per 100 anni(2).

n. 2 Il Nucleare favorisce l’indipendenza energetica dell’Italia?
R: il ritorno al nucleare non ci permetterebbe di fare neppure un passo verso l’indipendenza energetica.
Infatti, se è vero che l’Italia deve importare quasi tutto il petrolio ,il metano e il carbone che consuma, è anche vero che dovrebbe importare tutto l’uranio necessario a far funzionare le centrali.
E questo ci renderebbe schiavi del mercato dell’Uranio.
Passeremmo così dalla padella alla brace!!

3. Il Nucleare risolve il problema della dipendenza energetica dal petrolio?
R: NO, perché  il Nucleare contribuisce alla produzione soltanto di Energia Elettrica che rappresenta nel mondo solo il 17% dei consumito tali di Energia e il Nucleare fornisce solo il 13,5% dell’energia elettrica, secondo dati forniti dal Key World Energy StatisticI.E.A2010(3).
Per il resto si continua comunque a usare in gran parte petrolio o altri combustibili fossili. Ne è un chiaro esempio la Francia che, pur essendo il maggiore parco nucleare del mondo con ben 58 reattori nucleari, utilizza comunque petrolio che fornisce il 47% dell’energia totale, tale dipendenza dal petrolio è rimasta inalterata negli ultimi 50anni.(4)

4. Il Nucleare serve a contrastare il riscaldamento globale ?

R:dato che il nucleare oggi è marginale come fonte primaria, contribuendo solo alla copertura del 2,3%(13,5×17:100) dei consumi totali di energia,e lo sarà ancora nei prossimi decenni (a meno di  costruire più di 2000 centrali nell’arcodei prossimi 10anni!!), non potrà certo risolvere i problemi urgenti sul cambiamento climatico dato che non potrà ridurre il consumo di combustibili fossili (3,datiIEA2010).

5. Il Nucleare usa una tecnologia moderna?R: La maggior parte dei reattori in funzione usa tecnologie obsolete che risalgono agli anni 60 e i miglioramenti ottenuti negli ultimi progetti sono solo  marginali :sono miglioramenti ingegneristici che non apportano innovazioni radicali alla fisica del reattore e non risolvono difatto i problemi ancora aperti  (sicurezza,complessità dell’approviggionamento, localizzazione degli impianti, commistione con la proliferazione nucleare per scopi militari,smaltimento delle scorie…)(5pag150)

6. Il Nucleare è pulito? R: Le centrali atomiche,tenendo conto di tutto il loro ciclo di vita e delle esigenze di operatività (dall’estrazione, lavorazione, arricchimento e trasporto dell’Uranio,dalla costruzione allo smantellamento della centrale stessa) producono sempre e comunque gas climalteranti (CO2) confrontabili con quelle che accompagnano il ciclo del gas naturale. Senza contare lo stoccaggio finale delle scorie, per il quale mancano esempi(6).

Durante le varie fasi del ciclo di produzione del combustibile (estrazione,lavorazione e arricchimento dell’Uranio) vengono emessi nella biosfera frazioni di elementi radioattivi. Anche una centrale in condizioni d’uso normali rilascia microdosi di radiazioni che si accumulano nell’ambiente.In particolare il Tritio è rilasciato dalle centrali sia accidentalmente che in condizioni normali di funzionamento. Non esistono tecnologie economicamente convenienti per filtrare il trizio dalle centrali e così il“U.S.Nuclear Regulatory Commission”non richiede tali filtrazioni.(7,8)

Anche in Francia si rivelano diversi casi di contaminazione daTritio(9).Inoltre contaminazione da elementi radioattivi si ritrova anche nei luoghi dove si estrae l’Uranio(10,11).

7. Il Nucleare quanto ci costa? è vero che è economico?

R:Il ciclo di vita delle centrali atomiche ha costi diretti e indiretti molto elevati,e perciò destinati a essere scaricati sulla collettività. Negli ultimi anni, il prezzo dell’uranio è cresciuto di sei volte, passando da 20$ per libbra del 2000 ai 120$ del 2007 e si prevede salirà ancora seguendo le regole di mercato.Gran parte del costo dell’elettricità da nucleare è legato alla progettazione e realizzazione delle centrali.Aggiungendo anche i costi di smaltimento delle scorie e di smantellamento degli impianti,le cifre diventano più alte delle altre fonti energetiche.Il Kwh da nucleare risulta apparentemente poco costoso qualora lo stato si facesse carico di sicurezza, ricerca e inconvenienti di gestione e soprattutto delle scorie e smantellamento delle centrali.Sono proprio questi costi e il ridimesionamento dei bilanci dei governi in crisi finanziaria, ad aver scoraggiato gli investimenti privati negli ultimi decenni. Nel caso dell’Italia il nucleare non consentirebbe di ridurre la bolletta energetica. Infatti, per un totale di 10-15mila Mw di potenza installata sugli otto impianti previsti,occorrerebbe costruire da zero tutta la filiera:la stima degli investimenti ad oggi oscilla tra 40 e i 60 miliardi di euro (scorie escluse) con i primi ritorni economici solodopo 15 o 20 anni e questo causerà sicuramente bollette più elevate per gli utenti.(12)

8. Il nucleare è sicuro?:

R: I reattori nucleari hanno registrato una lunga serie di incidenti,ma data la criticità e la pericolosità degli impianti, i gestori hanno cercato di minimizzare la gravità e di evitare pubblicità negative ed allarmismi.

Oltre ai più noti di Three Mile Island del 28 marzo 1979 e di Chernobyl del 26 aprile 1986 sono stati riscontrati diversi incidenti,di varia intensità,avvenuti nel tempo a carico di reattori atomici e nonsolo(20),tra cui alcuni incidenti sono molto recenti(21,22) fino all’ultimo tragicodell’11marzo 2011 di Fukushima in Giappone (23).Premesso che una sicurezza assoluta nell’esercizio di un reattore nucleare è un’utopia,avvicinarsi o assicurare livelli di sicurezza sempre maggiori è fattibile solo incrementando in maniera esponenziale i costi di costruzione e di esercizio:quindi aumentando di molto il costo al kWh prodotto dalle centrali atomiche,che già oggi,come detto al punto7,non è conveniente.

9. E per lo smaltimento delle scorie?

R:Mentre lo smaltimento delle scorie a basso livello di radioattività (prima categoria con decadimento in alcune decine di anni) è un problema facilmente risolvibile, lo smaltimento di scorie di media/seconda categoria (decadimento in centinaia di anni) e soprattutto di alta/terza categoria (decadimento in centinaia di migliaia di anni) è e rimane ancora un grande problema non risolto. Le scorie prodotte dalle centrali atomiche sono prevalentemente di seconda e terza categoria. Tutti i depositi geologici si stanno dimostrando assolutamente pericolosi e inadeguati, come il deposito dello Yucca Mountain, un progetto che è stato abbandonato nel marzo 2010.Il recente inquinamento proveniente dal deposito geologico di scorie nucleari della Bassa Sassonia che sta costringendo i tedeschi a probabili drastiche misure di smantellamento!!(32) Si sono provate e si stanno studiando altre localizzazioni, come ad esempio il fondo del mare e lo Spazio, ma tutte altrettanto complesse e inaccettabili (33,34,35) Per il momento i progetti di trattamento dei radionuclidi(spallazione e tecnologia laser)con loscopo di trasmutare i nuclei radioattivi sono ancora a livello di studio e necessitano ancora un tempo non facilmente prevedibile. Proponiamo alcuni video interessanti sui rifiuti nucleari in Francia: (36,37), in Russia (38), sul destino delle scorie in Francia (39)e sui depositi di scorie in Piemonte(40).

10. Ci sono rischi di proliferazione nucleare militare?R:

Esistono seri rischi in tal senso. La proliferazione nucleare a scopo militare è fortemente legata allo sviluppo di programmi nucleari civili. Infatti il processo di arricchimento dell’Uranio per uso civile e quello per usi militari utilizzano la stessa filiera di apparati:
a)come sottoprodotto dell’arricchimento di Uranio per usi civili si ottiene uranio impoverito per usi militari
b)la prosecuzione dell’arricchimento oltre lo stadio utile per uso civile porta alla produzione di plutonio per uso bellico.
Non è un mistero che l’uso civile dell’energia atomica è stato da sempre un sottoprodotto delle tecnologie nucleari militari le quali avevano ed hanno ancora oggi la necessità, di“facciata” ed economica,di giustificare le enormi risorse spese per gli apparati militari. Il maggior numero di centrali nucleari civili si trova proprio in quei paesi con il maggior numero di armamenti nucleari.
Tutto questo si dimostra molto bene nel video seguente dove si racconta il legame in Francia tra nucleare civile e militare:
(41,42 a pagina18).

11. Qual è la situazione del Nucleare nel mondo?
R:Il Nucleare è un sistema di produzione di energia ormai obsoleto e che non ha decollato. Infatti come è possibile verificare, dopo oltre 60 anni dall’entrata in funzione dei primi reattori atomici, il nucleare copre soltanto il2,3% dei consumi di energia totale mondiale! Dopo i primi 30 anni di entusiasmo, cresciuto sull’onda della propaganda“Atom for peace”,che prometteva migliaia di centrali in tutto il mondo per fornire a tutti energia elettrica“quasigratis”, c’è stato un arresto della costruzione di nuove centrali a causa degli innumerevoli problemi legati alla tecnologi aatomica.(il primo problema per chi fa le centrali è ed è stato quello dei costi elevati e ancora non prevedibili del tutto)
Se il nucleare fosse stata la vera rivoluzione energetica che dichiaravano(in realtà la motivazione di Atom for peace mascherava ben altre ragioni(vedi domanda n.10) a quest’ora non avremmo le poche centrali costruite in 60 anni (al 2010 sono solo 442 unità per un totale di 374.991GW) ma ne avremmo dovuto avere dieci volte tanto!
Dai dati sotto riportati si evince che dal 2003 al 2010 in tutto il mondo, fatta eccezione per l’Asia (Cina e India) con 40 centrali in costruzione e per la Russia con 9 centrali in costruzione, c’è un generale fermo di costruzioni di centrali nuove.In Europa a fronte di 12 centrali chiuse ci sono solo tre centrali in costruzione, in USA c’è una sola centrale in costruzione,iniziata nel 2007 e una vecchia chiusa e ripristinata, inAmerica dels ud,una sola iniziata quest’anno,e in Canada nessuna centrale nuova solo due vecchie e ripristinate(43).
Da un’analisi comparativa dei dati riportati nei KeyWorldEnergy StatisticI.E.A.del 2007 e del 2010 risulta che il contributo del nucleare all’energia totale globale è addirittura lievemente diminuto passando dal2,9% del 2005 al2,3% del 2008, mentre il contributo delle energie rinnovabili rimane costante al19%(44,45)
Nelle previsioni fatte dal DOEnel2011, si vede che negli U.S.è prevista una diminuzione del nucleare dal20% nel2009 al 17% nel2035.(46).

12 .Ma è proprio vero che i francesi sono molto soddisfatti del loro primato nucleare?
Vi proponiamo alcuni video che dimostrano le problematiche e i risch i del nucleare in Francia,e il dissenso che esiste in questo paese verso il nucleare:
7 Video trasmessi da France3 nel 2009(47,48,49,50,51,52,53), un’indagine di Report sull’incidente di Tricastin in Francia:(54) e un’altra indagine sugli incidenti in Francia:(55).

13. Perché paghiamo le nostre bollette dell’elettricità più care rispetto agli altri paesi europei?
Il fatto che il costo delle nostre bollette dell’elettricità sia maggiore di quello delle altre nazionie uropee che hanno il nucleare (circa il20%in più) non è certo dovuto né al fatto che noi non abbiamo l’energia atomica né al fatto che importiamo energia. Infatti il costo dell’energia elettrica fornita dal nucleare è maggiore del costo dell’energia fornita da altre fonti (in media 6-7 cent.a kWh contro i 5-6 del gas e dell’oliocombustibile-vedi risposta domanda 7)e l’energia che importiamo dall’estero (nel 2008 abbiamo importato 40Twh)(45) la paghiamo molto poco(0,15centalkWh).
In quanto è importata durante le ore notturne come surplus delle centrali atomiche straniere che di notte non possono essere fermate per seguire l’andamento dei consumi interni e pertanto ci costa molto meno importarla che produrla.I costi elevati delle nostre bollette sono invece dovute a tutt’altre cause (sono extracosti tutti tipicamente italiani che nonc’entrano nulla con la fornitura elettrica, come le componenti legate al ricarico dei produttori,ai costi di distribuzione, alle tasse e altro).

14. E ALLORA CHE FARE PER RISOLVERE IL PROBLEMA DELLE EMERGENZE CLIMATICHE ED ENERGETICHE MONDIALI?
A tale quesito non ci possiamo aspettare oggi la risposta dalla fissione nucleare, che soddisfa solo il 2,3% dei consumi finali, ma bisogna rivolgersi alle Fonti Rinnovabili, all’Efficienza Energeticae al Risparmio dei Consumi, in linea con quanto prospettato dall’Unione Europea, promuovendo tecnologie che realizzino un’effettivo risparmio energetico (sui cicli produttivi, sulle abitazioni, sui trasporti, ecc..)
L’EU raggiungerà e supererà il 20% della sua energia rinnovabile entro il 2020 (56). Secondo una recente previsione europea, è possibile arrivare al 80% di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2050, diminuendo anche il nucleare (Roadmap2050 ). (57, 58)
Anche in un recente convegno tenuto a Roma il 16 febbraio 2011 e promosso dal Kyoto Club, sono state analizzate le potenzialità, le criticità e gli strumenti per riuscire a coprire anche in Italia il 100% della domanda di energia elettrica entro la metà del secolo con le fonti rinnovabili (59)
Tra gli importanti progetti ricordo che è già partito il Piano Solare Mediterraneoper la fornitura di energia elettrica e che prevede il progetto Desertecche conta di costruire un mega impianto rinnovabile: eolico, fotovoltaico e solare termodinamico a concentrazione nel Sahara e il complementare progetto Transgreenche è l’elettrodotto in costruzione tra Nord Africa ed Europa (60)

REFERENZE
1.Il Nucleare risolve i problemi del fabbisogno energetico mondiale?
(1) http://www.energiafelice.it/2011/01/uranio-ancora-per-quanto/
(2) http://www.iaea.org/newscenter/pressreleases/2010/prn201009.html
3. Il Nucleare risolve il problema della dipendenza energetica dal petrolio?
(3) http://www.iea.org/textbase/nppdf/free/2010/key_stats_2010.pdf
(4) http://www.sortirdunucleaire.org/sinformer/brochures/parici/ParIci-1.pdfpag 27
5. Il Nucleare usa una tecnologia moderna?
(5) http://www.nextville.it/comunicare-energia/10pag 150
6. Il Nucleare è pulito?
(6) http://www.eia.doe.gov/energyexplained/index.cfm?page=nuclear_environment,
(7) http://www.nirs.org/radiation/tritium/tritiumhome.htm
(8) http://www.nrc.gov/reactors/operating/ops-experience/grndwtr-contam-tritium.html
(9)http://www.asn.fr/index.php/S-informer/Actualites/2011/Operations-de-depollution-contamination-au-tritium-Saint-Maur-des-Fosses
(10) http://nuclear-news.info/2010/03/08/niegers-uranium-wealth-goes-to-areva-and-other-foreign-companies/
(11) http://uranium-news.com/2010/11/11/arevas-poor-environmental-record-in-niger-uranium-mines/
7. Il Nucleare quanto ci costa? è vero che è economico?
(12) http://www.tazioborges.it/Articoli/Import%20_Export_di_EE.pdf
(13) http://qualenergia.it/articoli/20110223,
(14) http://qualenergia.it/sites/default/files/articolo-doc/15-17_QE_n1-2011_ronchi.pdf,
(15) http://www.nei.org/resourcesandstats/nuclear_statistics/costs/
(16) http://keystone.org/files/file/about/publications/FinalReport_NuclearFactFinding6_2007.pdf
(17) http://inenergia.info/sites/inenergia.info/files/DOC_030197_12.10.43.pdf
(18)http://www.blogeko.it/2011/nucleare-bocciato-lo-schema-di-delibera-cipe-le-regioni-di-centrodestra-mollano-il-governo/
(19):http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=6346:nucleare-su-delibera-cipe-8-regioni-contrarie-e-4-favorevoli&catid=1:latest-news&Itemid=50

8. Il nucleare è sicuro?:
(20) http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_civilian_nuclear_accidents
(21)http://www.asn.fr/index.php/S-informer/Actualites/2011/Incident-de-niveau-2-sur-les-groupes-electrogenes-de-la-centrale-du-Tricastin
(22) http://www.qualenergia.it/articoli/20110215-la-francia-scopre-34-reattori-rischio
(23) http://www.iaea.org/newscenter/news/tsunamiupdate01.html
Sicurezza sanitaria:
(24) Kaatsch P, Spix C, Schulze-Rath R, Schmiedel S, Blettner M: Leukemias in young children living in the vicinity of German nuclear power plants. Int J Cancer 2008, 122:721-726.
(25) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1469929/pdf/envhper00331-0119.pdf
(26) (http://www.youtube.com/watch?v=iwXRfdTtGyc)
(27) http://www.radiation.org/reading/ejsternglasspubs.html
Sicurezza a proposito dell’EPR:
(28)http://www.greenpeace.org/raw/content/france/presse/dossiers-documents/rapport-consequences-accident-nucleaire-FR.pdf
(29) http://www.asn.fr/index.php/S-informer/Actualites/2009/Systeme-de-controle-commande-du-reacteur-EPR
(30)http://www.sortirdunucleaire.org/index.php?menu=actualites&sousmenu=dossiers&soussousmenu=EPR2009&page=index
(31) http://www.qualenergia.it/view.php?id=1124&contenuto=Documento
9. E per lo smaltimento delle scorie?
(32) http://www.youtube.com/watch?v=yw-UEFbNbRw&feature=player_embedded#at=28
(33) http://www.history.rochester.edu/class/EZRA/index.htm
(34) http://en.wikipedia.org/wiki/High_level_waste
(35) http://en.wikipedia.org/wiki/High-level_radioactive_waste_management
(36) http://www.youtube.com/watch?v=JOWkz0tYWAU&playnext=1&list=PL7053A5A17C1187F7
(37) http://www.youtube.com/watch?v=M3XkHWhBOuY&playnext=1&list=PL7053A5A17C1187F7
(38) http://www.youtube.com/watch?v=-WCeN7skjOM&playnext=1&list=PL7053A5A17C1187F7
(39) http://www.youtube.com/watch?v=zq7TwUdrdH4&feature=related
(40) http://www.youtube.com/watch?v=AqC0WHqCUnI&feature=related

10. Ci sono rischi di proliferazione nucleare?(41) http://www.youtube.com/watch?v=oGljrgGHrjU(42) http://www.sortirdunucleaire.org/sinformer/brochures/parici/ParIci-1.pdf, pagina 1811. Qual è la situazione del Nucleare nel mondo?(43) http://www.iaea.org/programmes/a2/(44) http://www.iea.org/textbase/nppdf/free/2007/key_stats_2007.pdf, (45) http://www.iea.org/textbase/nppdf/free/2010/key_stats_2010.pdf
(46)http://www.eia.gov/forecasts/aeo/pdf/0383er(2011).pdf12 .Ma è proprio vero che i francesi sono molto soddisfatti del loro primato nucleare?(47) http://www.youtube.com/watch?v=RiJESPdLXpA(48) http://www.youtube.com/watch?v=iQIsEitsfgY&feature=related(49) http://www.youtube.com/watch?v=k-uNPEofkl0(50) http://www.youtube.com/watch?v=q98HpDtL8YA&feature=related(51) http://www.youtube.com/watch?v=bmjjbgi-7ls&feature=related(52) http://www.youtube.com/watch?v=ZMDJTYGZN4w&feature=related(53) http://www.youtube.com/watch?v=M3XkHWhBOuY&playnext=1&list=PL7053A5A17C1187F7(54) http://www.youtube.com/watch?v=vEnxeJyPOe8&feature=related
(55)http://www.youtube.com/watch?v=aaBiUXSt2UI&NR=113. E ALLORA CHE FARE PER RISOLVERE IL PROBLEMA DELLE EMERGENZE CLIMATICHE ED ENERGETICHE MONDIALI?(56)http://www.eea.europa.eu/highlights/renewable-energy-production-must-grow?&utm_campaign=renewable-energy-production-must-grow&utm_medium=email&utm_source=EEASubscriptions(57)http://www.roadmap2050.eu/(58)http://gogreen.virgilio.it/news/ambiente-energia/roadmap-2050-sfatati-i-preconcetti-sulle-rinnovabili.html?fb_ref=shrbox_recommend&fb_source=profile_oneline(59)http://www.kyotoclub.org/documentazione/comunicati/2011-feb-16/transizione_verde_verso_100_di_energia_rinnovabile_2050/docId=1985(60) http://gogreen.virgilio.it/news/ambiente-energia/desertec-parte-sfida-rinnovabile.html#




La Costituzione italiana

3 marzo 2011

Se voi volete andare in pellegrinaggio

nel luogo dove è nata la nostra Costituzione,

andate nelle montagne

dove caddero i PARTIGIANI,

nelle carceri dove furono imprigionati,

nei campi dove furono impiccati.

Dovunque è morto un ITALIANO

per riscattare la LIBERTA’ e la DIGNITA’,

andate lì, o giovani, col pensiero,

perché lì è nata la nostra COSTITUZIONE. »

P. Calamandrei


Comunicato stampa

3 marzo 2011

 

Il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

 

esprime

 

la più ferma indignazione per le espressioni offensive, non rispondenti al vero e generalizzatrici usate dal Presidente del Consiglio nei confronti dei docenti della scuola pubblica statale;

ricorda

all’on. Berlusconi che per essere uomo di Stato non servono le autodefinizioni celebrative ma comportamenti privati e pubblici coerenti con la funzione di cui si è investiti.

Uno statista difende anzitutto lo Stato che rappresenta e le istituzioni, come la scuola, attraverso cui esso esplica la sua primaria funzione di servizio;

fa presente

all’on. Ministro Gelmini che la Costituzione formale vigente disegna un sistema scolastico in cui è preminente, perché rispondente agli interessi generali, la scuola statale, mentre è consentita la presenza della scuola privata “senza oneri per lo Stato”, come recita il terzo comma dell’art.33.

Nell’ottica di favorire, tra gli studenti cittadini,  una conoscenza effettiva della Carta costituzionale, anche in considerazione della eliminazione dello studio del Diritto, il Coordinamento rinnova la proposta che il 17 marzo, in occasione della Festa dell’Unità nazionale, il Ministro Gelmini presenti un disegno di legge che preveda la istituzione della disciplina autonoma, con valutazione autonoma, “Cittadinanza e Costituzione”;

invita

tutti gli uomini e le donne sensibili alla necessità di difendere la Costituzione e la scuola pubblica statale a partecipare alla manifestazione di Roma del 12 Marzo.

 

Il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

 

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Gelmini, cittadinanza e Costituzione: i tagli e gli sprechi

8 dicembre 2010

di Franco Labella

da www.unita.it

Cittadinanza e Costituzione: dopo i tagli gli sprechi

Il giovane Ministro è visibilmente stanco.
La settimana scorsa l’on. Mariastella Gelmini ha votato, alla Camera, contro un emendamento proposto dal giovane Ministro Mariastella Gelmini.
Contro se stessa insomma.

O forse era la sosia degli Spicchi della settimana scorsa?

Sempre la settimana scorsa si è anche materializzata una nuova puntata della telenovela “Cittadinanza e Costituzione”, la disciplina che non c’è e che quindi, non viene valutata con un voto.

L’Ufficio scolastico regionale della Lombardia ha deciso di finanziare un corso di formazione di cultura costituzionale organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale di Milano e promosso su iniziativa della costituzionalista Lorenza Violini.

Il corso è destinato anche ai docenti di Storia delle superiori che insegnano Cittadinanza e Costituzione.

Quando nell’agosto del 2008 il giovane Ministro annunciò, in favore delle telecamere e col Presidente del Consiglio Berlusconi al suo fianco, “una nuova disciplina , con valutazione autonoma, nelle scuole di ogni ordine e grado”, lo stupore fu notevole.

Perché quella decisione si accompagnava alla intenzione, poi realizzata da quest’anno col riordino, di eliminare lo studio del Diritto in tutti i Licei e nei Trienni di Tecnici e Professionali.

Diritto costituzionale versus “Cittadinanza e Costituzione”?

Il prologo è, come il lettore degli Spicchi converrà, di tutto rispetto.
In un primo momento il giovane Ministro, con un comunicato, annunciò pure che ad insegnare “Cittadinanza e Costituzione” sarebbero stati, alle superiori, i soli docenti di Storia, docenti che nei loro curricola universitari non hanno percorsi od esami prossimi al Diritto pubblico e al Diritto costituzionale.

I docenti di Discipline giuridiche ed economiche, per il giovane Ministro, non avevano titolo per parlare di Costituzione e diritti.

Per un giovane Ministro che parla di rispetto delle competenze e di valutazione del merito non c’è male, ma questa è solo la prima delle numerose contraddizioni (frutto della stanchezza segnalata all’inizio?) che costellano la vicenda di “Cittadinanza e Costituzione”.

Arriviamo così alle contraddizioni successive e cioè al fatto che Cittadinanza e Costituzione nelle superiori oggetto del riordino, non ha un monte ore proprio e non ha un voto in pagella.

Ma come? Ed il “traguardo epocale” della conferenza stampa televisiva dell’agosto del 2008?

La nuova disciplina con valutazione autonoma degrada, nonostante i funambolismi dell’ultimo comunicato del MIUR, ad Educazione civica e resta senza voto.

Ma chi la deve insegnare (i docenti di Storia e poi anche i docenti di Diritto nei pochissimi indirizzi dove, bontà del giovane Ministro, sono ancora presenti dopo il riordino) che tipo di contenuti si vede proporre?
Non voglio svelare la sorpresa, che il lettore, se vuole, lo scopra da sè.

O meglio, lo intuisca da queste due circostanze.

Il Miur firma un protocollo d’intesa.

Con la Società di Storia Patria o con le associazioni professionali dei pedagogisti direte voi visto che i contenuti giuridici non sono tutto.

Basta applicare il noto paradosso dell’”Educazione alla legalità senza le leggi” di Marco Bruschi, giovane consigliere politico della Gelmini.

Errore: il protocollo la Gelmini lo firma con l’Associazione Italiana dei Costituzionalisti presieduta all’epoca da Alessandro Pace.

Va bene sarà un caso, certo i contenuti di C&C sono quasi esclusivamente giuridici e poi, aspettate, magari il giovane Ministro coinvolgerà qualche Facoltà di Lettere o di Pedagogia.

Altro errore: oggi arrivano i costituzionalisti della Facoltà di Giurisprudenza di Milano.

Keynes per spiegare l’intervento dello Stato adoperò il noto apologo delle buche da scavare e delle buche da colmare in tempi diversi di crisi economica.

Anche il giovane Ministro è, a dispetto della sua coalizione, keynesiana.
Con una mano toglie l’insegnamento del Diritto (e licenzierà i docenti di questa disciplina), con l’altra mano, però, spende soldi pubblici per formare i docenti di Storia che hanno preso il loro posto per insegnare…….. il Diritto costituzionale che apprenderanno frequentando il corso della Facoltà di Giurisprudenza.

Come tagliare e sprecare contemporaneamente ed in relazione ad una sola questione.

Ma poi il giovane Ministro non continua a tuonare contro gli sprechi di alcuni corsi o Facoltà universitarie, i microcorsi spesso inutili se non, dice la Gelmini, a far sopravvivere cattedre e baroni?

Ho cambiato idea rispetto a qualche Spicchio fa: datele il Nobel per l’Economia o affidate al giovane Ministro il dicastero dell’Economia.

Oppure, magari, fatela riposare.

E l’appello è rivolto anche al popolo dei tetti.
1 dicembre 2010


La Cina: il modello di lavoro invidiato dalle imprese italiane

17 giugno 2010

Ieri sera il presidente dell’Unione degli Industriali di Napoli, Gianni Lettieri, ha dichiarato a La7 che il mondo è cambiato: il lavoratore non deve avere 40 minuti di pausa, ma 30: bisogna adeguarsi ai modelli che vengono dall’Oriente.
Il Ministro Sacconi ha affermato:«L’accordo di Pomigliano è un punto di svolta storica nelle relazioni industriali italiane. È un momento di passaggio importante».
Anche Confindustria e gran parte del mondo politico hanno indicato l’accordo proposto dalla FIAT come il modello futuro da seguire per la riorganizzazione del mondo del lavoro.
In parole povere, le imprese italiane invidiano il sistema cinese e dei Paesi asiatici, con un costo del lavoro bassissimo e nessun diritto per i lavoratori, trattati come l’imprenditore desidera: da schiavi.
La crisi economica causata da azioni finanziarie spudorate e senza scrupoli, guidata da affaristi impuniti, che godono di un potere incontrastato dai governi, si vorrebbe risolvere stringendo la CINGHIA DEI LAVORATORI, abbassando ad un livello di sopravvivenza le loro famiglie, mentre i banchieri ed i finanzieri sono sostenuti dai governi con miliardi di dollari. In sostanza, si stanno premiando i colpevoli e torturando le vittime.

Si vuole attuare un’omologazione alla rovescia, imitando le culture dove sono negati i diritti inviolabili dell’uomo.

Vediamo i punti dell’accordo voluto dalla FIAT per i lavoratori di Pomigliano D’Arco:

http://www.repubblica.it/

La settimana lavorativa avrà  inizio alle ore 6.00 del lunedì e cesserà alle ore 6.00 della domenica successiva.

Straordinario: l’azienda potrà chiedere 80 ore di straordinario annue, senza preventivo accordo sindacale e con un minimo preavviso.

Scioperi: puniti quelli che scioperano in occasione del turno di lavoro straordinario del sabato notte.

Malattia: non verrà pagata l’indennità di malattia se si supera una certa soglia di assenteismo.

Saranno abolite alcune voci retributive.