La ninna-nanna de la guerra (Trilussa)

12 aprile 2011
Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vô la zinna1:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello2
Farfarello e Gujrmone3
Gujermone e Ceccopeppe4
che se regge co’ le zeppe,
co’ le zeppe d’un impero
mezzo giallo e mezzo nero.
Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucilli
de li popoli civilli…
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza…
o a vantaggio d’una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Ché quer covo d’assassini
che c’insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe’ li ladri de le Borse.
Fa’ la ninna, cocco bello,
finché dura ‘sto macello:
fa’ la ninna, ché domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So’ cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe’ quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!
ottobre 1914
Annunci

Comunicato stampa

3 marzo 2011

 

Il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

 

esprime

 

la più ferma indignazione per le espressioni offensive, non rispondenti al vero e generalizzatrici usate dal Presidente del Consiglio nei confronti dei docenti della scuola pubblica statale;

ricorda

all’on. Berlusconi che per essere uomo di Stato non servono le autodefinizioni celebrative ma comportamenti privati e pubblici coerenti con la funzione di cui si è investiti.

Uno statista difende anzitutto lo Stato che rappresenta e le istituzioni, come la scuola, attraverso cui esso esplica la sua primaria funzione di servizio;

fa presente

all’on. Ministro Gelmini che la Costituzione formale vigente disegna un sistema scolastico in cui è preminente, perché rispondente agli interessi generali, la scuola statale, mentre è consentita la presenza della scuola privata “senza oneri per lo Stato”, come recita il terzo comma dell’art.33.

Nell’ottica di favorire, tra gli studenti cittadini,  una conoscenza effettiva della Carta costituzionale, anche in considerazione della eliminazione dello studio del Diritto, il Coordinamento rinnova la proposta che il 17 marzo, in occasione della Festa dell’Unità nazionale, il Ministro Gelmini presenti un disegno di legge che preveda la istituzione della disciplina autonoma, con valutazione autonoma, “Cittadinanza e Costituzione”;

invita

tutti gli uomini e le donne sensibili alla necessità di difendere la Costituzione e la scuola pubblica statale a partecipare alla manifestazione di Roma del 12 Marzo.

 

Il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

 

www.docentidiritto.it

coordnazdocdir@libero.it


Roberto Saviano

9 novembre 2010

La Cina: il modello di lavoro invidiato dalle imprese italiane

17 giugno 2010

Ieri sera il presidente dell’Unione degli Industriali di Napoli, Gianni Lettieri, ha dichiarato a La7 che il mondo è cambiato: il lavoratore non deve avere 40 minuti di pausa, ma 30: bisogna adeguarsi ai modelli che vengono dall’Oriente.
Il Ministro Sacconi ha affermato:«L’accordo di Pomigliano è un punto di svolta storica nelle relazioni industriali italiane. È un momento di passaggio importante».
Anche Confindustria e gran parte del mondo politico hanno indicato l’accordo proposto dalla FIAT come il modello futuro da seguire per la riorganizzazione del mondo del lavoro.
In parole povere, le imprese italiane invidiano il sistema cinese e dei Paesi asiatici, con un costo del lavoro bassissimo e nessun diritto per i lavoratori, trattati come l’imprenditore desidera: da schiavi.
La crisi economica causata da azioni finanziarie spudorate e senza scrupoli, guidata da affaristi impuniti, che godono di un potere incontrastato dai governi, si vorrebbe risolvere stringendo la CINGHIA DEI LAVORATORI, abbassando ad un livello di sopravvivenza le loro famiglie, mentre i banchieri ed i finanzieri sono sostenuti dai governi con miliardi di dollari. In sostanza, si stanno premiando i colpevoli e torturando le vittime.

Si vuole attuare un’omologazione alla rovescia, imitando le culture dove sono negati i diritti inviolabili dell’uomo.

Vediamo i punti dell’accordo voluto dalla FIAT per i lavoratori di Pomigliano D’Arco:

http://www.repubblica.it/

La settimana lavorativa avrà  inizio alle ore 6.00 del lunedì e cesserà alle ore 6.00 della domenica successiva.

Straordinario: l’azienda potrà chiedere 80 ore di straordinario annue, senza preventivo accordo sindacale e con un minimo preavviso.

Scioperi: puniti quelli che scioperano in occasione del turno di lavoro straordinario del sabato notte.

Malattia: non verrà pagata l’indennità di malattia se si supera una certa soglia di assenteismo.

Saranno abolite alcune voci retributive.



Bravi, bravi, bravi!

13 giugno 2010

L’efficienza, la coerenza e la razionalità del nostro Governo sono impareggiabili:

per combattere i falsi invalidi, il Governo toglie gli assegni di invalidità ai Down!

Per combattere gli sprechi nelle P.A., elimina docenti e personale ausiliario delle scuole!

Prossimo passo: per combattere la malasanità, eliminerà gli ospedali (pubblici, ovviamente!)!? O eliminerà gli ammalati?


Una Preside vieta qualunque esternazione tesa a dequalificare la figura del ministro alla pubblica istruzione

10 giugno 2010

da Repubblica

Vietata la protesta ai cancelli
“Dequalifica il ministro”

La preside dell’istituto comprensivo di Calenzano invia una circolare
La Cgil: “E’ un comportamento gravissimo, censurare i genitori che chiedono il tempo pieno”

di LAURA MONTANARI

Vietata la protesta ai cancelli "Dequalifica il  ministro"

La circolare ha come oggetto: «Disposizione urgente». Scrive la professoressa Eda Bruni, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Calenzano (Firenze): «Si comunica a tutti i docenti e al personale di custodia che è categoricamente vietata (“categoricamente vietata” è sottolineato) qualunque esternazione tesa a dequalificare la figura del ministro della pubblica istruzione con volantinaggio, grembiulini appesi alla recinzione così come disegni, striscioni, nastri e quant’altro». Segue la raccomandazione a rimuovere le cose sopra descritte e precisa che in caso «non venga eseguita la disposizione» si ricorrerà a provvedimenti disciplinari.

LEGGI LA CIRCOLARE

Detto fatto, lunedì i bidelli rimuovono i grembili appesi ai cancelli dal Comitato dei genitori che chiede più posti di tempo pieno. Nell’istituto infatti sono una cinquantina, spiegano le famiglie, i bambini esclusi.
Lo «scudo» Gelmini confezionato dalla preside suscita l’immediata reazione dei sindacati che ieri hanno convocato un’assemblea nella scuola: «E’ un fatto gravissimo» dice Alessandro Rapezzi della Cgil. «Qui ci si preoccupa dell’immagine del ministro invece che dei motivi di insoddisfazione delle famiglie che chiedono il tempo pieno e non lo ottengono» prosegue il segretario provinciale della Cgil.

«E’ un grosso problema per i genitori che lavorano» spiega Fabio Dragoni del comitato che ha organizzato la manifestazione dei grembiulini ai cancelli: «La nostra è una protesta piccola, pacifica e colorata: ma diamo fastidio». La preside ha fatto rimuovere le divise appese alla cancellata di una materna e ora i genitori chiedono al Comune di Calenzano di riattaccare i grembiulini ai lampioni e in altri spazi pubblici vicino alle sedi dell’Istituto comprensivo (9 scuole dalle materne, alle elementari, alle medie). «Siccome i posti erano pochi rispetto alle richieste  prosegue un genitore, una parte della selezione è avvenuta col sorteggio. C’erano richieste per due classi di tempo in più».

Esa Bruni, la dirigente che ha firmato la discussa circolare a tutela del ministro cerca di chiarire: «Per me tutti possono manifestare, io tutelo però i bambini. Il cancello è di competenza della scuola e faccio sempre levare pubblicità e annunci di ripetizioni. I genitori hanno detto che avrebbero anche sigillato simbolicamente i cancelli con dei nastri e io non posso permetterlo, sarebbe uno shock per i bambini più piccoli». Si, ma il ministro cosa c’entra nella circolare? «Non sto né con, né contro il ministro, ma non accetto che si dequalifichi l’immagine della scuola».
Nella circolare però si scrive “è categoricamente vietata qualunque esternazione tesa a dequalificare la figura del ministro alla pubblica istruzione”. “Non si è mai visto un atteggiamento di questo tipo – dice Mario Battistini, dell aCamera del lavoro di Firenze – Sul tempo pieno c’è una discussione in atto in tutto il Paese e qui invece si pensa a tutelare l’immagine del ministro. Si guardi alla sostanza delle cose e si rispetti una protesta pacifica e civile da parte delle famiglie”


Regime collection: bavaglio ai prof

26 maggio 2010

Secondo Grazzini, Vicepresidente della commissione pubblica istruzione «diventa grave soprattutto l’attivismo di certi insegnanti, militanti di sinistra a tempo pieno, che senza un minimo di deontologia professionale, fomentano i ragazzi, anche con informazioni distorte, a partecipare ai propri scioperi, ad organizzare occupazioni e cortei interrompendo così l’attività didattica. Il tutto con connivente silenzio di una parte di dirigenti scolastici». «E’ evidente – ha concluso il Vicepresidente della commissione pubblica istruzione – che l’intervento educativo dell’insegnante, fondamentale nella formazione civica, si trasforma così in indebita pressione psicologica e orientamento politico. Il livello di guardia in città sta per essere superato e perciò vanno denunciate queste gravi scorrettezze che talora diventano vere e proprie illegalità».

Marcello Limina, direttore dell’ufficio scolastico dell’Emilia Romagna afferma che è necessario “sensibilizzare il personale della scuola sul corretto comportamento da tenere con gli organi di stampa, che non va dimenticato neppure in occasione della redazione di documenti o comunicati diretti agli studenti, alle famiglie o altri
soggetti”.

E ribadisce “la necessita’ di informare di tali rapporti il dirigente competente”, ricordando che “l’articolo 494 del decreto legislativo 297 del 1994, relativamente al personale docente, sancisce la possibilita’ di comminare sanzioni disciplinari per atti non conformi alla responsabilita’, ai doveri a alla correttezza inerenti alla funzione”. Infine, i presidi dovranno ricordare al personale che “e’ improprio indirizzare ad alte autorita’ politiche o amministrative diverse dal loro diretto riferimento gerarchico documenti, appelli o richieste”

È «disdicevole», scriveva  Marcello Limina, , nell’ Agosto 2009, che un preside esprima pubblicamente opinioni contrarie alla politica del ministero.

Allora come ora, immediato il sostegno della Gelmini a Limina, «non si può fare politica a scuola e non bisogna confondere il proprio ruolo con la politica» (2009); Maggio 2010, con una nota ufficiale: “Condivido e sostengo pienamente l’operato” di Limina, “chi desidera fare politica si candidi alle elezioni e non strumentalizzi le istituzioni”.

I docenti non devono parlare:

-dei tagli alle cattedre, i quali non sono sacrifici  imposti dalla crisi: l’apprendimento dei giovani è  un investimento, l’unico veramente proficuo e duraturo, che dà dei frutti di civiltà e di benessere nelle relazioni con gli altri;

-della minore offerta di servizio pubblico e della riduzione del tempo pieno: dove lasceranno i figli i genitori che lavorano?

dei contributi dei genitori per comprare il gesso, la carta igienica, il sapone, i colori…;

dell’impossibilità di sostituire gli insegnanti malati con supplenti, perché il Ministero è in debito con le scuole;

– del ricorso a consulenti esterni, privati, quindi ben pagati, spesso appartenenti al mondo delle banche, per insegnare certe materie di cui si è voluta l’abolizione nel curricolo ufficiale (Diritto ed Economia) e soprattutto l’abolizione degli insegnanti pubblici (di Diritto ed Economia);

-dell’impossibilità di scegliere i libri di testo per l’anno prossimo, perché le modifiche degli indirizzi scolastici superiori sono stati fatti alla cieca, senza prevedere nuovi programmi, conformi alle modifiche delle materie;

-della difficoltà delle case editrici a produrre nuovi testi entro fine Maggio, perché la riforma non è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (quindi non in vigore) e non ci sono i nuovi programmi;

– della libertà di pensiero, nei limiti del rispetto dell’altro;

– delle massime di Seneca o del pensiero di Kant, che sono insegnamenti utili nella vita;

– degli artifici economici, col supporto dei governi, per spingere i cittadini a consumare di più, azzerando i risparmi e ricorrendo ai debiti;

– dell’obsolescenza programmata, studiata per buttare nei rifiuti ciò che che è ancora efficiente;

– degli inganni della pubblicità e del mondo patinato di star, veline… che suscita desideri di imitazione e frustrazione nei ragazzi;

– dell’inutilità della violenza, delle guerre…;

del fatto che il Presidente della Repubblica si chiami Giorgio Napolitano e non Silvio Berlusconi, come molti ragazzi credono;

– del fatto che l’America non l’ha scoperta Napoleone;

– del fatto che Mussolini non ha fatto del bene agli italiani, ma li ha uccisi, in tutti i sensi.