Angelo Vassallo uomo dell’anno

4 gennaio 2011

uomo dell’anno per Rainews24 e non solo

“Noi siamo quelli che nelle scuole vietiamo l’ingresso dei precotti, noi siamo quelli che nelle scuole promuoviamo l’educazione alimentare, noi siamo quelli che mettiamo a disposizione dei contadini le piazze in forma gratuita, per la vendita dei propri prodotti, noi siamo quelli che abbiamo inventato il mercato del contadino, la filiera corta, noi siamo quelli che non facciamo pagare le tasse ai contadini in momenti di crisi…”

noi siamo quelli che vogliono divulgare la dieta mediterranea

noi siamo quelli che vogliono mettere al bando le merendine

noi siamo quelli che vogliono collegare la qualità del cibo alla comunità dei saperi (“un sindaco deve pensare alla salute dei cittadini…noi siamo come dei missionari, io sono un sindaco pescatore, nel mio paese non ci saranno più pescatori, la pesca non s’impara all’università, teniamo un filo di speranza per tenere in vita questa nostra tradizione…”).

 

“sulle nostre spiagge nasce questo giglio di mare, molto bello, molto pregiato, noi l’avevamo individuato e chiedemmo allo Stato una concessione per 1500 metri dove noi abbiamo realizzato una riserva naturale, la cosa bella è che noi paghiamo allo Stato un canone, non di poche lire, per mantenere questa riserva naturale”.

Noi siamo quelli che non vogliono la speculazione edilizia e la cementificazione.

Noi siamo quelli che vogliono difendere la natura, il paesaggio, il territorio, le tradizioni dagli attacchi del consumismo che appiattisce e livella le diversità, le varietà delle culture, delle società, degli animi, delle menti, delle inclinazioni, dei paesaggi, delle speranze.

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Yogurt in casa: aggiornamenti

10 ottobre 2010

Da un paio di anni faccio lo yogurt in casa; in un post di circa un anno fa ho descritto i vari passaggi per ottenerlo dolce e denso.

Aggiungo ora dei consigli per  rendere tutto più pratico con una yogurtiera, che è  una specie di thermos che contiene dei vasetti.

La yogurtiera serve per mantenere costante la temperatura dello yogurt in fermentazione e può portare a conclusione questo processo in tempi molto rapidi; infatti se la spegniamo dopo 3-4 ore e lasciamo lo yogurt all’interno per tutto il restante tempo fino a che non si raffreddino tutti i vasetti (anche tutta la notte), lo yogurt sarà dolcissimo e compatto. Se invece con la yogurtiera si usano i tempi che ho descritto nell’altro post, il risultasto sarà più acido ed acquoso.

E’ fondamentale sperimentare di persona col proprio apparecchio se i tempi sono diversi.

Ecco qui il post con tutte le informazioni per ottenere un ottimo yogurt:

https://energiapulita1.wordpress.com/2009/07/21/fare-lo-yogurt-in-casa/

 


Alimentazione e tumori

15 aprile 2010

Sul sito del dottor Ciro Vestita, trovate tutte le informazioni per prevenire il cancro a tavola:

http://www.cirovestita.it/


No all’inceneritore di Parma!

16 marzo 2010

Il tempo stringe,
mancano 800 giorni all’avvio dell’inceneritore di rifiuti da 130.000 tonnellate che sorgerà a Parma nel quartiere S.P.I.P.
Siamo ancora in tempo, non è troppo tardi per fermarlo ma dobbiamo intensificare le azioni, chi decide deve sapere che i cittadini sono informati e non sono d’accordo con questa decisione.

Esistono delle alternative praticabili e già praticate, i cittadini di Parma lo sanno e le esigono.
Per fare ciò, però, il Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti, attivo dal 2006 e composto da semplici cittadini, ha sempre fatto ricorso all’autotassazione.

Per presentare il ricorso legale sono serviti dei soldi (tanti!), per organizzare i cortei e la fiaccolata di dicembre sono serviti dei soldi, per stampare i volantini informativi sono serviti e serviranno dei soldi, per far sì che il principale quotidiano locale pubblicasse anche le nostre idee sono serviti dei soldi, per far arrivare le brochure informative a casa dei parmigiani sono serviti tanti soldi. Altri ne servono ora per organizzare la manifestazione NAZIONALE NO INCENERITORI che si terrà qui a Parma sabato 17 aprile.

La rete Nazionale No Inceneritori ci ha chiesto che la manifestazione si svolgesse a Parma perché, come ha detto il Prof. Paul Connett quando è stato nostro ospite a dicembre, “Parma è l’ultimo posto al mondo in cui si dovrebbe costruire un inceneritore”.
L’inceneritore nella “capitale europea del cibo” non andrebbe fatto.
La vertenza di Parma DIVIENE COSI’ UNA VERTENZA ITALIANA ED INTERNAZIONALE che unifica tutte le vertenze territoriali che in questo periodo si combattono anche nel resto d’Italia.

Purtroppo, però, non possiamo più sostenere tutte le spese da soli e quindi ti chiediamo aiuto.
Se puoi, se vuoi sostenere la nostra causa ti chiediamo di farci una donazione (non importa di quanto),
effettuando un bonifico utilizzando le seguenti coordinate bancarie:

Unicredit Banca – Filiale Parma Sicuri
Via Giulio e Giacinto Sicuri, 38A
43100 Parma
Conto Corrente Int” Libera Cittadinanza – Rete Nazionale girotondi e Movimenti”
IBAN: IT60K0200812722000100039138
Causale: contributo per l’alternativa all’inceneritore


Il mio tempo in cucina

6 novembre 2009

Crostata di ricotta e bietole (o spinaci o altra verdura a piacere)

Pasta brisé:

250 g. di farina, 100g. di burro, 60 g. di acqua freddissima.

Ripieno:

400g. di ricotta, 1 uovo, parmigiano grattugiato, un mazzetto di bietole , prosciutto cotto a listarelle o altro salume a piacere.

La crostata è buonissima anche senza l’aggiunta di salumi, con un po’ di scamorza o riempita con quello che avete in frigorifero.

Preparare la pasta brisé mescolando tutti gli ingredienti (con un impastatore automatico, sarà pronta in meno di un minuto) . Metterla nel frigo per una mezz’ora, ricoperta da un canovaccio.

Intanto preparare il ripieno: lessare le bietole in acqua salata, poi strizzarle e ripassarle in padella con olio  e aglio. Frullarle grossolanamente. Amalgamare la ricotta con l’uovo ed il parmigiano e poi aggiungere tutto il resto. Gli chef consigliano di setacciare sempre la ricotta prima di usarla in cucina.

Togliere la pasta brisé dal frigo e tirare una sfoglia sottile da stendere su carta da forno in una tortiera, avendo cura di lasciare un po’ di pasta per fare delle listarelle con cui decorare la crostata. Fare attenzione a rialzare i bordi della pasta affinché possa contenere il ripieno. Versare il composto di ricotta.

In forno per circa 50 minuti a 180-200°.

Ciambella al cioccolato e pere

Ingredienti:

5 uova

200 g. di burro

250 g. di zucchero

250g. di farina

170 g. di amido di mais

3 cucchiaini di cacao amaro

3 pere sbucciate e tagliate a dadini

lievito in polvere per dolci

Procedimento:

impastare prima il burro con lo zucchero, poi aggiungere gli altri ingredienti (tranne il cacao e le pere) lasciando per ultimo il lievito, da incorporare appena prima di versare il composto nello stampo imburrato. Versare poco più della metà del composto nello stampo e cospargervi le pere a dadini. Mescolare bene l’altra parte dell’impasto con il cacao e versare nello stampo, formando un secondo strato.

Infornare alla temperatura di 180° per circa 40 minuti.


Cibi al veleno: ed ora cosa metto in tavola?

24 agosto 2009

Molti prodotti alimentari in circolazione sono contaminati da sostanze tossiche.

Senza voler creare allarmismi, ma solo allo scopo di dare una scossa ai “consumatori” affinché siano più consapevoli e critici nei loro acquisti, vorrei sollecitare alcune riflessioni.

L’uomo fa parte dell’ecosistema e si nutre, come gli altri esseri viventi, di ciò che la Terra offre. L’esistenza dell’uomo dipende dalle condizioni del nostro pianeta: più questo è inquinato e più si ingeriscono cibi inquinati (per non parlare dell’aria che si respira, sicuramente più sporca di quanto rilevano le centraline dello smog, che non sono tarate per rintracciare le nanoparticelle, le più pericolose di tutte le polveri).

Gli animali che pascolano nei pressi di inceneritori o cementifici o fabbriche metallurigiche…  mangiano erba cosparsa di nanopolveri, e noi, mangiando la loro carne, ingeriamo queste ultime con conseguenze drammatiche per la salute.

I bovini allevati non biologicamente sono sfruttati così tanto da non esser più capaci di produrre latte se non con l’aiuto di dosi generose di antibiotici, che consentono di superare le infezioni frequenti (per esempio le mastiti) in cui incorrono. Infatti,  affinché producano più latte di quanto la natura normalmente consenteribbe, sono sottoposte ad enormi stress.   http://www.cibo360.it/alimentazione/cibi/carne/sicurezza.htm                                                                                                                               Dove finiscono quegli antibiotici? Nel nostro stomaco.

In Italia si allevano 600 milioni di polli all’anno! Non vi sovviene qualche considerazione su come ciò sia realizzabile? In 37 giorni il pulcino passa dal pollaio (se così si può chiamare) al supermercato  http://sloweb.slowfood.it/sloweb/ita/dettaglio.lasso?cod=3E6E345B02a9c1BAF8jjX2E2B755

C’è da aprire ancora una parentesi sulla carne, rossa o bianca che sia. Per produrre un kg di carne occorrono più di 10.000 litri di acqua. Inoltre, ” L’inquinamento generato dall’industria della carne supera quello di tutti i veicoli del mondo, compresi gli aerei. Il biossido di carbonio generato per produrre una sola bistecca è pari alla quantità emessa da un’automobile per 40 km”. http://www.viveremeglio.org/0_guarire/guar_fisica/alimsalu/carne_sventura.htm

Anche il latte è contaminato (per esempio di diossina, sprigionata dall’incenerimento della plastica),  e così le famose mozzarelle, per le quali l’unica vera colpa dei produttori è la sfortuna di trovarsi nei pressi degli ecomostri o delle discariche abusive, il cui percolato si diffonde nel suolo, nelle falde acquifere…

Frutta e verdura coltivate nelle zone più vicine agli ecomostri sono ricoperte di nanopaticelle, che nessun lavaggio può asportare.

E così biscotti, pasta e tutto ciò che è prodotto con grano esposto agli stessi fenomeni.

Di fronte a questa situazione ci sono diversi tipi di risposta da parte dei consumatori:

1) c’è la grande categoria dI CHI MINIMIZZA, se non altro per non scomodarsi né responsabilizzarsi, non volendo perdere tempo e fatica nel ricercare informazioni e prodottori più sicuri. La classica risposta è :” TUTTO fa male! Allora, non mangiamo più niente?”

2) Poi la categoria di chi cade nel terrore e si fa prendere dall’ORTORESSIA;

3) infine, lo sparuto gruppo di esploratori del territorio (alla ricerca di fattorie biologiche, di aziende agricole affidabili, di siti non contaminati da “vicini di casa” sospetti) lettori appassionati di etichette di prodotti del supermercato, CONVINTI CHE LA DOMANDA DEL CONSUMATORE SIA CAPACE DI RIBALTARE IL POTERE DELL’OFFERTA.

RIMEDI

Variare il più possibile l’alimentazione, mangiando cibi di origine e marchio diversi, per ridurre la probabilità di ingerire prodotti a rischio; incrementare gli acquisti a km zero, comprando da contadini che hanno i terreni lontani, lontanisssimi, da fabbriche & Co. o iscrivendosi ad un G.A.S.  (gruppo di acquisto solidale); fidarsi, dopo attenta selezione, dei prodotti col marchio biologico; ridurre il consumo di plastica, mettere la spesa nelle “sporte” e non nelle buste http://www.portalasporta.it/, ridurre l’uso di imballaggi, riciclare, così da ridurre la produzione di rifiuti; autoprodurre alimenti (come lo yogurt, il pane, i dolci, le conserve… ), non comprare molti cibi confezionati o pietanze precotte, ma CUCINARE .


Difendiamo la Fiera Enologica di Taurasi

19 agosto 2009
Difendiamo la Fiera Enologica di Taurasi

La Fiera Enologica di Taurasi è stata soppressa dopo undici anni senza alcuna valida giustificazione che non siano meccanismi interni di paese nei quali non vogliamo entrare.

Il Taurasi è uno dei più importanti vini rossi italiani, è un patrimonio di tutti i paesi della Docg, degli appassionati e dei consumatori.

Aver abolito una festa di popolo è un grave oltraggio alla sensibilità e al coraggio di quanti in questi anni si sono impegnati nella riqualificazione del territorio, impegno tanto più duro perché portato avanti al Sud tra mille difficoltà burocratiche.

Chiediamo alla Regione Campania di riconsiderare la gestione del piano di investimenti alla luce della soppressione di una delle manifestazioni enologiche più importanti del Sud e di promuovere un Ente Fiera che gestisca in prima battuta l’evento a partire dal prossimo anno.

Invitiamo le associazioni, Slow Food Campania, l’Ais Campania, Go Wine, le organizzazioni di categoria Confagricoltura, Coldiretti e Cia, a prendere posizione contro questo gravissimo episodio che riporta indietro le lancette alla crisi del metanolo.

Viva Taurasi, Viva il Taurasi!

 

Luciano Pignataro e Associazione culturale Divino Scrivere

Firma la petizione!

http://www.firmiamo.it/difendiamolafieraenologicaditaurasi