Comunicato stampa

3 marzo 2011

 

Il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

 

esprime

 

la più ferma indignazione per le espressioni offensive, non rispondenti al vero e generalizzatrici usate dal Presidente del Consiglio nei confronti dei docenti della scuola pubblica statale;

ricorda

all’on. Berlusconi che per essere uomo di Stato non servono le autodefinizioni celebrative ma comportamenti privati e pubblici coerenti con la funzione di cui si è investiti.

Uno statista difende anzitutto lo Stato che rappresenta e le istituzioni, come la scuola, attraverso cui esso esplica la sua primaria funzione di servizio;

fa presente

all’on. Ministro Gelmini che la Costituzione formale vigente disegna un sistema scolastico in cui è preminente, perché rispondente agli interessi generali, la scuola statale, mentre è consentita la presenza della scuola privata “senza oneri per lo Stato”, come recita il terzo comma dell’art.33.

Nell’ottica di favorire, tra gli studenti cittadini,  una conoscenza effettiva della Carta costituzionale, anche in considerazione della eliminazione dello studio del Diritto, il Coordinamento rinnova la proposta che il 17 marzo, in occasione della Festa dell’Unità nazionale, il Ministro Gelmini presenti un disegno di legge che preveda la istituzione della disciplina autonoma, con valutazione autonoma, “Cittadinanza e Costituzione”;

invita

tutti gli uomini e le donne sensibili alla necessità di difendere la Costituzione e la scuola pubblica statale a partecipare alla manifestazione di Roma del 12 Marzo.

 

Il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

 

www.docentidiritto.it

coordnazdocdir@libero.it

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Roberto Saviano

9 novembre 2010

Meglio guardare le belle ragazze o essere gay? Meglio essere felici

9 novembre 2010

Una Preside vieta qualunque esternazione tesa a dequalificare la figura del ministro alla pubblica istruzione

10 giugno 2010

da Repubblica

Vietata la protesta ai cancelli
“Dequalifica il ministro”

La preside dell’istituto comprensivo di Calenzano invia una circolare
La Cgil: “E’ un comportamento gravissimo, censurare i genitori che chiedono il tempo pieno”

di LAURA MONTANARI

Vietata la protesta ai cancelli "Dequalifica il  ministro"

La circolare ha come oggetto: «Disposizione urgente». Scrive la professoressa Eda Bruni, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Calenzano (Firenze): «Si comunica a tutti i docenti e al personale di custodia che è categoricamente vietata (“categoricamente vietata” è sottolineato) qualunque esternazione tesa a dequalificare la figura del ministro della pubblica istruzione con volantinaggio, grembiulini appesi alla recinzione così come disegni, striscioni, nastri e quant’altro». Segue la raccomandazione a rimuovere le cose sopra descritte e precisa che in caso «non venga eseguita la disposizione» si ricorrerà a provvedimenti disciplinari.

LEGGI LA CIRCOLARE

Detto fatto, lunedì i bidelli rimuovono i grembili appesi ai cancelli dal Comitato dei genitori che chiede più posti di tempo pieno. Nell’istituto infatti sono una cinquantina, spiegano le famiglie, i bambini esclusi.
Lo «scudo» Gelmini confezionato dalla preside suscita l’immediata reazione dei sindacati che ieri hanno convocato un’assemblea nella scuola: «E’ un fatto gravissimo» dice Alessandro Rapezzi della Cgil. «Qui ci si preoccupa dell’immagine del ministro invece che dei motivi di insoddisfazione delle famiglie che chiedono il tempo pieno e non lo ottengono» prosegue il segretario provinciale della Cgil.

«E’ un grosso problema per i genitori che lavorano» spiega Fabio Dragoni del comitato che ha organizzato la manifestazione dei grembiulini ai cancelli: «La nostra è una protesta piccola, pacifica e colorata: ma diamo fastidio». La preside ha fatto rimuovere le divise appese alla cancellata di una materna e ora i genitori chiedono al Comune di Calenzano di riattaccare i grembiulini ai lampioni e in altri spazi pubblici vicino alle sedi dell’Istituto comprensivo (9 scuole dalle materne, alle elementari, alle medie). «Siccome i posti erano pochi rispetto alle richieste  prosegue un genitore, una parte della selezione è avvenuta col sorteggio. C’erano richieste per due classi di tempo in più».

Esa Bruni, la dirigente che ha firmato la discussa circolare a tutela del ministro cerca di chiarire: «Per me tutti possono manifestare, io tutelo però i bambini. Il cancello è di competenza della scuola e faccio sempre levare pubblicità e annunci di ripetizioni. I genitori hanno detto che avrebbero anche sigillato simbolicamente i cancelli con dei nastri e io non posso permetterlo, sarebbe uno shock per i bambini più piccoli». Si, ma il ministro cosa c’entra nella circolare? «Non sto né con, né contro il ministro, ma non accetto che si dequalifichi l’immagine della scuola».
Nella circolare però si scrive “è categoricamente vietata qualunque esternazione tesa a dequalificare la figura del ministro alla pubblica istruzione”. “Non si è mai visto un atteggiamento di questo tipo – dice Mario Battistini, dell aCamera del lavoro di Firenze – Sul tempo pieno c’è una discussione in atto in tutto il Paese e qui invece si pensa a tutelare l’immagine del ministro. Si guardi alla sostanza delle cose e si rispetti una protesta pacifica e civile da parte delle famiglie”


Regime collection: bavaglio ai prof

26 Mag 2010

Secondo Grazzini, Vicepresidente della commissione pubblica istruzione «diventa grave soprattutto l’attivismo di certi insegnanti, militanti di sinistra a tempo pieno, che senza un minimo di deontologia professionale, fomentano i ragazzi, anche con informazioni distorte, a partecipare ai propri scioperi, ad organizzare occupazioni e cortei interrompendo così l’attività didattica. Il tutto con connivente silenzio di una parte di dirigenti scolastici». «E’ evidente – ha concluso il Vicepresidente della commissione pubblica istruzione – che l’intervento educativo dell’insegnante, fondamentale nella formazione civica, si trasforma così in indebita pressione psicologica e orientamento politico. Il livello di guardia in città sta per essere superato e perciò vanno denunciate queste gravi scorrettezze che talora diventano vere e proprie illegalità».

Marcello Limina, direttore dell’ufficio scolastico dell’Emilia Romagna afferma che è necessario “sensibilizzare il personale della scuola sul corretto comportamento da tenere con gli organi di stampa, che non va dimenticato neppure in occasione della redazione di documenti o comunicati diretti agli studenti, alle famiglie o altri
soggetti”.

E ribadisce “la necessita’ di informare di tali rapporti il dirigente competente”, ricordando che “l’articolo 494 del decreto legislativo 297 del 1994, relativamente al personale docente, sancisce la possibilita’ di comminare sanzioni disciplinari per atti non conformi alla responsabilita’, ai doveri a alla correttezza inerenti alla funzione”. Infine, i presidi dovranno ricordare al personale che “e’ improprio indirizzare ad alte autorita’ politiche o amministrative diverse dal loro diretto riferimento gerarchico documenti, appelli o richieste”

È «disdicevole», scriveva  Marcello Limina, , nell’ Agosto 2009, che un preside esprima pubblicamente opinioni contrarie alla politica del ministero.

Allora come ora, immediato il sostegno della Gelmini a Limina, «non si può fare politica a scuola e non bisogna confondere il proprio ruolo con la politica» (2009); Maggio 2010, con una nota ufficiale: “Condivido e sostengo pienamente l’operato” di Limina, “chi desidera fare politica si candidi alle elezioni e non strumentalizzi le istituzioni”.

I docenti non devono parlare:

-dei tagli alle cattedre, i quali non sono sacrifici  imposti dalla crisi: l’apprendimento dei giovani è  un investimento, l’unico veramente proficuo e duraturo, che dà dei frutti di civiltà e di benessere nelle relazioni con gli altri;

-della minore offerta di servizio pubblico e della riduzione del tempo pieno: dove lasceranno i figli i genitori che lavorano?

dei contributi dei genitori per comprare il gesso, la carta igienica, il sapone, i colori…;

dell’impossibilità di sostituire gli insegnanti malati con supplenti, perché il Ministero è in debito con le scuole;

– del ricorso a consulenti esterni, privati, quindi ben pagati, spesso appartenenti al mondo delle banche, per insegnare certe materie di cui si è voluta l’abolizione nel curricolo ufficiale (Diritto ed Economia) e soprattutto l’abolizione degli insegnanti pubblici (di Diritto ed Economia);

-dell’impossibilità di scegliere i libri di testo per l’anno prossimo, perché le modifiche degli indirizzi scolastici superiori sono stati fatti alla cieca, senza prevedere nuovi programmi, conformi alle modifiche delle materie;

-della difficoltà delle case editrici a produrre nuovi testi entro fine Maggio, perché la riforma non è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (quindi non in vigore) e non ci sono i nuovi programmi;

– della libertà di pensiero, nei limiti del rispetto dell’altro;

– delle massime di Seneca o del pensiero di Kant, che sono insegnamenti utili nella vita;

– degli artifici economici, col supporto dei governi, per spingere i cittadini a consumare di più, azzerando i risparmi e ricorrendo ai debiti;

– dell’obsolescenza programmata, studiata per buttare nei rifiuti ciò che che è ancora efficiente;

– degli inganni della pubblicità e del mondo patinato di star, veline… che suscita desideri di imitazione e frustrazione nei ragazzi;

– dell’inutilità della violenza, delle guerre…;

del fatto che il Presidente della Repubblica si chiami Giorgio Napolitano e non Silvio Berlusconi, come molti ragazzi credono;

– del fatto che l’America non l’ha scoperta Napoleone;

– del fatto che Mussolini non ha fatto del bene agli italiani, ma li ha uccisi, in tutti i sensi.



25 Aprile 2010, VENDOLA a “Che tempo che fa”:I barattoli di omologazione nel mondo ridotto a supermercato

26 aprile 2010

Sull’intolleranza:

“Tra i diritti fondativi del genere umano non c’è il diritto di Ulisse a varcare le colonne le Colonne d’Ercole e ad andare dove gli pare, senza che che noi lo mettiamo in un CPT o gli diamo un foglio di via?”

In Italia c’è un “patriottismo legato alla terra ed al sangue”, una “mitologia tribale, medievale”, che riguarda l’extra-comunitario e non piuttosto un “patriottismo della specie umana, che ha diritto di poter vivere ovunque sia possibile”.

“Ci sono dei connazionali con i quali non mi sento unito: con alcune parti d’Italia in cui c’è una propensione naturale alla pulizia etnica…Non sento di unirmi con chi pensa che l’intolleranza sia un fatto naturale”.

Sulla Resistenza e sull’antifascismo (che appaiono valori minoritari):

“ I valori della Resistenza, dell’antifascismo, della Costituzione li abbiamo relegati in una teca di vetro, trasformati in una liturgia della retorica o della nostalgia”. Non possiamo essere uniti “nell’assenza di giudizio, come se fossero uguali le ragioni da una parte e dall’altra…Non mi sento unito con le ragioni dei fascisti, mi sento unito con le ragioni dell’antifascismo”.

Perché non ci siamo coralmente riconosciuti nei valori dell’antifascismo:

Una ragione è che “è stata uccisa la storia di uno sposalizio fortunato tra la parola Libertà e la parola Lavoro. Il fascismo è la risposta delle classi dirigenti in Italia al fatto che il mondo del lavoro, i cafoni della mia terra… cominciavano a prendere confidenza con la parola libertà…Con Berlusconi abbiamo assistito alla più spettacolare operazione culturale: il divorzio tra la parola Lavoro e la parola Libertà. Il lavoro è stato marginalizzato… con la precarizzazione del lavoro ognuno cerca con ansia ed inquietudine l’orizzonte del proprio destino individuale, non c’è un destino corale, collettivo. La libertà può essere quella esplosione pirotecnica di consumismo, di mercificazione…in cui sei libero di comprare uno dei …mille barattoli di omologazione che si vendono in un mondo ridotto alla forma di supermercato”.

L’altra ragione è legata al “progressivo cedimento ad un vocabolario, ad un linguaggio”, a parole feroci, cattive, ai codici della discriminazione e dell’intolleranza, cui tanta gente perbene a poco a poco comincia ad assuefarsi.

Berlusconi:

“Non ci siamo accorti che Berlusconi, molto prima che della politica, è un problema della cultura: Berlusconi non ha vinto nelle tribune elettorali, ha vinto nel corso di alcuni decenni nella trasformazione dell’immaginario; B. è la proiezione sulla scena pubblica del linguaggio del reality e della fiction. Non si può immaginare di vincere contro Berlusconi ed il berlusconismo semplicemente con una campagna elettorale, ma con una lunghissima campagna civile e culturale”.

Il Centro-sinistra nel panico:

“E’ possibile che il Centro-destra vince le elezioni regionali ed amministrative ed il Centro-sinistra non solo ha il coplo della sconfitta, ma il doppio colpo della cancellazione della sconfitta: non se ne accorge?”. Vendola dice che nel Centro-destra si è rotto il partito di plastica ed è venuta fuori una contesa tra due Destre, e “la reazione del Centro-sinistra è di panico” rispetto ad eventuali elezioni anticipate. “Non bisognerebbe avere paura…se si fosse capaci di essere un’alternativa, ma il Centro-sinistra ancora oggi non è un’alternativa”. Esso assomiglia al “contadino che va in campagna quando è tempo di raccolto; non trova niente e s’indispettisce…non sa che bisogna dissodare il terreno, bonificare, concimare, fare una buona semina e poi fare un buon raccolto….Il problema non è trovare un leader videogenico, fotogenico, sagace, con le battute giuste, con la capacità comunicativa, pubblicitaria…è che il berlusconismo è un’egemonia culturale, perché ha ucciso l’idea della politica…La politica è diventata una delega in bianco al leader carismatico… Per vincere il Centro-sinistra non deve immaginare un Berlusconi rosso, ma un popolo che dice no,…esiste la democrazia partecipata…”


Schierati contro

15 settembre 2009

Tra i 355.000 firmatari dell’appello contro il bavaglio all’informazione:

I premi Nobel

Dario Fo, Nadine Gordimer, Gunther Grass, Edmund Phelps, Josè Saramago, Betty Williams

Dal mondo della cultura e dell’Università

Silvia Amati Sas, Niccolò Ammaniti, Bruno Arpaia, Alberto Asor Rosa, Corrado Augias, Gae Aulenti, Marc Augè, Alessandro Baricco, Cecilia Bartoli, Zygmunt Bauman, Marco Bernabei, Velia Bianchi Ranci, Giovanna Bosco, Ulrich Beck, Tahar Ben Jelloun, Remo Bodei, Giovanni Bollea, Jorg Burmeister, Andrea Camilleri, Giovanna Cantarella, Massimo Caviglia, Javier Cercas, Vincenzo Consolo, Mauro Corona, Erri De Luca, Giovanni De Luna, Stefano Disegni, Christopher Duggan, Umberto Eco, Viktor Erofeev, Inge Feltrinelli, Cesare Freddi, Timothy Garton Ash, Maurizio Gasseau, Anthony Giddens, Paolo Giordano, Carlo Ginzburg, Andrè Glucksmann, Tullio Gregory, David Grossman, Marek Halter, Claude Lanzmann, Alessandro e Giuseppe Laterza, Jacques Le Goff, Bernard-Henri Levy, Carlo Lucarelli, Giacomo Marramao, Margaret Mazzantini, Giuseppe Montesano, Moni Ovadia, Amos Oz, Claudio Pavone, Daniel Pennac, Tullio Pericoli, Nicola Piovani, Sandra Petrignani, Renzo Piano, Tiziana Piovesana, Atiq Rahimi, Guido Rossi, Giorgio Ruffolo, Massimo L. Salvadori, Donald Sassoon, Roberto Saviano, Tiziano Scarpa, Peter Schneider, Antonio Scurati, Elvira e Antonio Sellerio, Luis Sepulveda, Clara Sereni, Salvatore Settis, Luigi Spaventa, Corrado Stajano, Sergio Staino, Gino Strada, Paco Ignacio Taibo II, Walter Tega, Oliviero Toscani, Federico Varese, il collettivo di scrittori bolognesi Wu Ming.

Dal mondo dello spettacolo

Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Stefano Accorsi, Aldo, Giovanni e Giacomo, Antonio Albanese, Francesca Archibugi, Asia Argento, Angelo Barbagallo, Luca Barbarossa, Franco Battiato, Pippo Baudo, Marco Bellocchio, Roberto Benigni, Alessandro Bergonzoni, Enrico Bertolino, Claudio Bisio, Sandra Bonzi, Samuele Bersani, Bernardo Bertolucci, Nicoletta Braschi, Margherita Buy, Victoria Cabello, Liliana Cavani, Adriano Celentano, Suso Cecchi D’Amico, Ascanio Celestini, Claude Chabrol, Francesca Comencini, Paola Cortellesi, Lella Costa, Costantin Costa-Gavras, Saverio Costanzo, Maurizio Crozza, Enzo D’Alò, Carlo Degli Esposti, Fabio De Luigi, Benicio Del Toro, Gerard Depardieu, Teresa De Sio, Renato De Maria, Elio e le Storie tese, Fabio Farinella Pierfrancesco Favino, Davide Ferrario, Elda Ferri, Angela Finocchiaro, Carlo Freccero, Arnoldo Foà, Beppe Fiorello, Carla Fracci, Ivo Garrani, Alessandro Gassman, Dori Ghezzi, Massimo Ghini, Fabrizio Gifuni, Miguel Gotor, Francesco Guccini, Luca Guadagnino, Monica Guerritore, Corrado Guzzanti, Ugo Gregoretti, Paolo Hendel, Jovanotti, Claude Lanzmann, Daniele Luttazzi, Licia Maglietta, Fiorella Mannoia, Miranda Martino, Citto Maselli, Valerio Mastandrea, Mariangela Melato, Beppe Menegatti, Riccardo Milani, Helen Mirren, Milva, Mario Monicelli, Giuliano Montaldo, Laura Morante, Claudia Mori, Nanni Moretti, Caterina Murino, Maurizio Nichetti, Andrea Occhipinti, Ferzan Ozpetek, Goran Paskalievic, Giuseppe Piccioni, Ottavia Piccolo, Sandro Petraglia, Michele Placido, Domenico Procacci, Franca Rame, David Riondino, Marco Risi, Luca Ronconi, Francesco Rosi, Paolo Rossi, Stefano Rulli, Gabriele Salvatores, Stefania Sandrelli, Giulio Scarpati, Ettore Scola, Shel Shapiro, Daniele Silvestri, Giovanni Soldati, Silvio Soldini,Todd Solondz, Paolo Sorrentino, Tilda Swinton, Paolo ed Emilio Taviani, Filippo Timi, John Turturro, Ornella Vanoni, Carlo Verdone, Sandro Veronesi, Paolo Villaggio

 Dal mondo dell’informazione

Riccardo Barenghi, Ludina Barzini, Furio Colombo, Jean Daniel, Enrico Deaglio, Giovanni Floris, Marco Fratoddi, Bernard Guetta, Daniela Hamaui, John Kampfner, Sergio Lepri, John Lloyd, Viktor Loshak, Maurizio Mannoni, Adam Michnik, Dmitri Muratov, Edwy Plenel, Maurizio Porro, Nino Rizzo Nervo, Barbara Spinelli, Andrea Vianello.

Dalla politica e sindacati

Fausto Bertinotti, Rosy Bindi, Sergio Cofferati, Daniel Cohn-Bendit, Matteo Colaninno, Gugliemo Epifani, Dario Franceschini, Giovanna Melandri, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Martin Schulz, Guy Verhofstadt

Dallo sport

Franco Baldini, Giovanni Soldini

Le associazioni

Anpi, Arci, Cgil, Libertà e Giustizia, don Luigi Ciotti presidente di Libera, Mediacoop, PeaceLink, Unione dei giovani avvocati, Unione italiana sport per tutti