Napoli, tienelo a mmente chi è ‘o bbuono e chi è ‘o malamente

24 maggio 2011
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Inceneritore? No grazie.

2 novembre 2010

Il Comitato Noinceneritore di Albano ci inoltra un video relativo alla puntata di BLOB della scorsa domenica (31/10/10) sull’ INCENERITORE DI ALBANO e LA DISCARICA DI RONCIGLIANO.

LINK PER VEDERE IL VIDEO di BLOB

www.noinceneritorealbano.it


Noi eredi di Bush, quel “caro amico George”: la trappola insanguinata dell’Afghanistan

19 ottobre 2010

http://www.arcoiris.tv/

Le signore del Tea Party che minacciano Obama dovrebbero andare in gita a Kabul per capire cos’ha combinato la politica, bombe e mitraglia della destra americana. Che è anche la destra italiana: Berlusconi e Frattini ricordano come “grande Presidente” il figlio meno intelligente di Bush padre. Intanto gli alpini muoiono per “difendere la libertà del mondo libero”

Noi eredi di Bush, quel “caro amico George”: la trappola insanguinata dell’Afghanistan

18-10-2010

di Raniero La Valle

L’Afghanistan è l’ultimo – ma non ultimo – frutto avvelenato che si è lasciato dietro il fallimento del “nuovo secolo americano”: un secolo che, nella visione parossistica di Bush e della destra americana, irresponsabilmente sostenuta dai Blair e dai Berlusconi europei, avrebbe dovuto fare degli Stati Uniti il sovrano del mondo, del dollaro il metro di misura dell’universo, del sistema neoliberista l’unico regime economico e politico consentito, e degli “Stati canaglia” un deserto. Questa politica ha devastato l’economia mondiale, ha diffuso la povertà perfino tra i ricchi e reso più miserabili i poveri, ha distrutto l’Iraq, ha compromesso le prospettive di pace in Medio Oriente e ha impantanato gli eserciti occidentali in Afghanistan.

Se noi stiamo in Afghanistan a morire, ci stiamo per questo; ma non moriamo solo noi, ma anche sono morti quasi 2000 soldati della coalizione, e 40.000 afghani tra militari e civili, mentre centinaia di reduci americani ed inglesi si sono suicidati, come denuncia un appello lanciato dall’ex vescovo di Caserta mons. Nogaro. Se siamo lì in quel contagio di morte, ci stiamo non perché abbiamo fatto una scelta di valori (mettendo in campo per esempio la Costituzione italiana), ma perché, senza scelta, ci siamo messi al servizio di quell’empio disegno. Poi, quando tornano nelle bare, un vescovo militare dice a quei ragazzi uccisi che erano “profeti del bene comune, decisi a pagare di persona per ciò in cui hanno creduto e per cui hanno vissuto”, e che lo stavano facendo “nella consapevolezza di una strategia chiara e armonica”; ma non è vero, né per la coscienza di ciò che essi stavano facendo (in realtà “lavoravano”), né per la chiarezza della strategia, di cui l’unica cosa chiara è che non si sa come uscirne.

Neanche Obama lo sa; perché è più facile entrare in una guerra che uscirne. Quando ci si entra garriscono i gagliardetti e la stampa incita al rapido massacro; ma quando se ne esce si porta a casa una sconfitta, e la colpa di un’inutile strage.

Finché Obama non sa come uscirne (e ne avrebbe bisogno, per fedeltà alla sua stessa immagine), non lo sappiamo neanche noi, e non saranno certo quei giganti del pensiero che sono i nostri governanti e ministri a indicare la via. La cosa più ingegnosa pensata dal ministro La Russa è di mettere le bombe sugli aerei per impedire che saltino in aria gli automezzi a terra, che sarebbe come bombardare Palermo per impedire che ammazzino Falcone sull’autostrada di Capaci.

La guerra in Afghanistan si ammanta delle sovrastrutture ideologiche e perfino dei conforti religiosi che le Chiese sono solite offrire a tutte le guerre (fino a che non si convertano). Ma l’Afghanistan è più di una guerra: è una vendetta in forma di guerra, per lo stupro subito dall’America l’11 settembre, e non c’è mai lucidità nella vendetta. Ancora di più, l’Afghanistan è il macigno che il vecchio mondo, imperialista e violento, ha messo di traverso per impedire che si faccia strada un altro mondo di accoglienza reciproca, di corresponsabilità e di pace. È il manufatto con cui l’Occidente libero ha rimpiazzato il muro di Berlino eretto dall’Oriente malvagio, per ottenere gli stessi risultati di un mondo dominato e diviso.

Il ritiro dall’Afghanistan non è perciò solo la fine di una vendetta (che di per sé non avrebbe bisogno di nessun altra motivazione), ma è anche la condizione di un nuovo inizio, la svolta necessaria per rendere pensabile un mondo diverso, e per rendere credibile ogni altra alternativa. È chiaro ad esempio che Obama non può chiedere ad Israele di ritirarsi dai territori occupati e di dare fiducia ai palestinesi, se non si fida degli afghani e ne presidia il territorio. Coloni gli uni, coloni gli altri; buoni ad alzare muri gli uni, a stabilire barriere gli altri, pronti a demonizzare i propri nemici gli uni, a considerarli tutti terroristi gli altri.

L’Afghanistan è il simbolo di un tempo in cui non si sa più fare la guerra, e non si sa fare la pace, non si sa più dominare, e non si sa cooperare, non si sanno più dire le bugie, ma non si osa ancora dire la verità. Senza chiudere il buco nero dell’Afghanistan, l’America non potrà uscire dall’era di Bush, Obama non potrà governare, la storia resterà rattrappita; e la guerra perpetua, come modello del rapporto tra i potenti ed i deboli, non potrà avere fine: una guerra a bassa intensità, abbastanza bassa da poter essere detta “missione di pace”; almeno, finché si riesca a controllarla.

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Raniero La Valle è presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione. Ha diretto, a soli 30 anni, L’Avvenire d’Italia, il più importante giornale cattolico nel quale ha seguito e raccontato le novità e le aperture del Concilio Vaticano II. Se ne va dopo il Concilio (1967), quando inizia la normalizzazione che emargina le tendenze progressiste del cardinale Lercaro. La Valle gira il mondo per la Rai, reportages e documentari, sempre impegnato sui temi della pace: Vietnam, Cambogia, America Latina. Con Linda Bimbi scrive un libro straordinario, vita e assassinio di Marianela Garcia Villas (“Marianela e i suoi fratelli”), avvocato salvadoregno che provava a tutelare i diritti umani violati dalle squadre della morte. Prima al mondo, aveva denunciato le bombe al fosforo, regalo del governo Reagan alla dittatura militare: bruciavano i contadini che pretendevano una normale giustizia sociale. Nel 1976 La Valle entra in Parlamento come indipendente di sinistra; si occupa della riforma della legge sull’obiezione di coscienza. Altri libri “Dalla parte di Abele”, “Pacem in Terris, l’enciclica della liberazione”, “Prima che l’anno finisca”, “Agonia e vocazione dell’Occidente”. Nel 2008 ha pubblicato “Se questo è un Dio”. Promotore del “Manifesto per la sinistra cristiana” nel quale propone il rilancio della partecipazione politica e dei valori del patto costituzionale del ’48 e la critica della democrazia maggioritaria


Presidio alla Regione Lazio contro l’inceneritore

7 gennaio 2010

Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono

Da www.noinceneritorealbano.it/

La lotta contro l’ inceneritore è una lotta che non fa

spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili.

E’ una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega,

quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare

tutti/e direttamente!!!

11 GENNAIO, Presidio al “Dipartimento Territorio”

L’ appuntamento è alle 9.30 al parcheggio dietro Villa Doria, Albano Laziale, vicino ai campetti “Seven”.
Preghiamo solo chi è già sicuro di venire di contattare il coordinamento. Stiamo infatti valutando di prendere un autobus ed andare tutti insieme, al prezzo di 5 euro AeR, quindi dovremmo sapere quante persone vengono anticipatamente per prenotare.
In ogni caso, anche se venite all’ ultimo momento, i posti si troveranno comunque con le nostre macchine che mettiamo a disposizione.
Ovviamente se qualcuno vuole venire autonomamente, senza passare per Albano, ci vediamo a via del Caravaggio 99 alle ore 11.00.
Fate sapere, grazie
cerchiamo di essere in tanti quindi fate girare la voce ;D

Questa è una lotta che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!


Noinceneritorealbano

4 gennaio 2010
Cancro e bugie, dati truccati per assolvere gli inceneritori PDF Stampa E-mail
Notizie
dal sito http://www.libreidee.org

Qualcuno ha truccato dati scientifici per tentare di dimostrareinceneritore 1 che gli inceneritori sarebbero innocui. L’accusa, gravissima, è stata formulata ufficialmente il 25 novembre a Cortona, in occasione della Giornata internazionale dei medici per l’ambiente. Dalla cittadina aretina, l’International Society of Doctors for the Environment rivela che sono stati manipolati gli esiti di ricerche scientifiche, per incoraggiare le amministrazioni pubbliche ad adottare con tranquillità l’incerimento dei rifiuti: una pratica che invece è pericolosissima per la salute degli abitanti che vivono nelle vicinanze dei “termovalorizzatori”.

«I termovalorizzatori sono fabbriche di tumori, come ormai dimostrato da studi epidemiologici condotti nelle aree limitrofe agli impianti», sostengono gli ambientalisti. Per contro, i governi hanno sempre impugnato i “dati ufficiali” della comunità scientifica che, al contrario, scagionerebbero gli inceneritori da ogni accusa. Proprio questi dati sono stati ora rimessi in discussione: verità truccate, per nascondere la dura realtà dei rischi legati agli inceneritori e quindi “ammorbidire” l’opinione pubblica, non contraria ai “termovalorizzatori”.

A firmare la clamorosa denuncia è l’Isde, associzione internazionale dei medici per l’ambiente, che dal ‘90 promuove la diffusione delle conoscenze in campo medico per una maggiore protezione dell’ambiente a tutela della salute. «Alla vigilia del ventennale della sua attività – spiega Pino Cabras, direttore di “Megachip” – l’Isde ha divulgato la notizia di sostanziali manipolazioni fatte su alcuni risultati derivanti da studi scientifici sugli inceneritori».

In un comunicato emesso il 25 novembre da Cortona, l’Isde sottolinea il valore della sua rivelazione: «Possiamo affermare che sono stati modificati i risultati di studi scientifici per attestare l’innocuità degli inceneritori e supportare la scelta dell’incenerimento dei rifiuti in documenti ad uso delle amministrazioni». La rivelazione fa riferimento a un articolo comparso sui “Quaderni di Ingegneria Ambientale” del 2007, ripreso in un documento ufficiale della Regione Sicilia. [La stessa cosa è avvenuta per quel che riguarda l’autorizzazione in sede AIA dell’inceneritore d’Albano, durante la quale per attestare l’innocuità dell’impianto il dott. Perucci della ASL RME ha distorto lo stesso articolo inglese. ndr]

Nel testo si cita il lavoro di studiosi inglesi sull’incidenza degli inceneritori sui tumori in Gran Bretagna. «La conclusione degli autori – traduce il documento italiano – è che non è stata trovata alcuna evidenza di diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7.5 Km di raggio studiati ed in particolare nessun declino con la distanza dall’inceneritore per tutti i tumori». Quindi, l’inceneritore sarebbe ininfluente. «Ottima notizia», ironizza Cabras. Peccato sia completamente falsa: nel documento originale, gli studiosi inglesi hanno affermato esattamente il contrario.

Il rischio-tumori declina man mano che ci si allontana dall’inceneritore, scrive il rapporto inglese firmato dai ricercatori Elliot, Shaddick e Kleinschmidt. Una rilevazione «statisticamente significativa» in particolare «per i tumori allo stomaco, al retto-colon, al fegato e ai polmoni». Colpa delle polveri sottili rilasciate dai camini del “termovalorizzatore”, i cui filtri non riescono a trattenere le particelle cancerogene.

Nello stesso articolo, aggiunge Cabras, altri studi vengono citati in modo altrettanto scorretto: «Viene fornita un’interpretazione significativamente diversa da quanto riportato dagli autori citati. I risultati emersi sono modificati oppure citati parzialmente. Ogni modifica tende a supportare le proprie tesi circa l’assoluta innocuità della pratica di incenerimento dei rifiuti».

Una segnalazione di queste manipolazioni, sottoscritta da numerosi medici e ricercatori italiani e stranieri fra cui Dominique Belpomme e Paul Connet, è stata appena inviata al British Medical Journal, che aveva pubblicato l’articolo originale del professor Elliot. Nel suo comunicato, l’Isde Italia «stigmatizza e censura come assolutamente riprovevole il fatto che si stravolgano i risultati provenienti dalla letteratura scientifica e si forniscano ai decisori politici ed alle popolazioni informazioni erroneamente rassicuranti, in spregio a valori che dovrebbero essere a fondamento dell’opera di ogni medico, quali l’autonomia e la correttezza».

I medici ambientalisti, aggiunge Cabras, ricordano che già in passato «l’utilizzo artefatto o strumentale dei risultati di alcuni studi scientifici ha costituito l’alibi per non adottare misure di protezione della salute pubblica, determinando di fatto esposizioni indebite di lavoratori e cittadini ad agenti tossici che hanno causato gravi sofferenze per mortalità e malattie che si sarebbero potute evitare». Riconosciuta dall’Oms e dall’Onu, l’Isde si batte per promuovere una corretta informazione a tutela della salute, in relazione ai rischi provocati dall’alterazione dell’ambiente (info: www.megachip.info).


Castelli romani: la nuova terra dello scandalo dei rifiuti

13 novembre 2009

Un’area naturalistica di grandissimo fascino, con  boschi, laghi, castagneti e vigneti, abitata molto prima della fondazione di Roma, già nel XII secolo, all’epoca della guerra di Troia, è diventata il nuovo (?) bersaglio dei criminali dei rifiuti.

E’ probabile che ormai tutto il territorio italiano, senza parlare di cosa vanno a sversare in Africa le grandi navi che partono da varie parti del mondo, sia intossicato nelle modalità più disparate (uranio e rifiuti radioattivi nei mari, rifiuti ospedalieri infetti o radiottavi buttati dove capita, amianto nelle campagne, discariche per spazzature domestiche ed industriali, inceneritori (mostri letali i cui fumi sono già nei nostri polmoni), cementifici (altrettanto inquinanti; è spiacevole, ad esempio, quello che “affianca” il borgo storico di Gubbio)…

http://www.peacelink.it/ecologia/a/8770.html (fonte del 2004) :«Si tratta – si legge nel rapporto del Noe – di una montagna di sostanze, spesso tossiche e cancerogene, che vanno ad avvelenare terra, acqua e aria del nostro Paese, in particolare le regioni del Sud». Ma, avverte il comandante del Noe, generale Raffaele Vacca, «non esiste ora in Italia nessuna regione esente da questa problematica. Se nel meridione gli interessi economici legati alla gestione del ciclo dei rifiuti si esprimono con il controllo della criminalità organizzata, nel settentrione un’imprenditoria “deviata” ricerca la complicità e il sostegno delle amministrazioni locali e della burocrazia corrotta». E il rapporto segnala come lo scorso anno sia stata sequestrata in provincia di Novara una delle più grandi discariche abusive, mentre sono state smascherate vere e proprie “bande” di eco-criminali in Romagna e in Friuli, con arresti di funzionari di enti locali e Asl.”

http://www.agoravox.it/Dove-sono-finiti-i-rifiuti-tossici.html”Ci hanno raccontato che i rifiuti non ci sono più nelle strade della Campania. Ci hanno detto che era tutto finito. Un anno dopo siamo andati ad osservare e abbiamo scoperto balle piene di rifiuti urbani e rifiuti tossici galleggiare nell’acqua. Abbiamo visto la spazzatura delle discariche riversarsi nei canali e nei fiumiciattoli dei campi adiacenti.
In quei campi si coltivano l’olio, il grano e i pomodori che finiscono quotidianamente sulle tavole di milioni di italiani.
Lo smaltimento di rifiuti tossici mescolati alla spazzatura normale è stato reso possibile grazie ad un decreto legge della Presidenza del Consiglio.”

Negli anni scorsi, con punta di eccellenza a chiusura della vicenda nel periodo del Ferragosto passato, le istituzioni, forse in buona compagnia, si sono interessate di incrementare lo sfacelo causato nel tempo sul territorio dei Colli Albani, già afflitto da degrado ambientale per amianto, falde acquifere intossicate, radon, nitrati… Hanno approvato la costruzione dell’inceneritore.

http://sotto-terra-il-treno.blogspot.com/ L’inceneritore che scotta!!!

La vicenda dell’inceneritore di Albano sta assumendo, giorno dopo giorno, i contorni di uno scandalo ormai di livello nazionale.

Dopo la fine indecorosa di Marrazzo, capo dei Cerroni Boys, crolla un altro pilastro delle lobby che gestiscono l’affare dei rifiuti nel Lazio: l’imprenditore milanese Grossi è stato arrestato.

Spuntano nomi di società e di politici, tutti impegnati con Cerroni alla costruzione dell’inceneritore di Albano e alla distruzione del territorio dei Castelli Romani.

Intanto i Sindaci e i politici tutti chiedono la sospensiva dell’inceneritore, almeno fino alle prossime elezioni comunali e regionali.

In sintesi, quello di Albano è un inceneritore che scotta!!!


Ascanio Celestini ad Albano Laziale

7 ottobre 2009
Spettacolo Teatrale di Ascanio Celestini 
a sostegno della lotta contro l ‘ inceneritore di Albano.
MARTEDì 13 OTTOBRE, dalle ore 20.00, P.zza Pia, ALBANO LAZIALE

Musica, proiezioni sulla questione rifiuti, Spettacolo e dibattito
verso la manifestazione del 17 OTTOBRE ad Albano!
in allegato la locandina
www.noinceneritorealbano.it