Maurizio Pallante a Roma il 28 maggio

19 maggio 2009

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Festa della Decrescita Felice

29 aprile 2009


Il Movimento della Decrescita Felice organizza il 19-20-21 giugno 2009 a Carrega Ligure (AL) l’”MDF-FEST”: evento nazionale con tre giorni di festa, incontri, laboratori, dibattiti attorno ai temi del Movimento.

Obiettivi del “MDF-FEST”:

  • radunare per tre giorni in un unico spazio le realtà che si riconoscono e aderiscono al MDF;
  • mettere insieme i cittadini che si riconoscono o che sono incuriositi dal MDF;
  • promuovere i programmi futuri di MDF;

La gente dovrebbe andare via “diversa” da come è arrivata, con notizie in più, pratiche diverse, contatti/reti nuove.
Vi saranno artisti di vario genere, conferenze e dibattiti, laboratori decrescenti, ospiti e tante altre cose.
L’ingresso è libero.

Cosa:

  • Imparare: laboratori didattici per le scuole, i bambini e i presenti
  • Informare/ informarsi: contenuti, materiali open source, free access.
  • Fare festa: spettacoli, concerti a tema, artisti locali che animano la festa.
  • Sperimentare stili di vita: allestimento di un orto virtuoso dove sperimentare, vedere, capire.Il discorso delle scelte a Km zero, mercati di prossimità mille angoli di sperimentazione, azione, buone prassi per una decrescita felice.
  • Incontrarsi, confrontarsi: costruire luoghi di incontro su diversi temi, tavole rotonde, dibattiti, discussioni, in cui persone interessanti raccontano, incontrano, avendo la possibilità di scambiare, lasciare dei feed back, progettare stili di vita alternativi, costruire reti, progettare.

Temi:

  • Agricoltura
  • Autonomia/autoproduzione
  • Rifiuti: riuso, riciclo, uso fino in fondo
  • Risparmio energetico
  • Comprare meno. Donare/ricevere, dovere di donare, dovere di ricevere, dovere di restituire a valore maggiore
  • Cibo, alimentazione, risorse, impatto ambientale della produzione e distribuzione cibo

 

Il luogo:

Carrega Ligure si trova all’estremo sud-est del Piemonte, in montagna, facilmente raggiungibile anche con mezzi pubblici ( si arriva in treno fino ad Arquata Scrivia, poi pulman di linea per Cabella e navetta per Carrega Ligure, per i giorni della festa che si terrà su tre/quattro comuni verrà potenziato il servizio navette per poter muoversi su tutta la festa senza usare i mezzi privati.

 

Contatti:

Tutti coloro che volessero dare il proprio contributo nell’organizzazione scrivano a labfab.segreteriaATgmail.com (Gino Abrigo ed Enrico Gentina), invece chi volesse dare una mano nei giorni della festa, a titolo di volontariato, scrivano a festaATdecrescitafelice.it. Per ulteriori informazioni, varie ed eventuali, scrivere a segreteriaATdecrescitafelice.it

MDF-FEST, in collaborazione con Associazione Culturale “Laboratorio della Fabula”, socio MDF


29 aprile 2009

 

LA DECRESCITA FELICE

Un nuovo Rinascimento per il terzo millennio

 

di Giorgio Cattaneo

«La vita è bella, anche senza sviluppo. Anzi: solo rinunciando all’idea di sviluppo illimitato, la vita può essere

addirittura felice». E’ questo l’orizzonte culturale della Decrescita, l’ultima risposta alla degenerazione suicida del

recente capitalismo consumistico, sempre più fondato sull’ideologia del Pil, dottrina «economica e mitologica» divenuta

ormai «una sorta di teologia», da cui deriva la catastrofe planetaria alle porte. L’antidoto? E’ la Decrescita: un nuovo

Rinascimento, che liberi gli individui dalla schiavitù dei consumi e dalle loro nefaste conseguenze in ogni campo:

ambiente, salute, qualità della vita e dei rapporti umani.

Primo obiettivo: smascherare il falso mito dello sviluppo illimitato, fonte di tutti i nostri guai. Ma è possibile concepire

un futuro senza sviluppo? «Certo. Perché non c’è alcun progresso, nello sviluppo», afferma Maurizio Pallante, ideologo

italiano della Decrescita. «Il concetto di sviluppo illimitato è una mistificazione. In realtà, non può esistere nessuno

sviluppo sostenibile: perché lo sviluppo è di per sé il problema, non la soluzione».

Saggista e scrittore, ecologista della prima ora, allievo dell’economista Claudio Napoleoni e fondatore con Tullio Regge

del Cure, comitato per l’uso razionale dell’energia, Pallante è ora l’ispiratore in Italia del Movimento per la Decrescita

Felice, proposta culturale e sociale che punta a creare riflessione, networking, comunicazione, solidarietà informata e

consapevole. Una specie di rivoluzione culturale. «La Decrescita – sostiene Pallante – è davvero l’unica soluzione per

guarire i mali del nostro sistema, basato sul culto del prodotto interno lordo». E spiega: «La salute dell’economia viene

ancora misurata in base all’andamento del Pil, che in realtà è soltanto un indicatore del valore monetario delle merci

commercializzate». Come disse Bob Kennedy nel 1968, «il Pil misura di tutto, tranne quello che ci serve per essere

felici».

Proprio qui, alla parola “felice”, si inserisce la peculiarità italiana della Decrescita: non una nuova tendenza settaria,

magari di sapore new age, ma una vera e propria ridefinizione antropologica di priorità. «A una vita fondata sul mercato

dei beni di consumo e su un “fare” di origine industriale, finalizzato a “fare sempre di più” – afferma Pallante –

dobbiamo prepararci a sostituire un’esistenza fondata su valori autentici, e cioè sullo scambio genuino di beni d’uso; su

un “fare bene”, che innanzitutto ci dia soddisfazione e ci renda, appunto, felici».

Sembra una sottigliezza, ma non lo è. Togliendo al mercato il suo potere mitologico, ora peraltro messo in crisi dal

terremoto finanziario mondiale, e restituendo capacità e responsabilità dirette agli individui, certamente si ridurranno gli

sprechi, i consumi energetici, il business del trading e i trasporti delle merci: fatalmente, si comprimerà il Pil. Malgrado

ciò – anzi, proprio per questo – si costruirà «un orizzonte pulito, abitabile, alternativo allo scempio speculativo: l’unico

possibile orizzonte, ormai, nel quale sia ancora pensabile la sopravvivenza di questo pianeta».

Il nuovo movimento italiano guidato da Maurizio Pallante si collega per alcuni aspetti ad altre tendenze europee, come

quella rappresentata dall’economista francese Serge Latouche, autore di analisi che negli ultimi anni hanno elaborato

una severa critica nei confronti del modello occidentale basato sull’ideologia di uno sviluppo potenzialmente illimitato:

«In natura, lo sviluppo illimitato non esiste. Negli ultimi tre secoli, il mito dello sviluppo inarrestabile ha minato le

risorse del pianeta. E la situazione è ulteriormente peggiorata negli ultimi quarant’anni, con l’avvento dei prodotti “usa

e getta”, concepiti per durare il meno possibile e pronti per essere trasformati in rifiuti che è sempre più costoso,

difficile e pericoloso smaltire: pensiamo alle discariche-colabrodo o agli inceneritori, che sono fabbriche di tumori».

Ora, la crisi climatica e l’implosione economica planetaria non fanno che confermare questa diagnosi: è necessario

invertire la rotta, o la Terra non reggerà al collasso che si profila all’orizzonte. E dunque: via libera a fonti rinnovabili,

riduzione e riciclaggio dei rifiuti, contenimento dei consumi, ritorno all’agricoltura tradizionale e promozione delle

filiere corte. «Non solo: è fondamentale anche il recupero di capacità perdute, quelle che servono ad auto-produrre beni

d’uso fondamentali».

Per questo, il Mdf ha aperto l’Università del Saper Fare, network formativo che coordina corsi di

auto-produzione che in tutta Italia radunano migliaia di neo-autoproduttori. «Ognuno, nel suo piccolo, può fare molto

per ridurre costi, sprechi e inquinamento, imparando a risparmiare e condividere: fare il pane in casa può diventare

innanzitutto un piacere».

La Decrescita Felice “fai da te” è il primo passo verso un network evoluto, una società più solidale e consapevole.

Come quella che lascia intravedere l’associazione dei Comuni Virtuosi, che promuove progetti esemplari: grazie ai

quali si migliora la qualità dei servizi in tutti i campi (energia, rifiuti) salvaguardando l’ambiente e pesando meno sul

bilancio economico delle comunità. «E’ un processo complesso, una riconversione globale che richiede tempo –

aggiunge Pallante – ma, proprio per questo, l’azione dei singoli può contribuire moltissimo ad accelerare i tempi,

inducendo la politica a compiere finalmente le scelte giuste».

Da sempre sostenitore delle “tecnologie di armonia” al servizio dell’ambiente e grande fautore di ogni forma di

prevenzione (il risparmio su tutto: meno costi, meno rifiuti, meno dispendio energetico, meno inquinamento), Pallante

sintetizza in modo poetico il suo ideale di Decrescita Felice: «In fondo, si tratta si recuperare l’antico sapere dei nonni:

il falso progresso l’ha scartato come obsoleto, ora invece ne sentiamo la mancanza». Un sapere che deriva da uno stile

di vita sobrio, a diretto contatto coi mezzi di produzione dei beni essenziali. «E’ un po’ la filosofia dei monaci

medievali, che erano innanzitutto auto-produttori comunitari e contemplatori del loro lavoro», come spiega lo stesso

Pallante ne “I monasteri del terzo millennio” (“Ricchezza ecologica”, ManifestoLibri). «Nel loro motto, “ora et labora”,

il riferimento spirituale viene prima di quello materiale: un suggerimento che, a distanza di secoli, vale la pena

rivalutare».

Decrescita Felice, dunque. «Per ricreare socialità, riscoprire valori essenziali, ridurre le dipendenze, gli sprechi e i costi

ambientali. E migliorare la qualità della vita». Una rivoluzione culturale, ispirata dal bisogno di un nuovo umanesimo.

«Dobbiamo riappropriarci della nostra esistenza, dei nostri ritmi vitali e del destino della Terra. Ci servono nuovi

strumenti pratici, nuove consapevolezze, nuovi saperi». L’obiettivo? «Essere felici, partecipi. Aderendo alla Decrescita,

ognuno sa di poter cominciare a fare finalmente qualcosa di concreto, da subito, senza attendere i tempi eterni delle

strategie globali».

Non è poco, in un mondo che si pretende costituito di soli numeri, di masse inerti e rassegnate di tele-consumatori dove

gli individui non contano niente. Maurizio Pallante e la sua Decrescita Felice fanno mostra di ottimismo: «E’ ormai

evidente a tutti che un’epoca di errori disastrosi si è conclusa. Ora è tempo di riprendere per mano il nostro futuro, con

fiducia: insieme, malgrado tutto, possiamo farcela».

Per informazioni:

Decrescita Felice: http://www.decrescitafelice.it

Università del Saper Fare in costruzione il sito (http://www.unisf.it) segreteria@unisf.it – 331/7088697


22 aprile, il giorno della Terra

22 aprile 2009

Il giorno della Terra 2009, il 22 aprile, contrassegnerà l’inizio della Grenn Generation Campaign TM http://www.earthday.net/greengeneration.

Con le trattative per un nuovo accordo globale sul clima, il giorno della Terra 2009 deve essere un giorno di azione e di partecipazione civica, per difendere i principi del centro del GenerationTM verde: Famiglia con i mulini a vento: Energia rinnovabile per le generazioni future.

  • Un futuro carbon-free basato su energia rinnovabile che concluderà la nostra dipendenza comune dai combustibili fossili, compreso il carbone.
  • Un impegno individuale a un consumo responsabile e sostenibile.
  • Creazione di una nuova economia verde che solleva la gente dalla povertà creando milioni di impieghi di verde di qualità e trasforma il sistema educativo globale in verde.

A Roma concerto in Piazza del Popolo con Ben Harper, Subsonica, Bibi Tanga & the Selenites e Nneka.


Video Latouche- Fazio

16 marzo 2009

 

 http://www.chetempochefa.rai.it/TE_videoteca/1,10916,1096502,00.html


Serge Latouche da Fazio

14 marzo 2009

Domenica 15 marzo il Prof. Serge Latouche ospite nella trasmissione di Rai Tre “Che tempo che fa”.

 Qui il VIDEO  http://www.chetempochefa.rai.it/TE_videoteca/1,10916,1096502,00.html

Siamo sicuri che il nostro stile di vita, occidentale, sia l’unico possibile? Una vita basata sulla quantità di cose possedute, sull’acquisto compulsivo, sullo shopping consolatorio, sul volere tutto e subito, anche quando il portafogli è vuoto (tanto ci sono i prestiti, le rate…), sull’apparire, sull’edonismo, sul disinteresse per le conseguenze delle nostre azioni, sulla superficialità e sull’indifferenza verso chiunque, sui pomeriggi annoiati in cerca di cosa fare (o meglio, di dove andare a spendere) a zonzo per centri commerciali…, questa vita è l’unica possibile e desiderabile?

Siamo sicuri che il nostro benessere sia autentico?  Siamo felici? Il sistema economico è capace da solo di trovare sempre il punto di equilibrio, l’ottimo desiderato sia da chi offre che da chi domanda?

E’ possibile non cadere nella trappola di banche e multinazionali, che si arricchiscono sulla nostra pelle e depredano il pianeta delle sue ricchezze naturali, fino quasi a portarci ad un punto di non ritorno, dove sarà esaurita la capacità della Terra di rigenerare le sue risorse?    

                                                                                                                                                      L’attività umana non deve produrre un livello d’inquinamento superiore alle capacità di rigenerazione della biosfera.

Siamo, si dice, nell’epoca del benessere; ma a ben vedere il rapporto tra il reddito del più povero e del più ricco fino a 100 anni fa era di 1 a 3, oggi è di 1 a 80. “L’accumulazione non è possibile senza una grande disuguaglianza dei redditi.(…) Lo sviluppo e la mondializzazione sono macchine per affamare i popoli. Prima degli anni settanta, in Africa le popolazioni erano “povere” rispetto ai criteri occidentali, nel senso che disponevano di pochi beni manufatti, ma nessuno, in tempi normali, moriva di fame”.

Il nostro modo di vita non è l’unico esistito da quando l’uomo è apparso sulla Terra. E’ solo l’ultimo in ordine di tempo ed è tale dall’industrializzazione ad oggi.

Esiste un’alternativa e la crisi economica la impone.

Esistono alternative razionali e fattibili all’attuale modello di “sviluppo”.

Innanzitutto bisogna decolonizzare l’immaginario ed aprirsi alla possibilità di pensare e sperare in stili di vita diversi , conviviali, solidali, sereni e felici.

Serge Latouche è Professore emerito Dell’Univerisità Paris XI, economista, filosofo, antropologo.

http://www.decrescitafelice.it/?p=66


Pallante e Latouche a Roma

23 febbraio 2009

26 Febbraio 9.30 – Incontro : Convegno: La strategia della lumaca – Per una societa’ della misura: idee pratiche di un altro sapere ed un altro saper fare – Roma. (con Maurizio Pallante, Serge Latouche e Piero Bevilacqua) – Palazzo Valentini- via IV Novembre,119 – Roma. Organizzato dall’Associazione Ambientalista Neworld e dall’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma.

LA STRATEGIA DELLA LUMACA & BIDECEINGE

Lumaca

LA STRATEGIA DELLA LUMACA. Per una società della misura: idee pratiche di un altro sapere ed un altro saper fare:
 
CONVEGNO SUI TEMI DELLA DECRESCITA, RISPETTO DELL’AMBIENTE E RIDUZIONE DEI CONSUMI

giovedì 26 febbraio 2009


presso Palazzo Valentini
ore 9,30 – 13,30 Sala Di Liegro
ore 15.00-19.00 Aula del Consiglio Provinciale

 
Il Convegno è realizzato dall’Assessorato alle politiche culturali della Provincia di Roma in collaborazione con l’Associazione Neworld. Il convegno si propone di avviare una riflessione intorno alla teoria economica della decrescita che ha già ispirato esperienze e buone pratiche in diversi Paesi sui temi  dello sviluppo, la qualità della vita, nuovi stili di vita.
Al Convegno interverranno alcuni tra i più attivi ed importanti esperti internazionali insieme ai rappresentanti di organizzazioni che hanno già posto in essere esperienze pratiche in vari campi: Serge Latouche, Professore emerito dell’Università XI Paris-sud, teorico di riferimento del pensiero della decrescita; il Prof. Piero Bevilacqua, ordinario di Storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, esperto di storia dell’ambiente e delle culture rurali; Maurizio Pallante, ispiratore del movimento italiano per la decrescita felice, saggista, già esperto di energia e di tecnologie ambientali.

Le esperienze pratiche saranno illustrate da rappresentanti della “Cooperativa MAG Roma”, microcredito per una finanza autogestita e solidale; “La città dell’altra economia”, spazio di aggregazione di esperienze varie, dal commercio equosolidale alla ristorazione bio, al riuso e riciclo; “Palocco per Kyoto”, associazione di residenti che hanno dato vita ad un progetto di cambiamento di stile di vita per un borgo sostenibile (tetti per solare fotovoltaico e termico, gruppo d’acquisto solidale, riduzione dei consumi); Equorete network di organizzazioni e soggetti per una ecologia sociale; Ente Parco regionale dei Monti Lucretili con esperienze su campi della decrescita; L’associazione “Casa del cibo” che opera nel campo della ricucitura dei rapporti tra agricoltura, città e cibo.
Al convegno è collegata la mostra di eco-arte BIDECEINGE Pittura, scultura, fotografia, istallazioni, art-action, ospitata dal 24 febbraio all’8 marzopresso ISA – Istituto Superiore Antincendi – via del Commercio 13 – Roma
 
 
BIDECEINGE – mostra di eco-arte – pittura, scultura, arte digitale, performance

24 febbraio/8 marzo 2009

Dettaglio degli interventi:

Mattina (9,30-13,30 – Sala Di Liegro)
Cecilia D’Elia – Assessore alle Politiche culturali della Provincia di Roma
-Luigi Straffi – presidente Associazione NeworldUn convegno sulla società della misura ed una mostra di ecoarte
-Serge Latouche – Professore emerito Università XI Paris-sud Crisi e decrescita
Riccardo Troisi – presidente del Consorzio Città dell’Altra Economia.Esperienze solidali per una nuova economia di giustizia
-Piero Bevilacqua – Ordinario di Storia contemporanea Università La Sapienza di Roma Il benessere collettivo che può salvare l’ambiente e cambiare la politica
-Silvano Falocco – A.D. Soc.Ecosistemi.Le Istituzioni e gli attori per una economia leggera
-Denise Lancia – presidente Associazione Palocco per Kyoto “Palocco, un borgo sostenibile”
 
Dibattito con il pubblico
 
 
ore 13,30 pausa buffet biologico


Pomeriggio (15,00-19,00 Sala del Consiglio)
 
-Pina Maturano – presidente del Consiglio della Provincia di Roma porta un saluto
-Enrico Fontana – Consigliere Regione LazioLa politica della convenienza: valori, linguaggi, strumenti di un cambiamento desiderabile
-Maurizio Pallante – fondatore del movimento per la decrescita felice Il programma politico della decrescita
-Erika Lombardi – MAG Roma cooperativaLa finanza autogestita: le MAG per il microcredito
-Giada Saint Amour Di Chanaz – Associazione La Casa del cibo Agricoltura, cibo e città: Come agire per restituire ai cittadini una catena alimentare ecologica?
-Paolo Piacentini – presidente Ente Parco Monti LucretiliEsperienze di decrescita in un Parco naturale regionale
-Serge Latouche – intervento conclusivo
 
Dibattito con il pubblico.