Fare lo yogurt in casa

21 luglio 2009

Da un po’ di tempo produco yogurt in casa con ottimi risultati. Il 17 luglio ho condiviso questa esperienza con altre persone; ecco una sintesi della serata:

Autoproduzione di yogurt: vantaggi per la salute e non solo.

1) Ingredienti

Per produrre yogurt occorrono latte e batteri (liofilizzati o non).

– Batteri
Lo yogurt si ottiene grazie all’azione di lattobacilli (Lactobacillus bulgaricus e lactobacillus yogurti) e di streptococchi (streptococcco termophilus), sono i fermenti lattici vivi, che si possono comprare in farmacia.
Sono organismi viventi che si cibano di alcune componenti del latte (principalmente il lattosio, che è uno zucchero) trasformandole in acido lattico. L’acido lattico (e l’ambiente acido in generale) riduce la formazione di agenti dannosi per l’organismo. Troppo acido lattico renderebbe disgustoso lo yogurt.

I fermenti continuano a vivere finché hanno di che nutrirsi. La loro attività (la velocità con la quale operano) dipende principalmente dalla quantità di cibo e gas disciolti nel latte  e dalla temperatura (più scende e meno sono attivi).

2) Strumenti

  1. Vaso di vetro della capacità di circa un litro, con tappo
  2. Panno  di lana (sciarpa o altro)
  3. Bollilatte

3) Dosi:

–         1 bustina di fermenti liofilizzati

–         1 litro di latte intero (o mezzo litro per farlo più denso)

4) Procedimento:

Sciogliere  una bustina di fermenti liofilizzati nel vaso di vetro ben pulito con poco latte tiepido della temperatura di 37-42°C (non occorre il termometro, la temperatura del nostro dito va bene), aggiungere il resto del latte. Non tappare, ma coprire solo con un tovagliolo di carta e avvolgere interamente nel panno di lana, per mantenere la temperatura costante.

Riporre in posto della casa non freddo, magari non lontano dai fornelli e non su superfici che vibrano.

5) Tempi

Dopo 8-12 ore lo yogurt è pronto, denso e dolce. Se si allungano i tempi diventa acido e si forma del siero giallo in superficie (che si può asportare o non, prima di consumarlo).

6) Conservazione e riproduzione

Si può conservare questo yogurt per 5 o 6 giorni in frigorifero. Preparare la dose successiva con qualche cucchiaiata di questo primo preparato e così via finché quello nuovo non inizia a venire molto liquido e acquoso: allora vuol dire che è ora di rinnovare e ripartire coi fermenti liofilizzati o con un vasetto di yogurt del supermercato( i cui fermenti possono essere già morti). Si riesce a riprodurlo dalla bustina iniziale circa 20-30 volte.

Vantaggi economici per il singolo

Lo yogurt fatto in casa costa il prezzo del latte, 1,20 € al litro più quello (una tantum della bustina) o del vasetto di yogurt industriale (da evitare, in quanto i fermenti potrebbero essere non più vivi e improduttivi).

Una scatola di 4 bustine costa 5 € (1,25 € a bustina) e può durare diversi mesi.

Lo yogurt industriale costa circa 4 € al litro.

Vantaggi per la salute

Il Lactobacillus delbrueckii, specie Bulgaricus, promuove l’acidificazione dell’intestino tenue, contribuendo così a creare un ambiente inospitale per i batteri patogeni;produce inoltre un antibiotico naturale; grazie alla sua capacità di scomporre adeguatamente il lattosio, risulta di grande aiuto per i soggetti affetti da intolleranza al lattosio.”Da http://protonutrizione.blogosfere.it/2007/05/lactobacillus-b.html.

Inoltre, consente: la ricolonizzazione del tratto intestinale, la prevenzione delle malattie allergiche, l’assorbimento di vitamine, la prevenzione di malattie tumorali.http://www.aldozecca.net/alimentazione/i_fermenti_lattici_e_gli_al.htm

Lo yogurt fatto in casa è più salutare in quanto i fermenti sono sicuramente vivi ed attivi.

Vantaggi per la società e l’intera economia (vedi anche Maurizio Pallante).

L’autoproduzione in genere dei beni alimentari, di vestiti… è un potente mezzo per contrastare l’egemonia del mercato, le imposizioni della grande distribuzione, gli abusi da questi soggetti perpretati anche a danno della salute del consumatore (quante sostanze tossiche ci sono negli alimenti sugli scaffali?).

Facendo lo yogurt in casa, o marmellate, conserve… ,cucinando molto, azzerando l’acquisto di cibi confezionati, specie se precotti, si combattono le aziende che mirano alla vendita di grandi quantità di merci (pensiamo ai polli in batteria che da pulcini diventano grandi in 37 giorni, mentre occorrerebbero 4-5 mesi o a quegli avicoltori che producono 200.000 uova al giorno) a discapito della qualità. Queste aziende non si curano dei bisogni dei cittadini (da esse chiamati consumatori, con la speranza che consumino il più possibile per aumentare i profitti). Sui testi universitari e scolastici il Marketing è definito come la disciplina che studia i bisogni dei consumatori per offrire loro proprio ciò che desiderano. E’ così? O forse studia come creare bisogni indotti?

Facendo lo yogurt in casa io mi sottraggo all’egemonia del mercato, allo strapotere della grande distribuzione, e fuggo dall’acquisto di merci messe sugli scaffali da altri, secondo le logiche ed i gusti di altri, secondo i tempi ed i modi di altri.

Rifiuto il CONSUMISMO ( alla base dei disvalori e dei disordini psicolgici dei giovani) ED IL CAPITALISMO.

Inoltre, produco RIFIUTI ZERO…

faccio calare la domanda di plastica (leggi petrolio) per i vasetti, quella di carta per gli imballaggi…

mangio un alimento a KM ZERO…

conservo le tradizioni

l’uso della manualità…

AGGIORNAMENTI SU https://energiapulita1.wordpress.com/2010/10/10/yogurt-in-casa-aggiornamenti/