Caro Profumo, portiamo un po’ di Calamandrei a scuola

15 dicembre 2011
Di Franco Labella

13 dicembre 2011

Avevo consigliato, nell’ultimo pezzo della rubrica (v. Profumo di scuola precedente), al Ministro Profumo di attivare, in tutte le scuole, l’insegnamento che non c’è , “Cittadinanza e Costituzione”.
Il consiglio era dato, come avevo scritto, anche per non far rivoltare più Piero Calamandrei nella tomba. Nessuno ha il monopolio o il copyright delle idee e perciò so bene di non poter essere il solo a citare Calamandrei. Magari quello del discorso al Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale su come si può distruggere la scuola pubblica.

Un discorso profetico, del 1950, che a rileggerlo oggi mette i brividi perché descrive con sessant’anni d’anticipo la strategia della destra berlusconiana attuata dalla giovane ex-Ministro Gelmini. E’ chiaro che nessuno ha il copyright di Calamandrei ma, certamente, egli non può essere un punto di riferimento di chi la scuola pubblica statale l’ha affossata. Di chi ha fatto finta di mettere la Costituzione al centro dell’attenzione degli studenti italiani ed inscenato una farsa (v. Spicchi d’aglio) chiamando, ahimè, proprio “Cittadinanza e Costituzione” la disciplina che non c’è nelle pagelle. In modo tale che la Carta restasse, contro le previsioni e contro gli auspici proprio di Calamandrei nel discorso del 1955 all’Umanitaria di Milano, un pezzo di carta. Ma, come al solito, mi sbagliavo. Perché la ex-maggioranza della Brambilla e della Gelmini, ha inventiva e creatività, senso della posizione e anche, come si dice a Roma? … de tolla?

Come è successo con Michela la Rossa, l’ex-Ministro del Turismo del Governo Berlusconi, Michela Brambilla. Che Calamandrei, evidentemente, lo ama e lo cita. Sì, proprio lei. Del resto, forse, Michela la Rossa non è tale per la chioma ramata ma perché, in fondo, è “comunista” pure lei. Insomma Michela, sdegnata per aver appreso di un brindisi in una classe di Merate, docenti compresi, per festeggiare la caduta del Governo Berlusconi, rivolge una interrogazione al Ministro Profumo. Questo è il passo in cui la Brambilla cita Calamandrei :“la scuola pubblica, nella realizzazione del sistema di valori costituzionali di democrazia e libertà, ha un ruolo fondamentale; come ha ricordato Piero Calamandrei: «la scuola è il complemento necessario del suffragio universale. Ha proprio questo carattere di alto senso politico, perché solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali». E per dirla con Guccini: vabbè l’ammetto che mi son sbagliato e accetto il crucifige e così sia. Pure a Michela la Rossa, collega di governo della Gelmini, piace Calamadrei e lo cita pure (LEGGI QUI). Ma mentre stavo contrito a pensare che non capisco nulla della destra berlusconiana arriva l’ancora della salvezza.

Non mi sono rimbecillito anche se mi toccherà arrivare tardissimo alla pensione e chissà se ci arriverò insegnando ancora a studiare la Costituzione, quella di Calamandrei. Perché la Michela supera se stessa e chiude così l’interrogazione parlamentare: “se il Governo non ritenga necessario valorizzare, con un apposito e specifico programma, l’insegnamento nelle scuole della materia dell’educazione civica al fine di scongiurare qualunque allentamento della tensione ideale sui temi della difesa della democrazia e della libertà che sono alla base della Carta costituzionale”. E ma allora dillo che sei Rossa, “comunista” proprio e pure antiGelmini. Perché è stata la tua collega scrittrice di favole ad aver eliminato lo studio del Diritto costituzionale nelle scuole superiori ed a non aver attivato proprio l’insegnamento che adesso chiedi al Ministro Profumo. Caro Ministro Profumo stavolta non ha alibi: se “Cittadinanza e Costituzione” lo chiede pure Michela la Rossa non può più esimersi.

La richiesta è bipartisan e quindi in linea con i principi ispiratori del Governo di cui fa parte. Per favore provveda in tempo. Anche perché se no, fra un po’, si ritrova perfino la Gelmini a chiederlo e magari non lo scrive in una favola ma pure lei in una più concreta interrogazione parlamentare. Faccia presto signor Ministro. Per Calamandrei ed anche per noi che lo leggiamo e lo citiamo da ben prima della Brambilla. Ché altrimenti, a furia di brindare come a Merate, finiremo ubriachi. Di Costituzione.

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Scuola- Le nuove materie? Esistevano già, ma andavano eliminate…

30 agosto 2011

 

 

 

 

 

http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2011/8/27/LABELLA/203110/

Il Prof. Franco Labella, presidente del Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto ed Economia, offre alcune acute osservazioni sulle sterili discussioni che si svolgono all’interno del Ministero dell’Istruzione, che si avvale spesso di opinabili consulenze di esperti in materia didattica e pedagogica.

In Italia si studia troppo? Le materie sono troppe (ma non state tagliate ed eliminate) ? I ragazzi si stancano? Ma allora diciamolo: chiudiamole tutte queste scuole!


La scuola che piace a Berlusconi

21 maggio 2011

Prof senza stipendio, gli studenti
lo anticipano con i soldi delle gite

La vicenda al liceo Modigliani di Giussano, in Brianza, dove dieci docenti precari sono senza paga
da tre mesi. I ragazzi hanno deciso di sostenerli con 10mila euro dal fondo volontario delle famiglie

di GABRIELE CEREDA da Repubblica

Gli studenti pagano lo stipendio ai professori precari. Nominati come supplenti, senza busta paga da tre mesi, dieci docenti del liceo artistico Modigliani di Giussano, in provincia di Monza, hanno trovato la solidarietà degli alunni. Sostenuti anche dal preside, Cesare Ferrari, i ragazzi hanno impiegato poco a prendere la decisione. «Una situazione imbarazzante, non potevamo restare con le mani in mano», spiega Lorenzo Zucchinali, rappresentate degli alunni.

I soldi, 10mila euro, giusto il necessario per anticipare una mensilità a ciascun insegnante, sono stati presi dal fondo volontario che ogni famiglia versa nelle casse della scuola a inizio anno. Soldi che di solito servono per pagare i corsi di recupero, cancelleria o gite agli studenti in difficoltà economica. «Siamo al paradosso — rimarca Mirko Scaccabarozzi, di Cisl scuola — gli studenti sono costretti a pagarsi il percorso di formazione. È il risultato delle politiche dei tagli sul mondo dell’istruzione».

«Si tratta di un’iniziativa concordata tra noi e i ragazzi — dice il dirigente scolastico — Era una situazione che non poteva più protrarsi. Abbiamo deciso di anticipare gli stipendi e comunicato la decisione al ministero dell’Istruzione, ma sappiamo che difficilmente ci verranno restituiti». La scuola vanta già 270mila euro di crediti verso il ministero. Gli alunni di via Caimi sono contenti: «Dopo una vita passata a studiare, i nostri docenti si ritrovano tra le mani un lavoro precario e da marzo sono rimasti senza stipendio. Ci meritiamo tutti qualcosa di meglio, speriamo che la nostra decisione serva a risvegliare l’attenzione sulla scuola».


LA PROTESTA Scuole, scrutini bloccati così i prof contestano i tagli

12 giugno 2010

Oggi ultimo giorno di lezione. Ma la protesta dei docenti prosegue anche lunedì e martedì. Stop alle valutazioni finali in 4mila classi delle superiori

di SALVO INTRAVAIA

Scuole, scrutini bloccati così i prof contestano i tagli

ROMA – Centinaia di scrutini deserti anche ieri in Puglia, Marche, Veneto, Umbria e Sardegna. E oggi si replica. Per fare saltare una riunione basta l’assenza di un solo professore e lo sciopero di Cobas e precari per denunciare i tagli a stipendi e organici scolastici sta avendo un successo inaspettato. Oltre 40 mila posti di lavoro in meno e una pesante decurtazione salariale hanno indotto molti docenti, amministrativi, tecnici e personale ausiliario a incrociare le braccia. “È andata molto bene e siamo soltanto al primo tempo: la maggior parte sciopererà lunedì e martedì”, spiega Piero Bernocchi, leader dei Cobas. Secondo le rilevazioni del sindacato, lunedì e martedì in Emilia-Romagna sono stati bloccati gli scrutini in più di una classe su cinque. Buona anche l’adesione ieri in Veneto (12 per cento) e in Sardegna (26 per cento). “Complessivamente sono almeno 4 mila – afferma Bernocchi – le classi delle superiori dove non è stato possibile tenere gli scrutini”.

A rischio le prove d´esame: quella nazionale per gli alunni delle medie e la maturità

L’iniziativa proseguirà lunedì e martedì in Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio. Liguria, Lombardia, Molise, Friuli Venezia-Giulia, Piemonte, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta e provincia di Bolzano. E, a questo punto, che possa essere intralciata la prova nazionale Invalsi del 17 giugno per gli allievi di terza media o l’esame di maturità, al via il 22 giugno con il compito di Italiano, è un’ipotesi tutt’altro che remota. “Dopo le nostre diffide – spiega il leader del sindacato di base – la maggior parte dei presidi, per non ostacolare l’effetto della protesta, ha convocato le riunioni dopo la fine delle lezioni, e non prima. Nelle classi dove non si sono potuti svolgere gli scrutini occorrerà ripeterli”,. In 12 regioni italiane le lezioni si chiudono oggi e solo dopo sarà possibile iniziare gli scrutini: lo sciopero potrebbe far slittare tutto in avanti. Complessivamente – tra elementari, medie e superiori – le classi da scrutinare quest’anno sono oltre 207 mila.

Intanto, con un fronte sindacale spaccato e con i leader che litigano, nel Paese la protesta contro i tagli prende anche altre forme. A Milano duecento tra insegnanti, genitori e studenti hanno improvvisato un “flash mob” in piazza Duomo. A Firenze, piazza Santissima Annunziata è stata trasformata in un’aula con tanto di banchi, cattedra e lavagna. A Torino, l’altro ieri è cominciata l’occupazione dell’ex istituto magistrale Regina Margherita da parte dei docenti. Mentre ieri a Cagliari si è svolto un sit-in di protesta davanti i locali dell’Ufficio scolastico regionale. I più colpiti dai tagli imposti da Tremonti saranno i soggetti più deboli, i docenti non di ruolo. Con la scomparsa di 40 mila posti già dal mese di settembre si troveranno in difficoltà 15 mila precari: i pensionamenti, appena 30 mila, indorano soltanto la pillola. E con la manovra da 25 miliardi varata pochi giorni fa il governo “mette le mani nelle tasche degli insegnanti”, dicono i sindacati.

Tre gli effetti sugli stipendi di prof, maestri e personale non docente: niente rinnovo del contratto, blocco degli automatismi stipendiali e pesanti ripercussioni sulle pensioni. È la stessa relazione tecnica allegata alla legge di conversione del decreto che chiarisce i termini della questione. Il blocco degli scatti automatici (ogni 6 anni) peserà per quasi 19 miliardi di euro e produrrà effetti fino al 2048. Ogni addetto alla scuola, docente e no, perderà dal 2011 a fine carriera dai 29 mila ai 42 mila euro che non potrà più recuperare e avrà una pensione più “leggera”. Oggi, supportata dagli studenti, sarà in piazza a Roma con due cortei la Flc Cgil. Lunedì 15, Cisl scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda degli insegnanti manifesteranno sempre nella capitale e il 25 giugno sarà la volta dello sciopero generale indetto dalla Cgil. 

12 giugno 2010


La riforma indigesta

5 maggio 2010

Spicchi d’aglio di Franco Labella

da L’unità

SPICCHI FRESCHI
Maestra di vita (ma non per tutti). La settimana scorsa, in sole 48 ore, si son capite tante cose del riordino gelminiano delle superiori. Si è capito, ad esempio, perché la Storia andava unificata con la Geografia o perché il Diritto doveva essere eliminato. Un ex-ministro settentrionale, Luca Zaia, ora neoeletto Governatore del Veneto, dimostrando di avere una solida preparazione in Storia, Geografia e Storia Costituzionale Italiana, ha paragonato i partigiani italiani dell’ANPI ai Vietcong nordvietnamiti confondendo però questi ultimi con i soldati giapponesi che nella giungla ignoravano la fine della guerra.

Quante storie, avrà commentato il leghista veneto, tanto Vietnam e Cina sempre Asia è…. Due giorni dopo, Edmondo Cirielli, presidente della Provincia di Salerno del Pdl ha rincarato la dose e riscritto pure lui la Storia: la Liberazione, secondo il maggiore dei carabinieri in aspettativa, è stata merito esclusivo degli Americani.

Corsi di recupero per entrambi ed un invito al ministro Gelmini: istituisca una nuova disciplina obbligatoria, Cittadinanza e Costituzione, ma stavolta non per finta come accaduto finora. E che sia obbligatoria al Nord come al Sud, perché come insegna la vicenda raccontata, l’Unità d’Italia di chi ignora o confonde esiste ancora oggi.

Omonimie Il 4 giugno, a Trento, nell’ambito del Festival dell’Economia, si svolgerà un dibattito sul tema “L’educazione economica a scuola: riflessioni dopo la riforma e dopo la crisi “ .Tra i partecipanti al dibattito tal Max Bruschi. Ma non può essere lui, sarà un omonimo o un sosia. Quello vero, infatti, il consigliere politico del ministro Gelmini, sulla questione educazione economica nelle scuole superiori italiane ha le idee chiare: “Riguardo a Economia e Diritto, dovendo fare delle scelte, no, non ritengo siano materie fondamentali per l’educazione alla cittadinanza e alla legalità”. E difatti l’Economia è sparita dalle scuole superiori italiane come il Diritto.

Un mio conterraneo di qualche secolo fa, Orazio, scrisse in Odi, III, 30 : “ Exegi monumentum aere perennius” Ho eretto un monumento più durevole del bronzo. Lui di bronzo aveva il monumento…..
(Spicchi selezionati da Maristella Iervasi)


SCUOLE PUBBLICHE SENZA SOLDI

29 aprile 2010

Liceo senza soldi, tutti bocciati
Roma, non può finanziare corsi recupero

DA TgCom e Repubblica

Le casse piangono e un liceo romano non sa come far fronte alle spese per i corsi di recupero. La scuola della Capitale si è trovata senza i fondi per le lezioni destinate agli alunni che, a fine anno, non avranno raggiunto la sufficienza in tutte le materie. “Le possibilità – spiega Antonio Panaccione, preside del liceo scientifico Keplero – sono due, entrambe assurde: bocciare tutti o regalare tantissimi sei politici”.

Il preside ha lanciato l’allarme in una lettera aperta al ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. “La rigorosità di preparazione scolastica complessiva richiesta dalle nuove norme cozza fragorosamente con la drammatica realtà di scuole senza soldi e sostegno per sopravvivere” ha scritto Panaccione. La situazione nella scuola romana potrebbe degenerare a giugno. “Ci troveremo – continua il preside – di fronte al tradizionale alto numero di alunni che non avranno raggiunto la sufficienza in ogni materia e i Consigli di Classe avranno allora solamente due possibilità: bocciare tutti o regalare tantissimi ‘sei politici’, soluzioni che distruggerebbero la credibilità della scuola, portando così nuova linfa alle scuole private”.

Secondo il preside del Keplero, l’unica soluzione è reistituire quei finanziamenti “previsti dal decreto ministeriale n. 80 del 3 ottobre 2007 (art. 10 sul capitolo 1287) già elargiti nel 2008 e 2009, ora invece eliminati o peggio girati alle scuole private”. Il Keplero era già balzato sulle prime pagine dei giornali nei mesi scorsi per essere stato il primo istituto a Roma ad aver installato i distributori automatici di profilattici.


Riforma delle Superiori

25 marzo 2010

di Franco Labella

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Spicchi d’aglio: la politica scolastica e il ministro Gelmini.
Perchè l’aglio? Insaporisce i cibi, ha anche proprietà curative ma può risultare leggermente indigesto: proprio come la controriforma del duo-Tremonti-Gelmini. Il professor Franco Labella è un insegnante di Diritto ed Economia in un liceo linguistico di Napoli. Contro riordino gelminiano e l’eliminazione del Diritto dalle scuole superiori italiane, il prof  un anno fa, un appello in rete a cui hanno aderito oltre 2.000 persone e che è stato firmato, tra gli altri, da docenti universitari come i professori Stefano Ceccanti, Alessandro Pace e Stefano Rodotà, artisti dal forte impegno civile come Moni Ovadia ed esponenti della società civile impegnati nella difesa della legalità e nella lotta alla criminalità organizzata come Rita Borsellino, Don Tonino Palmese e Giovanni Impastato. Inoltre, nel marzo del 2009 Labella ha fondato il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia, che raccoglie oltre 150 docenti di 17 regioni e di cui è attualmente è il Coordinatore nazionale. Gli Spicchi, però, sono opera del solo prof. Labella e non coinvolgono il Coordinamento nazionale.

Bolzano rinvia
Questa provincia autonoma ha deciso di rinviare al 2011 l’avvio del riordino delle scuole superiori. Probabilmente si farà un “decreto interpretativo” che chiarisca alla Provincia di Bolzano che, nonostante i suoi poteri, non è possibile rinviare e, soprattutto, farlo sapere all’opinione pubblica prima della data di svolgimento delle elezioni regionali. Hai visto mai che qualche altra Regione si faccia tentare, visti la confusione ed i ritardi di provvedimenti anche importanti come le Indicazioni nazionali (i programmi) o il riordino delle classi di concorso e chieda pure essa il rinvio…..

L’educazione alla legalità senza le leggi Per giustificare la eliminazione dello studio del Diritto nelle scuole superiori italiane la Gelmini per bocca del suo consigliere politico dott. Bruschi che lo ha scritto nei Forum di Ansas-Indire, ne ha decretato la scarsa importanza ai fini della Educazione alla legalità e alla cittadinanza. Lo stesso autore del paradosso della educazione alla legalità senza le leggi, che è pure presidente della cabina di regia dei licei, sembra non gradire molto gli ostacoli al riordino delle scuole superiori che potrebbero venire dai Piani di dimensionamento delle Regioni. Dopo l’educazione alla legalità senza le leggi gradirebbe anche dei Piani di offerta formativa e di dimensionamento delle Regioni senza i Regolamenti, non ancora pubblicati in Gazzetta Ufficiale e ,perciò, inesistenti dal punto di vista giuridico.

Il Clil, novità europea Il Ministro Gelmini, in tv, ha segnalato come epocale l’introduzione, nel solo ultimo anno delle scuole superiori, di una disciplina in lingua straniera: CLIL si chiama ….Sigla mirabile che già appassiona gli addetti ai lavori con un interrogativo altrettanto epocale: saranno i prof. di inglese ad imparare la filosofia o viceversa i prof. di filosofia a frequentare i corsi accelerati e brevi di inglese come è già avvenuto con le maestre uniche?

E’ tutta un’altra musica Non sono ancora nati i Licei Musicali ma già sorgono dubbi sulla possibilità di farli nascere attraverso le convenzioni con i Conservatori ma senza oneri per le istituzioni. C’è chi propone di boicottare le convenzioni anche in considerazione del fatto che 40 sezioni in tutta Italia significano un migliaio di studenti sparsi per ogni dove. Si vede che manca un direttore d’orchestra.

Libri di testo on line Le case editrici scolastiche si sono lamentate per l’assenza delle Indicazioni nazionali (i programmi) che rende difficile se non impossibile il lavoro di programmazione e redazione dei libri di testo, in tempo utile per essere utilizzati dalle classi degli istituti superiori coinvolti, a partire dal settembre di quest’anno, nel riordino del mnistro Gelmini.

llConsigliere politico del  ministro ha risposto che sarà possibile  per le case editrici aggiornare i libri on line. Si vede che Bruschi vive nella realtà virtuale. La realtà concreta di molte famiglie è quella della scarsa diffusione di Internet, la realtà operativa delle scuole è quella della mancanza di fondi anche per il pagamento dei supplenti e pure per l’acquisto della carta igienica.

Gli alunni distribuiti nelle classi e la sicurezza Alle scuole mancano i soldi per pagare i supplenti e le ore di sostituzione fatte dai docenti in servizio. Quando mancano gli insegnanti, gli alunni delle classi coinvolte vengono divisi in altre classi coperte da docenti. Si violano, così, le norme sulla sicurezza che impongono di non concentrare, superando i limiti di legge, gli alunni in base allo spazio disponibile nelle classi. La spiegazione è: “lo facciamo per garantire la sorveglianza dei minori affidati alle scuole.” Peccato, però, che questo avvenga a discapito della sicurezza.

Cittadinanza e Costituzione Nell’agosto del 2008, con una conferenza stampa ripresa dalle televisioni, la Gelmini annunciò l’istituzione di una nuova materia con voto autonomo: Cittadinanza e Costituzione. Il 9 novembre 2009 contrordine: Cittadinanza e Costituzione non sarà mai materia autonoma con voto autonomo. Parola dello stesso ministro su un quotidiano nazionale.  Non sia mai che gli studenti italiani possano capire che la Costituzione pone limiti anche ad inventiva e creatività legislativa. Meglio che si occupino del fair play sportivo, suggerito come tema da sviluppare nell’ambito di un “contenitore” affidato ai docenti di Storia e, solo dove sono già presenti in organico, ai docenti di Diritto. Per equità, però, bisogna dire che il ministro ha annunciato che comprerà e distribuirà nelle scuole i DVD con le registrazioni delle trasmissioni sulla Costituzione curate da Claudio Martelli.

(Spiccchi “selezionati” da Maristella Iervasi)

23 marzo 2010
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