L’autobus mangia-polveri

9 aprile 2010

www.alternativasostenibile.it

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Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, insieme al dott. Stefano Montanari esperto di nanopatologie, hanno promosso l’introduzione di un nuovo meccanismo che può assorbire le polveri sottili che intasano l’aria che respiriamo.

Si tratta di un dispositivo montato sugli autobus della capitale che già, dopo le pime sperimentazioni, sembra essere molto efficace. Tale meccanismo, denominato sistema Luft, è già stato sperimentato sul tetto di un autobus che ha viaggiato per 18 giorni lungo le strade della Capitale, sembra con ottimi risultati. In particolare la sperimentazione, condotta anche con la partecipazione del dott. Stefano Montanari, direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, ha messo in luce la capacità del sistema di assorbire non solo le polveri di maggiori dimensioni (PM 10 e 2,5) ma anche le nanopolveri, estremamente più pericolose per salute in quanto in grado di penetrare all’interno dei tessuti umani e del sangue.
Il meccanismo (che potrebbe in futuro venire montato non solo sugli autobus, ma anche sui taxi, sui mezzi adibiti alla raccolta rifiuti ecc.) è basato su un sistema di filtrazione elettrostatica con tre celle ad alto rendimento alimentate dal mezzo stesso. L’esemplare montato sul tetto dell’autobus per la sperimentazione è stato in grado di filtrare 10 mila metri cubi di aria ogni ora, abbattendo le concentrazioni del particolato aerodisperso, con rendimenti nell’ordine del 90%.
Proprio i risultati della sperimentazione del sistema Luft, estremamente incoraggianti, soprattutto a fronte del fatto che il sistema sembra essere in grado di abbattere anche le nanoparticelle e non solamente le meno pericolose polveri sottili, hanno indotto il sindaco Alemanno ad investire cospicue risorse (dal momento che ogni impianto costerà circa 20 mila euro) per la seconda fase del progetto. Seconda fase durante la quale una decina di autobus, scelti fra quelli che coprono i percorsi oggetto di maggiore inquinamento, già individuati e segnalati ai cittadini, verranno equipaggiati con il sistema Luft.
Stupisce un poco constatare come proprio da un comune amministrato dal centrodestra (tradizionalmente la parte politica meno sensibile ai problemi ambientali) sia partito uno dei primi progetti mirati a contrastare concretamente l’inquinamento, attraverso un sistema che, perlomeno stando ai primi dati, sembra avere i numeri per farlo. Tutto ciò mentre la maggior parte delle amministrazioni delle grandi città italiane, molte delle quali di centrosinistra e con assessori dichiaratamente ambientalisti, continuano ad affrontare il grave problema dell’inquinamento, attraverso tutta una serie di contromisure tanto inefficaci quanto anacronistiche. Contromisure che vanno dal blocco del traffico alle targhe alterne, dall’introduzione del car sharing alla limitazione della circolazione alle auto più nuove (ma molte volte come nel caso del FAP perfino più inquinanti), per non parlare degli improbabili investimenti finalizzati all’affitto delle biciclette, in metropoli prive di piste ciclabili, come Torino, dove circolare in bici equivale ad attraversare a piedi un’autostrada.
Così come stupisce che sia proprio il Comune di Roma, una delle prime istituzioni in Italia a prendere coscienza, grazie alla collaborazione con il dott. Montanari, del problema costituito dalle nanopolveri, fino ad ora misconosciuto tanto dal legislatore quanto dalla politica.


CONTRO TUTTI GLI INCENERITORI

7 aprile 2010

Il 17 aprile si svolgerà, a PARMA,

la 1°manifestazione nazionale/internazionale
CONTRO TUTTI GLI INCENERITORI
promossa dal Coordinamento GCR

Per la salute, l’aria pulita, l’acqua pubblica, la difesa del territorio e il bene comune, per la STRATEGIA RIFIUTI ZERO!!

Nella valle più inquinata d’Europa, la pianura Padana, a Parma, capitale della Food Valley,
vogliono costruire un inceneritore che brucierà 130.000 ton. di rifiuti all’anno!

Noi vogliamo decontaminare la Food Valley, con la riduzione, il riuso, il riciclo e l’estrusione finale dei rifiuti, cioè trattamento senza emissioni in atmosfera.

I rifiuti sono un difetto di progettazione, in natura non esistono, sono la cartina tornasole di un sistema economico e sociale difettoso. La lotta per una gestione corretta dei rifiuti, o meglio delle risorse, è una lotta per dare un futuro alle nuove generazioni.

E’ importante la presenza di tutti coloro che si battono per la tutela dei territori, per le persone, l’ambiente, la giustizia sociale. I nostri figli ci accuseranno, se restituiremo loro un territorio avvelenato.

Invitate tutti i vostri contatti a questo evento divertente ed incisivo, per l’alternativa all’incenerimento dei rifiuti, per la corretta gestione delle risorse.

Si prevede la partecipazione di:
Prof. PAUL CONNETT (Consulente ONU per la gestione dei rifiuti)• il quale dice “Parma è l’ultimo posto al mondo dove costruire un inceneritore“.

JOAN MARC SIMON – GAIA (Global Alliance for Incinerator Alternatives) • http://www.no-burn.org/

ROSSANO ERCOLINI (Ambientefuturo) • Fondatore del movimento Rifiuti Zero in Italia http://ambientefuturo.org/

ENZO FAVOINO • agronomo, docente della scuola Agraria di Monza ed esperto del Ministero dell’Ambiente

PROGRAMMA

> Venerdì 16 aprile • ore 21,00 • CAMERA DI COMMERCIO • Via Verdi  (mappa)

L’ALTERNATIVA AGLI INCENERITORI

Serata informativa per la cittadinanza, con la partecipazione di PAUL CONNETT,
ROSSANO ERCOLINI, ENZO FAVOINO ed altri ospiti.

> Sabato 17 aprile • Parco Ex Eridania • ingresso da V.Toscana incr. V.Lazio     (vedi mappa)

MANIFESTAZIONE

ore 14,00 • ANIMAZIONE, musica, artisti di strada, creatività, preparativi per la partenza del corteo.

ore 14,30 • BICICLETTATA PARMA-UGOZZOLO, il luogo in cui vorrebbero costruire l’inceneritore, e ritorno.

ore 16,00 • CORTEO – destinazione Piazza della Pace

PER FERMARE L’INCENERITORE DOBBIAMO PARTECIPARE TUTTI. L’ALTERNATIVA C’E’

“Essendo il GCR un gruppo dichiaratamente apartitico e la manifestazione una manifestazione DI TUTTI I CITTADINI chiediamo espressamente ai partecipanti di evitare qualsiasi bandiera partitica, lasciando spazio a quelle delle libere associazioni di cittadini.”

Per aderire all’appello e alla manifestazione scrivi a:

gestionecorrettarifiuti@gmail.com

info@gestionecorrettarifiuti.it

Per ulteriori informazioni e per vedere il volantino della manifestazione il link è:

http://www.gestionecorrettarifiuti.it/

Ringraziamo vivamente tutti coloro che ci hanno aiutato con una offerta per sostenere le spese della manifestazione del 17 aprile. Per chi non lo ha ancora fatto e volesse sostenere la nostra causa chiediamo di farci una donazione (non importa di quanto), effettuando un bonifico utilizzando le seguenti coordinate bancarie:

Unicredit Banca – Parma Montanara
via Montanara 5 – 43100 Parma
Conto Corrente  Int” Libera Cittadinanza – Rete Nazionale girotondi e Movimenti”
IBAN: IT53M0200812708000100039138

Causale: contributo per l’alternativa all’inceneritore

· oppure tramite la pagina del nostro sito in cui è attivo Pay Pall al link: http://www.gestionecorrettarifiuti.it/no-inceneritore/2_sostienici.html

Ti chiediamo inoltre di iscriverti all’evento che abbiamo creato appositamente per la manifestazione del 17 aprile su Facebook e di invitare TUTTI i tuoi contatti!
Aiutaci a spargere la voce, facciamo rete noi cittadini!
http://www.facebook.com/event.php?eid=374113117632&ref=mf


Maria Ricciardi per Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti

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No all’inceneritore di Parma!

16 marzo 2010

Il tempo stringe,
mancano 800 giorni all’avvio dell’inceneritore di rifiuti da 130.000 tonnellate che sorgerà a Parma nel quartiere S.P.I.P.
Siamo ancora in tempo, non è troppo tardi per fermarlo ma dobbiamo intensificare le azioni, chi decide deve sapere che i cittadini sono informati e non sono d’accordo con questa decisione.

Esistono delle alternative praticabili e già praticate, i cittadini di Parma lo sanno e le esigono.
Per fare ciò, però, il Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti, attivo dal 2006 e composto da semplici cittadini, ha sempre fatto ricorso all’autotassazione.

Per presentare il ricorso legale sono serviti dei soldi (tanti!), per organizzare i cortei e la fiaccolata di dicembre sono serviti dei soldi, per stampare i volantini informativi sono serviti e serviranno dei soldi, per far sì che il principale quotidiano locale pubblicasse anche le nostre idee sono serviti dei soldi, per far arrivare le brochure informative a casa dei parmigiani sono serviti tanti soldi. Altri ne servono ora per organizzare la manifestazione NAZIONALE NO INCENERITORI che si terrà qui a Parma sabato 17 aprile.

La rete Nazionale No Inceneritori ci ha chiesto che la manifestazione si svolgesse a Parma perché, come ha detto il Prof. Paul Connett quando è stato nostro ospite a dicembre, “Parma è l’ultimo posto al mondo in cui si dovrebbe costruire un inceneritore”.
L’inceneritore nella “capitale europea del cibo” non andrebbe fatto.
La vertenza di Parma DIVIENE COSI’ UNA VERTENZA ITALIANA ED INTERNAZIONALE che unifica tutte le vertenze territoriali che in questo periodo si combattono anche nel resto d’Italia.

Purtroppo, però, non possiamo più sostenere tutte le spese da soli e quindi ti chiediamo aiuto.
Se puoi, se vuoi sostenere la nostra causa ti chiediamo di farci una donazione (non importa di quanto),
effettuando un bonifico utilizzando le seguenti coordinate bancarie:

Unicredit Banca – Filiale Parma Sicuri
Via Giulio e Giacinto Sicuri, 38A
43100 Parma
Conto Corrente Int” Libera Cittadinanza – Rete Nazionale girotondi e Movimenti”
IBAN: IT60K0200812722000100039138
Causale: contributo per l’alternativa all’inceneritore


Presidio alla Regione Lazio contro l’inceneritore

7 gennaio 2010

Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono

Da www.noinceneritorealbano.it/

La lotta contro l’ inceneritore è una lotta che non fa

spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili.

E’ una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega,

quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare

tutti/e direttamente!!!

11 GENNAIO, Presidio al “Dipartimento Territorio”

L’ appuntamento è alle 9.30 al parcheggio dietro Villa Doria, Albano Laziale, vicino ai campetti “Seven”.
Preghiamo solo chi è già sicuro di venire di contattare il coordinamento. Stiamo infatti valutando di prendere un autobus ed andare tutti insieme, al prezzo di 5 euro AeR, quindi dovremmo sapere quante persone vengono anticipatamente per prenotare.
In ogni caso, anche se venite all’ ultimo momento, i posti si troveranno comunque con le nostre macchine che mettiamo a disposizione.
Ovviamente se qualcuno vuole venire autonomamente, senza passare per Albano, ci vediamo a via del Caravaggio 99 alle ore 11.00.
Fate sapere, grazie
cerchiamo di essere in tanti quindi fate girare la voce ;D

Questa è una lotta che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!


Noinceneritorealbano

4 gennaio 2010
Cancro e bugie, dati truccati per assolvere gli inceneritori PDF Stampa E-mail
Notizie
dal sito http://www.libreidee.org

Qualcuno ha truccato dati scientifici per tentare di dimostrareinceneritore 1 che gli inceneritori sarebbero innocui. L’accusa, gravissima, è stata formulata ufficialmente il 25 novembre a Cortona, in occasione della Giornata internazionale dei medici per l’ambiente. Dalla cittadina aretina, l’International Society of Doctors for the Environment rivela che sono stati manipolati gli esiti di ricerche scientifiche, per incoraggiare le amministrazioni pubbliche ad adottare con tranquillità l’incerimento dei rifiuti: una pratica che invece è pericolosissima per la salute degli abitanti che vivono nelle vicinanze dei “termovalorizzatori”.

«I termovalorizzatori sono fabbriche di tumori, come ormai dimostrato da studi epidemiologici condotti nelle aree limitrofe agli impianti», sostengono gli ambientalisti. Per contro, i governi hanno sempre impugnato i “dati ufficiali” della comunità scientifica che, al contrario, scagionerebbero gli inceneritori da ogni accusa. Proprio questi dati sono stati ora rimessi in discussione: verità truccate, per nascondere la dura realtà dei rischi legati agli inceneritori e quindi “ammorbidire” l’opinione pubblica, non contraria ai “termovalorizzatori”.

A firmare la clamorosa denuncia è l’Isde, associzione internazionale dei medici per l’ambiente, che dal ‘90 promuove la diffusione delle conoscenze in campo medico per una maggiore protezione dell’ambiente a tutela della salute. «Alla vigilia del ventennale della sua attività – spiega Pino Cabras, direttore di “Megachip” – l’Isde ha divulgato la notizia di sostanziali manipolazioni fatte su alcuni risultati derivanti da studi scientifici sugli inceneritori».

In un comunicato emesso il 25 novembre da Cortona, l’Isde sottolinea il valore della sua rivelazione: «Possiamo affermare che sono stati modificati i risultati di studi scientifici per attestare l’innocuità degli inceneritori e supportare la scelta dell’incenerimento dei rifiuti in documenti ad uso delle amministrazioni». La rivelazione fa riferimento a un articolo comparso sui “Quaderni di Ingegneria Ambientale” del 2007, ripreso in un documento ufficiale della Regione Sicilia. [La stessa cosa è avvenuta per quel che riguarda l’autorizzazione in sede AIA dell’inceneritore d’Albano, durante la quale per attestare l’innocuità dell’impianto il dott. Perucci della ASL RME ha distorto lo stesso articolo inglese. ndr]

Nel testo si cita il lavoro di studiosi inglesi sull’incidenza degli inceneritori sui tumori in Gran Bretagna. «La conclusione degli autori – traduce il documento italiano – è che non è stata trovata alcuna evidenza di diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7.5 Km di raggio studiati ed in particolare nessun declino con la distanza dall’inceneritore per tutti i tumori». Quindi, l’inceneritore sarebbe ininfluente. «Ottima notizia», ironizza Cabras. Peccato sia completamente falsa: nel documento originale, gli studiosi inglesi hanno affermato esattamente il contrario.

Il rischio-tumori declina man mano che ci si allontana dall’inceneritore, scrive il rapporto inglese firmato dai ricercatori Elliot, Shaddick e Kleinschmidt. Una rilevazione «statisticamente significativa» in particolare «per i tumori allo stomaco, al retto-colon, al fegato e ai polmoni». Colpa delle polveri sottili rilasciate dai camini del “termovalorizzatore”, i cui filtri non riescono a trattenere le particelle cancerogene.

Nello stesso articolo, aggiunge Cabras, altri studi vengono citati in modo altrettanto scorretto: «Viene fornita un’interpretazione significativamente diversa da quanto riportato dagli autori citati. I risultati emersi sono modificati oppure citati parzialmente. Ogni modifica tende a supportare le proprie tesi circa l’assoluta innocuità della pratica di incenerimento dei rifiuti».

Una segnalazione di queste manipolazioni, sottoscritta da numerosi medici e ricercatori italiani e stranieri fra cui Dominique Belpomme e Paul Connet, è stata appena inviata al British Medical Journal, che aveva pubblicato l’articolo originale del professor Elliot. Nel suo comunicato, l’Isde Italia «stigmatizza e censura come assolutamente riprovevole il fatto che si stravolgano i risultati provenienti dalla letteratura scientifica e si forniscano ai decisori politici ed alle popolazioni informazioni erroneamente rassicuranti, in spregio a valori che dovrebbero essere a fondamento dell’opera di ogni medico, quali l’autonomia e la correttezza».

I medici ambientalisti, aggiunge Cabras, ricordano che già in passato «l’utilizzo artefatto o strumentale dei risultati di alcuni studi scientifici ha costituito l’alibi per non adottare misure di protezione della salute pubblica, determinando di fatto esposizioni indebite di lavoratori e cittadini ad agenti tossici che hanno causato gravi sofferenze per mortalità e malattie che si sarebbero potute evitare». Riconosciuta dall’Oms e dall’Onu, l’Isde si batte per promuovere una corretta informazione a tutela della salute, in relazione ai rischi provocati dall’alterazione dell’ambiente (info: www.megachip.info).


Ricerca spezzata: il microscopio delle nanoparticelle se ne va…

4 gennaio 2010
Addio, annus horribilis PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Montanari
mercoledì 30 dicembre 2009
 Numero di visite: 358
E così siamo scivolati alle ultime battute di un annus horribilis in cui il nostro mondo ha girato tanto velocemente da perdere la testa, se mai una testa razionale l’ha avuta. Parlo a livello globale e giù fino al livello di più di un singolo individuo.

Per quanto mi riguarda, non rimpiango nulla di questo 2009: dodici mesi che non vorrei rivivere per nessun motivo al mondo, così come, del resto, non vorrei rivivere la mia vita. A maggio scorso ho perso mia madre per una malattia che non lascia scampo e due settimane dopo se n’è andato anche il mio compagno di maratona, portato via pure lui da un male non poco aggravato, come fu per mia madre, dalle “cure” dei medici e dalla loro cultura che tanto deve alle case farmaceutiche e ai loro interessi miliardari.

Da quelle morti passa poco più di un mese e mi arriva una raccomandata nella quale la signora Bortolani, presidentessa dell’omonima onlus e proprietaria per sciagurata ingenuità mia del microscopio essenziale per le ricerche sulle nanopatologie, mi annuncia di aver “donato” l’apparecchio niente meno che all’Università di Urbino, quell’ente che annovera tra i suoi “scienziati” chi mi ha contrastato, e con argomenti tutt’altro che scientifici, quando ho tentato, per ora con successo, di evitare che a due passi da quella città si costruisse un inceneritore a biomasse che sarebbe stato parte di una fungaia di altri impianti simili. La “donazione”, va da sé, è stata sancita dopo aver manovrato di nascosto in modo da non mettere a repentaglio la riuscita dell’affare per molto più di un anno, ad essere precisi, da quando sono “entrato in politica”.

Con

quel grottesco trasloco si è tradita l’intenzione dei donatori? Li si sono imbrogliati? Si è fatto l’esatto contrario di ciò che si è strombazzato durante tutta la campagna di raccolta fondi, non solo bloccando di fatto la ricerca ma mettendo su di un piatto d’argento la nostra arma in mano giusto a chi si affermava di voler combattere? Che importa? Ubi maior… E, chissà, non era proprio dare l’arma a chi combattiamo che rendeva il business appetitoso? E poi, non si è forse detto che noi possiamo accedere al nostro microscopio “almeno una volta la settimana”? Che importa se Urbino sta a tre ore di auto e chissà quante di treno da Modena, se laggiù non ci sono né i locali adatti né le attrezzature che servono né i tecnici preparati per la nostra specialità? Che importa se quel microscopio serve tutti i giorni e non di rado anche di notte? L’importante è che si sia salvata una forma a beneficio degl’ipocriti, degl’imbecilli e di chi non vuole mostrare la faccia come complice in questa vicenda.

Qualcuno mi chiede della Bortolani. Che posso dire? Non certo per scelta mia, non la vedo e non la sento da tempo immemorabile, mai ha visitato il laboratorio, non ha la più pallida idea di che diavolo stiamo facendo e pubblica esternazioni di cui, stante la sua laurea in legge, non può ignorare le conseguenze. Tutto quello che mi sento di dire è che il giorno in cui qualcuno me l’ha presentata non godevo probabilmente di un oroscopo favorevole.

Grillo? Perché mi chiedete sempre di Grillo? Che c’entra Grillo? Che ne sa lui? Che autorità detiene? Qualcuno lo ha preso come alibi per le proprie porcate e lui ha lasciato fare. Dopotutto, quando strilla condannando all’inferno chi imbavaglia la ricerca, chi diffama senza essersi procurato lo straccio di una prova,  chi intrattiene interessi tanto grassi quanto squallidi come quelli che stanno dietro gl’inceneritori e le cosiddette “grandi opere”, non fa altro che il suo mestiere: riempire i palasport. Qualcuno viene sacrificato? Il bene comune viene calpestato? Non potete chiedergli di badare a queste inezie: ognuno deve fare il “suo particulare”, come saggiamente insegnava Guicciardini, e se si è sempre sottratto a qualsiasi forma di confronto non è per viltà: è solo perché è in tutt’altre faccende affaccendato. In fondo, se una fetta di ricerca è andata avanti e si sono raggiunti risultati di livello altissimo un po’ lo si deve anche a lui. E, allora, non tiratelo in ballo.

E l’Università di Urbino? Certo il coraggio non è una dote nemmeno laggiù nel Montefeltro. Rettore, preside di facoltà, professore che, furbescamente, si spacciò un tempo per amico per venderci in cambio di trenta denari bucati… Nessuno di loro ha avuto il coraggio e la dignità di prendere il telefono e parlare con me. Anzi, con mia moglie, perché è lei, per accordo scritto e pubblicato, la persona che ha la piena responsabilità del microscopio, potendo decidere dove, come e quando collocarlo e che accidenti farci. E nessuno di loro ha mai avuto il coraggio di mettersi in contatto con il sottosegretario alla Difesa che aveva scritto una lettera al rettore per impedire lo scempio, né qualcuno ha chiamato il capo di stato maggiore della Difesa che aveva telefonato per lo stesso motivo, né qualcuno ha risposto al presidente dell’Osservatorio Militare che resterà senza le analisi imprescindibili per consentire ai reduci malati di vedersi riconosciuta la causa di servizio per le malattie da uranio impoverito e nanoparticelle, né qualcuno ha avuto il fegato di rispondere a tutti i messaggi di protesta che arrivavano da parte di donatori e di ricercatori non collusi con certe schifezze. Ma che importa? Ubi maior… Dopotutto, il fine giustifica i mezzi. È o non è la lezione di un grande?

Qualche giorno fa mi è arrivato un fax firmato dal rettore in cui arroganza e comicità tragica facevano a gara, arrivando persino a sostenere che la sua università brillerebbe in campo internazionale. In che, non è dato sapere, ma qui, quando si arriva a trattare del microscopio elettronico, si parla di una disciplina nitidamente delineata e non di altro, altro che è del tutto irrilevante. Ma, volendo prendere sul serio il rettore, sarebbe interessante sostenere un dibattito pubblico con i luminari delle nanopatologie che l’Università metterebbe in campo, luminari che, forse per modestia, non hanno mai fatto capolino in quel mondo e – ma questa è un’illazione mia – non hanno neppure chiaro il significato del termine.

Ma ad Urbino, nel salottino dell’Università, nessuno si preoccupi: non accadrà mai che qualcuno chieda loro quali progressi abbiano fatto con lo studio sulle patologie da micro e nanoparticelle o si rivolga a loro, come si fa quotidianamente con me, per avere aiuto.  Aiuto che, guarda un po’ l’ironia del destino, mi chiedono perfino alcuni gruppi di “amici di Beppe Grillo”.

A corollario di questa farsa ci stanno un po’ di blog, qualche casalinga isterica, qualche faccendiere di provincia, qualche bamboccione, qualche “scienziato” che non ha mai partorito nulla e che pretende uguaglianza rendendo il mondo sterile come lui. Da tutte queste fonti, molte delle quali rigorosamente anonime, arrivano infamie. A ben contarli sono quattro gatti che qualche decennio fa, prima dell’entrata in vigore della legge Basaglia, avrebbero forse avuto altro destino, ma ora stanno democraticamente lì a inveire contro la luna piena. Quattro gatti sì, ma rumorosi.

Dall’altra parte ci stanno coloro i quali mi mandano messaggi in cui mi dicono di non mollare e che compreremo un altro microscopio alla faccia di tutti. Ma con che soldi, di grazia? Qualche anno fa si tentò di mettere in piedi un’associazione che raccogliesse fondi per la nostra ricerca. Fallito l’ottenimento dello stato di onlus grazie agl’intrighi da politicuzzo ereditati dal babbo di qualcuno che ora gongola per la nostra “sconfitta”, restarono 6.000 Euro depositati in banca, una cifra che, a dir poco misteriosamente, non arrivò mai alla ricerca. Poi si tentò di raccogliere fondi con i Grilli di Firenze, ma, come forse qualcuno ricorderà, il comico Grillo si oppose a mezzo avvocato (io ero già “in politica” e il mio essere “in politica” non si armonizzava con il suo) e l’iniziativa naufragò. Ora c’è Ricerca è Vita che è una onlus e che raccoglie fondi per le nostre ricerche, ma in quasi un anno e mezzo sono arrivati non molto più di 10.000 Euro. Dunque, una pacca sulle spalle e un armiamoci e partite, perché se c’è da tirare fuori un po’ di quattrini per assistere alle esibizioni di un cantante, di un calciatore o di un guitto da trivio che già trasuda denaro, si fa il “sacrificio”. Per una ricerca i cui risultati, lo si voglia o no, coinvolgono tutti, vadano avanti gli altri.

Io ho messo in vendita casa mia. Dopo questa, ho un rene in ottime condizioni. Di più, non credo di farcela, anche perché il Nobel tarda ad arrivare.

Ciliegina sulla torta del 2009: sono stato querelato dall’acciaieria ABS di Udine per il capitolo 25 del mio libro Il Girone delle Polveri Sottili. Resta aperto il quiz: perché?

A chi mi chiede che cosa provo in tutto questo molto terrestre girone infernale non posso che rispondere che provo repulsione e pietà messe insieme, le sensazioni che si provano davanti ad una mutilazione orrenda, con l’aggravante che qui la mutilazione è morale.

E, dunque, addio 2009 e addio senza un briciolo di rimpianto ma, anzi, con la voglia di buttarti fuori a calci perché non meriti altro. Il 2010 non promette di cominciare particolarmente bene, con i signori di Urbino che, senza colpo ferire, si portano a casa il frutto di un anno di sacrifici miei che magari non tutti avrebbero affrontato. Mi auguro solo che quello sia l’atto postumo dell’anno ormai andato.
.
Un annus horribilis, ho detto, ma da cui esco vincitore perché io posso guardare negli occhi chiunque e non sono costretto a scappare, ad arrampicarmi sugli specchi o ad aggrapparmi a menzogne avvilenti.

E, da vincitore, sfido i poveri infelici che ignorano di essere dei suicidi a bloccarmi ancora. Perché, vi piaccia o no, noi andremo avanti e a voi non resterà che un pugno di quella triste sozzura che scambiate o contrabbandate per oro. La differenza sarà che chi ha bisogno di aiuto non potrà più rivolgersi a me ma lo farà a Grillo, al rettore di Urbino o alla signora Bortolani, perché ora la patata bollente ce l’hanno loro tra le dita per loro scelta, e adesso quella non possono mollarla a nessuno.


Castelli romani: la nuova terra dello scandalo dei rifiuti

13 novembre 2009

Un’area naturalistica di grandissimo fascino, con  boschi, laghi, castagneti e vigneti, abitata molto prima della fondazione di Roma, già nel XII secolo, all’epoca della guerra di Troia, è diventata il nuovo (?) bersaglio dei criminali dei rifiuti.

E’ probabile che ormai tutto il territorio italiano, senza parlare di cosa vanno a sversare in Africa le grandi navi che partono da varie parti del mondo, sia intossicato nelle modalità più disparate (uranio e rifiuti radioattivi nei mari, rifiuti ospedalieri infetti o radiottavi buttati dove capita, amianto nelle campagne, discariche per spazzature domestiche ed industriali, inceneritori (mostri letali i cui fumi sono già nei nostri polmoni), cementifici (altrettanto inquinanti; è spiacevole, ad esempio, quello che “affianca” il borgo storico di Gubbio)…

http://www.peacelink.it/ecologia/a/8770.html (fonte del 2004) :«Si tratta – si legge nel rapporto del Noe – di una montagna di sostanze, spesso tossiche e cancerogene, che vanno ad avvelenare terra, acqua e aria del nostro Paese, in particolare le regioni del Sud». Ma, avverte il comandante del Noe, generale Raffaele Vacca, «non esiste ora in Italia nessuna regione esente da questa problematica. Se nel meridione gli interessi economici legati alla gestione del ciclo dei rifiuti si esprimono con il controllo della criminalità organizzata, nel settentrione un’imprenditoria “deviata” ricerca la complicità e il sostegno delle amministrazioni locali e della burocrazia corrotta». E il rapporto segnala come lo scorso anno sia stata sequestrata in provincia di Novara una delle più grandi discariche abusive, mentre sono state smascherate vere e proprie “bande” di eco-criminali in Romagna e in Friuli, con arresti di funzionari di enti locali e Asl.”

http://www.agoravox.it/Dove-sono-finiti-i-rifiuti-tossici.html”Ci hanno raccontato che i rifiuti non ci sono più nelle strade della Campania. Ci hanno detto che era tutto finito. Un anno dopo siamo andati ad osservare e abbiamo scoperto balle piene di rifiuti urbani e rifiuti tossici galleggiare nell’acqua. Abbiamo visto la spazzatura delle discariche riversarsi nei canali e nei fiumiciattoli dei campi adiacenti.
In quei campi si coltivano l’olio, il grano e i pomodori che finiscono quotidianamente sulle tavole di milioni di italiani.
Lo smaltimento di rifiuti tossici mescolati alla spazzatura normale è stato reso possibile grazie ad un decreto legge della Presidenza del Consiglio.”

Negli anni scorsi, con punta di eccellenza a chiusura della vicenda nel periodo del Ferragosto passato, le istituzioni, forse in buona compagnia, si sono interessate di incrementare lo sfacelo causato nel tempo sul territorio dei Colli Albani, già afflitto da degrado ambientale per amianto, falde acquifere intossicate, radon, nitrati… Hanno approvato la costruzione dell’inceneritore.

http://sotto-terra-il-treno.blogspot.com/ L’inceneritore che scotta!!!

La vicenda dell’inceneritore di Albano sta assumendo, giorno dopo giorno, i contorni di uno scandalo ormai di livello nazionale.

Dopo la fine indecorosa di Marrazzo, capo dei Cerroni Boys, crolla un altro pilastro delle lobby che gestiscono l’affare dei rifiuti nel Lazio: l’imprenditore milanese Grossi è stato arrestato.

Spuntano nomi di società e di politici, tutti impegnati con Cerroni alla costruzione dell’inceneritore di Albano e alla distruzione del territorio dei Castelli Romani.

Intanto i Sindaci e i politici tutti chiedono la sospensiva dell’inceneritore, almeno fino alle prossime elezioni comunali e regionali.

In sintesi, quello di Albano è un inceneritore che scotta!!!