NAPOLI-RIFIUTI ZERO

7 ottobre 2011
 www.noinceneritorealbano.it
«Stop inceneritori e discariche» La nuova Napoli a rifiuti zero
Da ieri il comune partenopeo aderisce al network di città che, al di qua e al di là dell’Atlantico, perseguono l’abolizione degli scarti
Con la delibera di giunta siglata ieri, Napoli aderisce ufficialmente al network di città, al di qua e al di là dell’Atlantico, che applicano il protocollo «Rifiuti Zero». Sarà la città di maggiori dimensioni in Europa a strutturarsi intorno ai principi di riduzione alla fonte degli imballaggi, riciclo, riuso e compostaggio, trattamento meccanico manuale della frazione residua. Niente inceneritori quindi, ribadisce il sindaco Luigi de Magistris, né nuove discariche o ampliamento dell’invaso di Chiaiano. A ratificare l’impegno Paul Connett, professore emerito di chimica della statunitense St. Lawrence University, tra i maggiori teorici della strategia «Rifiuti Zero», già applicata in centri urbani come San Francisco, Oakland, Camberra o in regioni come la Nuova Scozia in Canada o in Galles, ma anche in Italia a Capannori, nel lucchese, e a La Spezia. Sarà lui a presiedere l’Osservatorio che avrà il compito di monitorare il percorso. All’interno della struttura rappresentanti dell’amministrazione, dell’azienda comunale Asia, addetta alla raccolta, e dei comitati di cittadini, i primi a credere e chiedere un piano alternativo per oltre sette anni, contro la politica istituzionale di destra e di sinistra e la grande stampa nazionale.
«La prima volta che ho conosciuto Connett – racconta il vicesindaco Tommaso Sodano – era il 2004, eravamo ad Acerra e la polizia caricava la popolazione che manifestava contro l’inceneritore in costruzione. Adesso è un onore averlo a Palazzo San Giacomo, sede del comune partenopeo. Già immagino l’ironia sui giornali perché con la delibera ci impegniamo ad abbattere la produzione di immondizia senza fosse e forni entro il 2020, quando il problema a Napoli non è ancora risolto. Ma noi stiamo lavorando a progettare un futuro sostenibile». In concreto, la delibera prevede: attrezzature negli esercizi commerciali per ridurre il volume degli imballaggi; prodotti alla spina nei punti vendita della grande distribuzione; l’introduzione del vuoto a rendere; incentivi all’uso di stoviglie biodegradabili, pannolini lavabili, imballaggi lavabili o biodegradabili; sistema tariffario basato sulla reale quantità di rifiuti prodotti; la realizzazione di un centro comunale per la riparazione e il riuso di beni durevoli e imballaggi. In settimana dovrebbe arrivare anche l’annuncio ufficiale della partenza della navi con i rifiuti verso l’Olanda, passo necessario per alleggerire gli impianti da riconvertire. Su tutto pesa la messa in mora da parte dell’Europa, per cui sarà necessario «lavorare con regione, provincia e governo per evitare che venga avviata la procedura d’infrazione e il blocco dei fondi», ha ribadito de Magistris. È stato lo stesso Connett ieri a spiegare che a Napoli si può applicare il modello utilizzato a San Francisco, una città con conformazione e popolazione simile. Quando si è cominciato, nel 2000, la raccolta differenziata era al 50%, quest’anno è al 77%. Come a Vedelago, in provincia di Treviso, si possono immaginare piattaforme dove separare l’immondizia (plastica, ferro, alluminio, carta, vetro…) da rivendere sul mercato di materie prime secondarie. Quello che avanza diventa un granulato plastico impiegato ad esempio in edilizia. L’umido negli Usa viene trattato in impianti di compostaggio vicini ai terreni agricoli, dove viene usato come fertilizzante. In tutta italia stanno sorgendo catene che vendono solo prodotti alla spina per la casa, per il corpo e alimenti. «Quello che non si può riusare, riciclare o compostare – conclude Connett – non dovrebbe essere prodotto. Le imprese hanno una grande responsabilità». Un modello che chiedono anche i comitati del vesuviano, invece delle continue minacce di ampliare o aprire nuove discariche nel Parco nazionale.

 

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Vutamme pe’ te

27 luglio 2011


Ritmo! Cant’appress a nuie-1981

27 luglio 2011

Cu tutt’a scienza ca tenimm’, jamm a mare! co’ tutt’e pann’!

A chistu munno chi fatica e chi nun fa niente


CleaNap: i cittadini puliscono Napoli

25 luglio 2011

Energie positive si stanno diffondendo: i cittadini napoletani stanchi della monnezza, tanti giovani, gli Angeli della monnezza, si rimboccano le mani e ripuliscono le piazze e le strade, piantano fiori, insieme con i bambini, cui insegnano la raccolta differenziata autogestita, in attesa che che il Primo cittadino, Luigi De Magistris, riesca a realizzare quello che a Napoli sembra essere un sogno: RIFIUTI ZERO! Il vicesindaco sta studiando l’applicabilità del sistema di riciclo di Vedelago. Chi la dura, la vince.

Qui le foto:

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/07/24/foto/tutti_a_raccogliere_rifiuti-19565100/1/?ref=HREC2-8


30 MAGGIO 2011: la rivoluzione pacifica dei giovani

31 Mag 2011

Si può vincere anche senza soldi, senza apparati, senza media. Finalmente, i napoletani, i milanesi… gli italiani, uniti da una sorprendente ed inaspettata passione, da Nord a Sud, da Est a Ovest, hanno dimostrato che il marketing spietato, da solo, con l’incessante aggressione alla massa, coi martelli della falsa informazione, della propaganda (che pure ha tanto e tante volte dominato in Italia) non vince. La forma senza sostanza, l’apparenza senza verità, il fumo senza l’arrosto, la parola senza il fatto, non vincono; a lungo andare si smacherano gli attori e si buttano giù dal palco.
Si vince con i sentimenti e col cuore, con la verità, la legalità, l’onestà.

Fino a ieri si diceva che gli onesti, i giusti non vanno da nessuna parte, triturati dalla macchina della politica e del potere; si riteneva che il potere è solo di chi ha i soldi, l’arroganza, in stile venditore d’assalto (secondo la scuola berlusconiana, che insegna che senza capelli -per un uomo- o senza scollature e ammiccamenti -per le donne- non si va avanti); si diceva che la gente non può governare, non può cambiare il sistema (lo sporco sistema); si sosteneva che i giovani non sanno fare politica, sono vuoti, spenti, senza speranza, senza iniziativa.
I GIOVANI ADESSO HANNO SPERANZA, I GIOVANI HANNO VINTO, con la passione, con la fiducia in sé stessi e nei principi della democrazia, della libertà, della verità, della giustizia.
I giovani hanno dimostrato a Berlusconi e ai suoi seguaci che non è solo l’abito che conta, che non sono solo i manifesti elettorali o gli spot che portano voti, che in Italia non ci sono solo marionette e che il futuro possono guidarlo i giovani, riprenderselo, riappropriandosi di ciò che è stato defraudato, sogni compresi.
SEL, con Pisapia e Vendola, i Grillini, De Magistris (43 anni!!! Finalmente un sindaco giovane), Zedda (un bambino rispetto ai nostri vegliardi…) i comitati, le liste civiche… questa è una rivoluzione senz’armi, come si può e si deve, per buttare la spazzatura dal governo delle città e del Paese.
Forza Napoli, viva Milano, viva L’Italia!


Napoli, tienelo a mmente chi è ‘o bbuono e chi è ‘o malamente

24 Mag 2011

Munnezza day, sabato 9 Aprile a Napoli

6 aprile 2011

Dalle Mamme Vulcaniche ai movimenti di Terzigno e Chiaiano, grande mobilitazione per chiedere una raccolta differenziata spinta che risolva a monte il problema dei rifiuti : “17 anni di disgrazia, buon compleanno Munnezza!”.

 

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