Serge Latouche da Fazio

14 marzo 2009

Domenica 15 marzo il Prof. Serge Latouche ospite nella trasmissione di Rai Tre “Che tempo che fa”.

 Qui il VIDEO  http://www.chetempochefa.rai.it/TE_videoteca/1,10916,1096502,00.html

Siamo sicuri che il nostro stile di vita, occidentale, sia l’unico possibile? Una vita basata sulla quantità di cose possedute, sull’acquisto compulsivo, sullo shopping consolatorio, sul volere tutto e subito, anche quando il portafogli è vuoto (tanto ci sono i prestiti, le rate…), sull’apparire, sull’edonismo, sul disinteresse per le conseguenze delle nostre azioni, sulla superficialità e sull’indifferenza verso chiunque, sui pomeriggi annoiati in cerca di cosa fare (o meglio, di dove andare a spendere) a zonzo per centri commerciali…, questa vita è l’unica possibile e desiderabile?

Siamo sicuri che il nostro benessere sia autentico?  Siamo felici? Il sistema economico è capace da solo di trovare sempre il punto di equilibrio, l’ottimo desiderato sia da chi offre che da chi domanda?

E’ possibile non cadere nella trappola di banche e multinazionali, che si arricchiscono sulla nostra pelle e depredano il pianeta delle sue ricchezze naturali, fino quasi a portarci ad un punto di non ritorno, dove sarà esaurita la capacità della Terra di rigenerare le sue risorse?    

                                                                                                                                                      L’attività umana non deve produrre un livello d’inquinamento superiore alle capacità di rigenerazione della biosfera.

Siamo, si dice, nell’epoca del benessere; ma a ben vedere il rapporto tra il reddito del più povero e del più ricco fino a 100 anni fa era di 1 a 3, oggi è di 1 a 80. “L’accumulazione non è possibile senza una grande disuguaglianza dei redditi.(…) Lo sviluppo e la mondializzazione sono macchine per affamare i popoli. Prima degli anni settanta, in Africa le popolazioni erano “povere” rispetto ai criteri occidentali, nel senso che disponevano di pochi beni manufatti, ma nessuno, in tempi normali, moriva di fame”.

Il nostro modo di vita non è l’unico esistito da quando l’uomo è apparso sulla Terra. E’ solo l’ultimo in ordine di tempo ed è tale dall’industrializzazione ad oggi.

Esiste un’alternativa e la crisi economica la impone.

Esistono alternative razionali e fattibili all’attuale modello di “sviluppo”.

Innanzitutto bisogna decolonizzare l’immaginario ed aprirsi alla possibilità di pensare e sperare in stili di vita diversi , conviviali, solidali, sereni e felici.

Serge Latouche è Professore emerito Dell’Univerisità Paris XI, economista, filosofo, antropologo.

http://www.decrescitafelice.it/?p=66