La festa è finita (SERGE LATOUCHE)

20 gennaio 2010
La festa è finita

Serge Latouche

[25 Novembre 2009]

Un articolo del fondatore del movimento della decrescita [pubblicato su Carta 38709]. Che si chiede: vale la pena preoccuparsi del futuro e cambiare il nostro stile di vita?

Perché dovrei preoccuparmi della posterita? – diceva Marx [non Karl, ma Groucho] – Forse la posterità si è preoccupata per me?». Effettivamente, si può pensare che l’avvenire non valga tormentarsi per assicurarsi che ci sia e che sia meglio dar fondo il prima possibile al petrolio e alle risorse naturali piuttosto che avvelenarsi l’esistenza con il razionamento. Questo punto di vista è assai diffuso nelle elites, e si può comprenderlo, ma lo si trova anche implicitamente in un gran numero di nostri contemporanei. Oppure, come scrive Nicholas Georgescu-Roegen: «Forse il destino dell’uomo è di avere una vita breve ma febbrile, eccitante e stravagante, piuttosto che un’esistena lunga, vegetativa e monotona» [Nicholas Georgescu-Roegen, «La decroissance», edizioni Sang de la terre, 2006].
Certo, bisognerebbe che la vita dei moderni super-consumatori sia veramente eccitante e che, al contrario, la sobrietà sia incompatibile con la felicità e anche con una certa esuberanza gioiosa.
E poi anche… Come dice molto bene Richard Heinberg: «Fu una festa formidabile. La maggior parte di noi, almeno quelli che hanno vissuto nei paesi industrializzati e non hanno quindi conosciuto la fame, hanno apprezzato l’acqua calda e fredda dal rubinetto, le auto a portata di mano che ci permettono di spostarci rapidamente e praticamente senza fatica da un posto all’altro, o ancora altre macchine per lavare i nostri vestiti, che ci divertono e ci informano, e così via». E allora? Oggi che abbiamo dilapidato la dote «dobbiamo continuare a compiangerci fino alla triste fine, e coinvolgere il grosso del resto del mondo nella caduta? Oppure bisogna riconoscere che la festa è finita, fare pulizia dietro di noi e preparare i luoghi per quelli che verranno dopo?» [Richard Heinberg, «Pe?trole la fe?te est finie! Avenir des societes industrielles apres le pic petrolier», edizioni Demi-Lune, Paris 2008].
Si può anche giustificare l’incuria sul futuro con ogni tipo di ragioni, non necessariamente egoiste. Se si pensa, come Schopenauer, che la vita è un affare in perdita, è quasi una forma di altruismo, vuol dire risparmiare ai nostri figli il mal di vivere.
La via della decrescita si basa su un postulato inverso, condiviso dalla maggior parte delle culture non occidentali: per misteriosa che sia, la vita è un dono meraviglioso. Ed è vero che l’uomo ha la possibilità di trasformarla in un regalo avvelenato, e dall’avvento del capitalismo non si è privato di questa opportunità. In queste condizioni, la decrescita è una sfida e una scommessa. Una sfida alle credenze più radicate, dato che lo slogan costituisce una insopportabile provocazione e una bestemmia per gli adoratori della crescita. Una scommessa, perché nulla è meno sicuro della necessaria realizzazione di una società autonoma della sobrietà.
Tuttavia, la sfida merita di essere lanciata e la scommessa di essere fatta. La via della decrescita è quella della resistenza, ma anche quella della dissidenza, di fronte al rullo compressore dell’occidentalizzazione del mondo e del totalitarismo aggressivo della società del consumo mondializzato. Se gli obiettori alla crescita si danno alla macchia e insieme agli indigeni d’America marciano sul sentiero di guerra, essi esplorano la costruzione di una civilizzazione della sobrieta? scelta alternativa all’impasse della società della crescita, e oppongono al terrorismo della cosmocrazia e dell’oligarchia politica ed economica dei mezzi pacifici: non violenza, disobbedienza civile, boicottaggio e, naturalmente, le armi della critica.

*DOCENTE DI ECONOMIAALL’UNIVERSITA?D’ORSAY, OBIETTOREALLACRESCITA.
TRAISUOIULTIMILIBRI, «LASCOMMESSADELLADECRESCITA» [FELTRINELLI, 2007] E«MONDIALIZZAZIONEEDECRESCITA» [DEDALO, 2009],

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Ascanio Celestini ad Albano Laziale

7 ottobre 2009
Spettacolo Teatrale di Ascanio Celestini 
a sostegno della lotta contro l ‘ inceneritore di Albano.
MARTEDì 13 OTTOBRE, dalle ore 20.00, P.zza Pia, ALBANO LAZIALE

Musica, proiezioni sulla questione rifiuti, Spettacolo e dibattito
verso la manifestazione del 17 OTTOBRE ad Albano!
in allegato la locandina
www.noinceneritorealbano.it


LATOUCHE E PALLANTE A ROMA

29 settembre 2009

SABATO 10 OTTOBRE – Sala Convegni della Città dell’Altra Economia largo Frisullo -Testaccio
ore 9:30-13:00 Pallante interviene all’incontro ‘Popoli Nativi’di cui potete leggere di più negli allegati

VENERDI’ 16 OTTOBRE ore 17:30 Teatro Liceo Morgagni via Fonteiana 125 (Monteverde) dibattito con Pallante e Latouche


9 giugno 2009

12  Giugno  ore 21:00-23:00

La Città dell’Utopia,via Valeriano 3F,

(vicino metro S.Paolo)Roma

Ingresso libero

 

La Città dell’Utopia

ed

Il Circolo territoriale della decrescita felice di Roma 

                                  

 presentano: 

CAMPAGNA PUBBLICA PER UNA GESTIONE DEI RIFIUTI SENZA INCENERITORI

VIDEO:

VEDELAGO: il riciclo al 100 %

NULLA SI DISTRUGGE: la raccolta differenziata ha origini antiche

THE STORY OF STUFF: la storia delle cose

INTRODUZIONE CIRCOLO MDF

INTERVENTO DI MASSIMO PIRAS PORTAVOCE DELLA CAMPAGNA

DIBATTITO

 

 

saranno disponibili i moduli per la firma della proposta di legge regionale di iniziativa popolare sui rifiuti predisposta dalla Campagna pubblica

 


La “bestia” dei Castelli Romani ed i marchi Igp e Doc

2 giugno 2009

Fonti: Nuovo Castelli Oggi , Il Messaggero, Il Tempo

A Roncigliano la chiamano la “bestia”.

 Un soprannome carico di odio scagliato contro la discarica della Pontina Ambiente, un impianto destinato all’elisir di lunga vita con la realizzazione del settimo invaso: l’ennesimo “regalo” di Marrazzo ai Castelli Romani. Un ampliamento che segue l’autorizzazione del “colosso” brucia-rifiuti: l’inceneritore del Coema. Così la “bestia” sarà meno sola. E i cittadini insorgono. Alzano la voce. S’indignano. Ieri mattina l’ennesimo corteo di protesta: una lunga marcia partita dalla scuola di Cancelliera e terminata dinnanzi ai cancelli della discarica.

All’appuntamento hanno risposto in tanti, mille o poco meno: famiglie con bimbi al seguito, membri del coordinamento no-inc e rappresentanti dei marchi Igp e Doc dei Castelli, tra cui il presidente del consorzio panificatori di Genzano.

Dai banchi del Consiglio regionale sono arrivati anche Peduzzi e Fontana. “Siamo qui per prendere le “misure” – spiega Danilo Ballanti, tra i fondatori del coordinamento – perché oltre al gassificatore c’è la questione aperta delle distanze tra le abitazioni e la discarica di Roncigliano. La legge regionale impone una distanza minima di mille metri tra impianti di tal genere e le case, qui invece ce ne sono appena 200. E pensare che in questo quadro la Regione vuole fare l’inceneritore. Sono i soliti favori ai potenti. Ma l’assurdo degli assurdi è che c’è una proposta di legge regionale volta ad abbassare nel Lazio la distanza tra le discariche e le case già esistenti, portandola appunto a 200 metri. Praticamente una legge fatta su misura per Roncigliano. Ma chi vogliono prendere in giro?”.

Il coordinamento minaccia di portare la protesta sotto casa di Cerroni, patron della Pontina Ambiente e del Consorzio Ecologico Massimetta (Co.e.ma): la cordata pro-inceneritore formata da Ama, Acea e (per l’appunto) Pontina Ambiente. “La prossima volta – aggiunge Ballanti – andremo direttamente sotto casa di Cerroni, all’Eur, simulando una discarica sotto la sua villa, portandogli così un pò del fetore di Roncigliano”. Pubblicato da Comitato Sotto terra il treno.

L’Ardeatina bloccata per ore. Da “Il Messaggero” del 31 maggio 2009 di Enrico Valentini Tensione e proteste hanno caratterizzato ieri mattina la marcia dei manifestanti contro la costruzione dell’inceneritore di Cecchina, arrivata fino ai cancelli della discarica di Roncigliano fatta trovare chiusa dal nutrito drappello delle forze dell’ordine. La Via Ardeatina è rimasta bloccata per diverse ore proprio per la grande presenza di manifestanti, oltre mille secondo il coordinamento “No inc”, poco più di cinquecento secondo la questura. La manifestazione di protesta – la prima dopo il recente via libera della conferenza dei servizi al progetto approvato dalla Giunta Regionale del Lazio (dalla Conferenza dei Servizi ndr) è partita poco dopo le dieci dalla frazione di Cancelliera e strada facendo si è ingrossata con la presenza di molti residenti di Via Roncigliano e del vicino Villaggio Ardeatino, da dove uscivano cittadini di tutte le età e ragazzini in bicicletta attirati dall’insolito via vai di gente che sostituiva una volta tanto il traffico automobilistico sull’Ardeatina, improvvisamente chiusa alle autovetture e al traffico pesante. Serrati, così, i cancelli della discarica, sul piazzale antistante l’impianto si organizzava un nutrito cordone di forze dell’ordine in assetto antisommossa; si temeva infatti lo “sfondamento della testa del corteo fin dentro la proprietà della società Pontina ambiente, anche se i manifestanti rassicuravano sulle pacifiche intenzioni della protesta.

Tra i partecipanti anche i rappresentanti di Rifondazione comunista da poco usciti dalla maggioranza che sostiene alla Pisana il presidente Marrazzo, con il capogruppo Peduzzi, e il presidente del Consorzio del pane casareccio di Genzano, Battistelli, in rappresentanza del particolare mondo racchiuso nella filiera agro-eno-alimentare dalla quale, nei giorni scorsi, si è levato il netto disappunto di molte cantine sociali produttrici del vino doc nell’area appiense dei Castelli Romani.

 Oltre al blocco della Via Ardeatina è rimasto anche un presidio di rappresentanti del popolo “No inc” proprio davanti i cancelli della discarica da dietro i quali le forze dell’ordine assistevano alle manifestazioni di protesta e agli slogan indirizzati, in particolar modo, contro l’amministrazione regionale e le autorità di controllo (soprattutto l’Arpa Lazio) principali responsabili di quello che viene definito come un disastro ambientale “annunciato”.

Molti partecipanti si sono spinti fino alla vicina tenuta agricola “Donnaardea” a Valle Gaia, dove è in programma la manifestazione “Cantine aperte” e dove ci sono ettari e ettari di terreno coltivato a vite che, si teme, venga messo in pericolo dall’apertura dell’inceneritore.


Cittadini e viticoltori contro l’inceneritore di Albano

28 maggio 2009
CORTEO CONTRO L’INCENERITORE

 

 Sabato 30 Maggio, ore 10.00,      
Scuola elementare di Cancelliera, via Pantanelle.
Fino ai cancelli della discarica di Roncigliano
 
Appuntamenti per arrivare alla concentrazione del corteo insieme.
Alle ore 9.00/9.30 di sabato 30 maggio ci vediamo a:
 
Albano, P.zza Mazzini
Ariccia, P.zza di Corte 
Genzano, P.zza Frasconi 
S. Maria delle Mole, Stazione FS
 
da lì partiremo con le macchine per raggiungere la scuola elementare a Cancelliera. Chi non ha la macchina può venire lo stesso, riceverà un passaggio!!
 
Chi vuole arrivare autonomamente può seguire queste indicazioni contenute nei link:
Dai Castelli Romani (da Cecchina: prendere via Nettunense direzione Pavona (Roma), dopo poco svoltate a sinistra per via Villafranca, mantenete sempre la sinistra. Via villafranca finisce su via pantanelle, una volta lì proseguite verso destra per arrivare alla scuola)
Da Roma (prendere via Ardeatina, dopo Santa Palomba svoltare a sinistra per via Roncigliano e poi ancora a sinistra per via Pantanelle)
 


 

 

30 maggio: corteo contro l’inceneritore e degustazione dei vini dei Castelli

Il 30 maggio, giornata del corteo, Vi invito a prendere parte alla manifestazione CANTINE APERTE a DONNARDEA (loc SantaPalomba Via Fosso di Valle Caia 7) per vedere da vicino cosa sono e come sono le vigne a pochi metri da quello che sarà (?) l’inceneritore e per degustare insieme, i nostri vini.

Ingresso gratuito.

Info su http://www.donnardea.it/ oppure via email info@donnardea.it

Cordiali saluti,

Trasmondi Veronica

Info da www.noinceneritorealbano.it e http://sotto-terra-il-treno.blogspot.com/


NON BRUCIAMOCI IL FUTURO= RIFIUTI ZERO

25 maggio 2009

Come è stato accennato nei post precedenti, è stata avviata una campagna finalizzata a quanto riportato di seguito

Comunicato Stampa del 21/05/2009

 La filosofia di riferimento che la Campagna ha adottato sin dalla sua costituzione è quella denominata Strategia Rifiuti Zero, intendendo con questo obiettivo l’orizzonte di qualsiasi iniziativa nel settore.

la Campagna propone all’attenzione dei cittadini del Lazio due documenti, base della sua azione, su cui intende proseguire la sua attività: 

Una proposta di legge regionale di iniziativa popolare in cui SINTETICAMENTE: 

1.    La regione Lazio ripudia l’incenerimento con mezzo di risoluzione del problema dei rifiuti.   

2. Si ribadisce la gerarchia europea d’intervento : prima la riduzione, poi il riuso, quindi il riciclo ed il recupero e solo in ultima istanza lo smaltimento in discarica;

 

3. Si introduce la differenziata porta a porta su tutto il territorio regionale come sistema di raccolta principale, invece della inutile e scarsa raccolta stradale con i cassonetti;

 

4. Si pongono obiettivi di riduzione e di differenziazione per il 2011 e 2020 (al 2020 rifiuti procapite 350 kg/ab/anno contro gli attuali 604 e l’80% di raccolta differenziata control l’attuale 12%);

 

5. Si propone una tassa contro l’”usa e getta e la messa al bando nelle mense scolastiche, aziendali e nelle manifestazioni pubbliche di questi materiali;

 

6. Si introduce il principio di una netta separazione tra le attività di raccolta e riciclaggio, e le attività di smaltimento dei rifiuti, attività che dovranno obbligatoriamente essere gestite da soggetti diversi in modo da evitare posizioni di monopolio gestionale, sovrapposizioni di competenze e conflitti di interesse (simile approccio nella Regione Piemonte e Veneto);

 

7. Si respinge il concetto di Ambito Territoriale Ottimale, quale atto preliminare alla privatizzazione della gestione rifiuti, responsabilizzando le Province ed i Comuni;

 

8. Si organizza la partecipazione attiva della cittadinanza nel controllo della gestione.

 

L’attuale legge, ancora del 1998, non è stata mai rivista sia durante la passata Giunta Storace ne durante l’attuale Giunta Marrazzo malgrado nel settore gli avvenimenti, tecnologici, normativi e di pensiero, in oltre dieci anni, siano stati tali da richiedere una profonda revisione. La proposta di legge, che avvierà a breve la raccolta delle 10000 firme necessarie verrà depositata alla Regione Lazio entro la fine del mese di maggio 2009.

 

Un piano regionale di gestione rifiuti alternativo e sostenibile,

ricordando che nel Lazio il Piano Rifiuti ancora vigente è quello elaborato dalla Giunta Storace.

In sintesi:

 

1. Si constata che la riduzione dei rifiuti, derivata dalla crisi economica, attiva un percorso diverso rispetto alle previsioni del Piano Marrazzo.

 

2. Si evidenzia che ancora una volta si ricorre solo a soluzioni impiantistiche costose, obsolete e pericolose come discariche ed inceneritori, escludendo completamente il riciclo ed il recupero: con semplici calcoli e diagrammi si evidenzia la necessità di:

 

a)      avviare la realizzazione di impianti di compostaggio di basso costo per la frazione organica, quasi inesistenti, e attività di compostaggio domestico e di condominio,

 

b)      avviare la riconversione/modifica degli impianti di preselezione dei rifiuti indifferenziati, ne abbiamo a sufficienza, oggi legati a prodotte il C.D.R. (carta e plastica per l’incenerimento) domani utili per la selezione “a freddo”;

 

c)      sostenere la realizzazione dei Centri di riciclo del secco residuo da raccolta differenziata (con tecnologie tipo quelle dell’impianto di VedeLago (Treviso)  peraltro utilizzate anche nel Centro Riciclo di Colleferro recentemente attivato.

 

3. Si rileva come i Centri di Riciclo, a costo zero ed impatto zero, e riescono a restituire ai Comuni i costi della raccolta e trasporto (circa 60 €/ton) eliminandone di fatto i relativi costi di conferimento in discarica (circa 100 €/ton): un doppio risultato per i Comuni che possono finanziare i costi della raccolta differenziata porta a porta.

 

4. Il Contropiano prevede una riduzione al 2011 del conferimento in discarica al solo 12% del rifiuto prodotto e a praticamente zero nel 2020 senza l’uso di inceneritori.

 

  Il Comitato tecnico scientifico

 Dott. Fabio Musmeci,                    Ricercatore ambientale   Bracciano

Ing. Piergiorgio Rosso,                Esperto sistemi industriali          Roma

Dott.ssa Carla Poli,                    Imprenditrice C.R.V.                      Vedelago (TV)

Dott.ssa Patrizia Gentilini,        Oncologo – ISDE Italia               Forlì

Dott. Enzo Favoino                       Scuola Agraria Parco di Monza

P.I. Massimo Piras                         Portavoce Campagna pubblica   Lazio