Vogliamo la metropolitana leggera!

19 novembre 2010

COMUNICATO STAMPA

Dichiarazioni di Gualtiero Alunni Portavoce del Comitato No Corridoio Roma-Latina

Oggetto: Esito riunione del CIPE – approvazione Corridoio Autostradale a pedaggio Roma-Latina e bretella Cisterna-Valmontone.

E’ sconcertante come il Governo e la Regione Lazio siano subalterni e servizievoli nei confronti di Impregilo e dei poteri forti.

All’inutilità e alla devastazione di questo mostro d’asfalto e cemento, si aggiunge l’uso dissennato di risorse pubbliche per opere che avvantaggiano solo gli speculatori privati. Le dichiarazioni della Polverini lasciano sgomenti: “Sono molto soddisfatta, questa è un’opera strategica per la Regione Lazio, un’opera che aspettavamo da tempo, il progetto non solo risolverà un problema di mobilità ma riguarda soprattutto la sicurezza dei cittadini, perché interviene su una delle strade più pericolose d’Italia”. Per quanto riguarda la mobilità, con l’approvazione del progetto preliminare della tratta Roma Tor dè Cenci-A12 ai poveri pendolari, alle 4.000 macchine che si sono aggiunte con l’apertura del centro commerciale di Euroma2, ai dichiarati tre milioni di turisti che andranno a visitare “CinecittàWord” a Castel Romano, si aggiungerà il traffico pesante dei TIR provenienti da nord/sud Italia. Così aumenteranno le file interminabili pagando perfino il pedaggio beffa. Mentre si approva tutto ciò, ci si accanisce con i pendolari che usano i “carri berstiame” delle ferroviarie pubbliche, aumentando le tariffe del 30% e riducendo del 20% gli investimenti (oltre un miliardo). Per quanto riguarda la sicurezza è inutile ribadire che l’autostrada arriva alle porte di Latina (Borgopiave) e quindi, la parte più pericolosa, quella da Latina a Terracina, rimane pericolosa con il suo nefasto 70% di incidenti mortali.

Inoltre, chiedere, come fa la Polverini, alla commissione europea di cofinanziare il collegamento Cisterna-Valmontone con i fondi Fesr, ci sembra un controsenso, visto che le direttive europee rivolte ai paesi membri, danno indicazioni di investire per l’adeguamento in sicurezza della rete stradale e per il potenziamento del trasporto ferroviario.

I 468 milioni sono poco più di un terzo della quota a carico dello Stato, che come sappiamo si deve attestare al 40% del totale, quindi se si arriverà al bando di gara, lo si farà per un piccolo lotto. E ancora, il costo degli espropri da eseguirsi su un totale di 152 Km (autostrada, bretella e opere di connessione), con i preventivati 200 milioni, non si esproprierà nemmeno il 10% dei terreni, delle abitazioni, delle aziende agricole e produttive.

La nostra risposta la daremo subito in maniera ferma e decisa:

– partecipando alla manifestazione del 25 novembre 2010 dalle ore 9,30 sotto la Regione Lazio a Roma;

– ricorrendo al TAR del Lazio e alla Corte di Giustizia Europea.

COMITATO NO CORRIDOIO ROMA-LATINA
per la metropolitana leggera

FIRMA on line: http://www.PetitionOnline.com/ppnoc1/
Il nostro blog: http://quartiereroma12.blogspot.com

E.mail: nocorridoio@tiscali.it – cell. 3332152909

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Yogurt in casa: aggiornamenti

10 ottobre 2010

Da un paio di anni faccio lo yogurt in casa; in un post di circa un anno fa ho descritto i vari passaggi per ottenerlo dolce e denso.

Aggiungo ora dei consigli per  rendere tutto più pratico con una yogurtiera, che è  una specie di thermos che contiene dei vasetti.

La yogurtiera serve per mantenere costante la temperatura dello yogurt in fermentazione e può portare a conclusione questo processo in tempi molto rapidi; infatti se la spegniamo dopo 3-4 ore e lasciamo lo yogurt all’interno per tutto il restante tempo fino a che non si raffreddino tutti i vasetti (anche tutta la notte), lo yogurt sarà dolcissimo e compatto. Se invece con la yogurtiera si usano i tempi che ho descritto nell’altro post, il risultasto sarà più acido ed acquoso.

E’ fondamentale sperimentare di persona col proprio apparecchio se i tempi sono diversi.

Ecco qui il post con tutte le informazioni per ottenere un ottimo yogurt:

https://energiapulita1.wordpress.com/2009/07/21/fare-lo-yogurt-in-casa/

 


Vivere la decrescita

7 luglio 2010

Martedì 13 Luglio, ore 20.30, Città dell’Utopia, Via Valeriano 3F, Roma, Filippo Schillaci presenterà il suo libro “Vivere la Decrescita”; dalle 20 bar per aperitivo aperto.

Nella primavera del 1996 Filippo Schillaci, tecnico informatico presso un ateneo romano, lascia il suo appartamento e va a vivere in campagna. Dietro questo passo non c’è né un ossequio alle mode né una scelta estrema di «esistenza selvaggia» ma la semplice decisione di non basare più la propria vita interamente sul denaro. L’autore comincia così ad affiancare alla propria convenzionale attività retribuita l’autoproduzione di beni di uso quotidiano; impara a coltivare un orto, a curare gli alberi da frutto, poi a costruire e riparare da sé semplici oggetti o anche parti della casa. Il libro, alternando e fondendo narrazione e riflessioni, racconta le tappe di questa esperienza e le idee, gli obiettivi che l’hanno motivata e guidata.
È una sorta di diario di viaggio ma anche una discussione sulla concreta possibilità per ognuno di migliorare il proprio stile di vita qui e adesso, senza impegnarsi necessariamente in «ardimentose» avventure alternative bensì semplicemente mutando la propria percezione di alcuni concetti chiave della vita di ogni giorno: benessere, divertimento, lavoro, tempo libero. E mutando di conseguenza le proprie scelte in ciascuno di tali campi.

Filippo Schillaci è tecnico informatico part time presso la seconda università di Roma, ove si è occupato anche di fotografia e linguaggio cinematografico. Durante gli anni ’90 ha collaborato con il Museo dell’Immagine Fotografica e delle Arti Visuali del proprio ateneo dedicandosi allo studio dell’opera di Andrej Tarkovskij, Godfrej Reggio e Silvano Agosti. Dal 1996 vive in campagna, in provincia di Roma, affiancando alle proprie attività la coltivazione biologica e lo studio delle tecniche artigianali tradizionali.

Il Movimento per la decrescita felice si propone di mettere in rete le esperienze di persone e gruppi che hanno deciso di vivere meglio consumando meno; di incoraggiare rapporti interpersonali fondati sul dono e la reciprocità anziché sulla competizione e la concorrenza; di utilizzare e favorire la diffusione delle tecnologie che riducono l’impronta ecologica, gli sprechi energetici e la produzione di rifiuti; di impegnarsi politicamente affinché questi obiettivi siano perseguiti anche dalle pubbliche amministrazioni, dallo Stato e dagli organismi internazionali.
A tal fine è necessario elaborare un paradigma culturale alternativo al sistema dei valori fondato sull’ossessione della crescita economica illimitata che caratterizza il modo di produzione industriale. Dall’attuale concezione di un «fare finalizzato a fare sempre di piú», il lavoro dovrà tornare a essere un «fare bene» finalizzato a rendere il mondo piú bello e ospitale per tutti i viventi. Di questa elaborazione, resa drammaticamente urgente dalla necessità di impedire che l’effetto serra esca fuori controllo, le Edizioni per la decrescita felice si propongono di essere un tassello, costituendo un laboratorio di idee per un Rinascimento ancora possibile.


No all’inceneritore di Parma!

16 marzo 2010

Il tempo stringe,
mancano 800 giorni all’avvio dell’inceneritore di rifiuti da 130.000 tonnellate che sorgerà a Parma nel quartiere S.P.I.P.
Siamo ancora in tempo, non è troppo tardi per fermarlo ma dobbiamo intensificare le azioni, chi decide deve sapere che i cittadini sono informati e non sono d’accordo con questa decisione.

Esistono delle alternative praticabili e già praticate, i cittadini di Parma lo sanno e le esigono.
Per fare ciò, però, il Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti, attivo dal 2006 e composto da semplici cittadini, ha sempre fatto ricorso all’autotassazione.

Per presentare il ricorso legale sono serviti dei soldi (tanti!), per organizzare i cortei e la fiaccolata di dicembre sono serviti dei soldi, per stampare i volantini informativi sono serviti e serviranno dei soldi, per far sì che il principale quotidiano locale pubblicasse anche le nostre idee sono serviti dei soldi, per far arrivare le brochure informative a casa dei parmigiani sono serviti tanti soldi. Altri ne servono ora per organizzare la manifestazione NAZIONALE NO INCENERITORI che si terrà qui a Parma sabato 17 aprile.

La rete Nazionale No Inceneritori ci ha chiesto che la manifestazione si svolgesse a Parma perché, come ha detto il Prof. Paul Connett quando è stato nostro ospite a dicembre, “Parma è l’ultimo posto al mondo in cui si dovrebbe costruire un inceneritore”.
L’inceneritore nella “capitale europea del cibo” non andrebbe fatto.
La vertenza di Parma DIVIENE COSI’ UNA VERTENZA ITALIANA ED INTERNAZIONALE che unifica tutte le vertenze territoriali che in questo periodo si combattono anche nel resto d’Italia.

Purtroppo, però, non possiamo più sostenere tutte le spese da soli e quindi ti chiediamo aiuto.
Se puoi, se vuoi sostenere la nostra causa ti chiediamo di farci una donazione (non importa di quanto),
effettuando un bonifico utilizzando le seguenti coordinate bancarie:

Unicredit Banca – Filiale Parma Sicuri
Via Giulio e Giacinto Sicuri, 38A
43100 Parma
Conto Corrente Int” Libera Cittadinanza – Rete Nazionale girotondi e Movimenti”
IBAN: IT60K0200812722000100039138
Causale: contributo per l’alternativa all’inceneritore


La festa è finita (SERGE LATOUCHE)

20 gennaio 2010
La festa è finita

Serge Latouche

[25 Novembre 2009]

Un articolo del fondatore del movimento della decrescita [pubblicato su Carta 38709]. Che si chiede: vale la pena preoccuparsi del futuro e cambiare il nostro stile di vita?

Perché dovrei preoccuparmi della posterita? – diceva Marx [non Karl, ma Groucho] – Forse la posterità si è preoccupata per me?». Effettivamente, si può pensare che l’avvenire non valga tormentarsi per assicurarsi che ci sia e che sia meglio dar fondo il prima possibile al petrolio e alle risorse naturali piuttosto che avvelenarsi l’esistenza con il razionamento. Questo punto di vista è assai diffuso nelle elites, e si può comprenderlo, ma lo si trova anche implicitamente in un gran numero di nostri contemporanei. Oppure, come scrive Nicholas Georgescu-Roegen: «Forse il destino dell’uomo è di avere una vita breve ma febbrile, eccitante e stravagante, piuttosto che un’esistena lunga, vegetativa e monotona» [Nicholas Georgescu-Roegen, «La decroissance», edizioni Sang de la terre, 2006].
Certo, bisognerebbe che la vita dei moderni super-consumatori sia veramente eccitante e che, al contrario, la sobrietà sia incompatibile con la felicità e anche con una certa esuberanza gioiosa.
E poi anche… Come dice molto bene Richard Heinberg: «Fu una festa formidabile. La maggior parte di noi, almeno quelli che hanno vissuto nei paesi industrializzati e non hanno quindi conosciuto la fame, hanno apprezzato l’acqua calda e fredda dal rubinetto, le auto a portata di mano che ci permettono di spostarci rapidamente e praticamente senza fatica da un posto all’altro, o ancora altre macchine per lavare i nostri vestiti, che ci divertono e ci informano, e così via». E allora? Oggi che abbiamo dilapidato la dote «dobbiamo continuare a compiangerci fino alla triste fine, e coinvolgere il grosso del resto del mondo nella caduta? Oppure bisogna riconoscere che la festa è finita, fare pulizia dietro di noi e preparare i luoghi per quelli che verranno dopo?» [Richard Heinberg, «Pe?trole la fe?te est finie! Avenir des societes industrielles apres le pic petrolier», edizioni Demi-Lune, Paris 2008].
Si può anche giustificare l’incuria sul futuro con ogni tipo di ragioni, non necessariamente egoiste. Se si pensa, come Schopenauer, che la vita è un affare in perdita, è quasi una forma di altruismo, vuol dire risparmiare ai nostri figli il mal di vivere.
La via della decrescita si basa su un postulato inverso, condiviso dalla maggior parte delle culture non occidentali: per misteriosa che sia, la vita è un dono meraviglioso. Ed è vero che l’uomo ha la possibilità di trasformarla in un regalo avvelenato, e dall’avvento del capitalismo non si è privato di questa opportunità. In queste condizioni, la decrescita è una sfida e una scommessa. Una sfida alle credenze più radicate, dato che lo slogan costituisce una insopportabile provocazione e una bestemmia per gli adoratori della crescita. Una scommessa, perché nulla è meno sicuro della necessaria realizzazione di una società autonoma della sobrietà.
Tuttavia, la sfida merita di essere lanciata e la scommessa di essere fatta. La via della decrescita è quella della resistenza, ma anche quella della dissidenza, di fronte al rullo compressore dell’occidentalizzazione del mondo e del totalitarismo aggressivo della società del consumo mondializzato. Se gli obiettori alla crescita si danno alla macchia e insieme agli indigeni d’America marciano sul sentiero di guerra, essi esplorano la costruzione di una civilizzazione della sobrieta? scelta alternativa all’impasse della società della crescita, e oppongono al terrorismo della cosmocrazia e dell’oligarchia politica ed economica dei mezzi pacifici: non violenza, disobbedienza civile, boicottaggio e, naturalmente, le armi della critica.

*DOCENTE DI ECONOMIAALL’UNIVERSITA?D’ORSAY, OBIETTOREALLACRESCITA.
TRAISUOIULTIMILIBRI, «LASCOMMESSADELLADECRESCITA» [FELTRINELLI, 2007] E«MONDIALIZZAZIONEEDECRESCITA» [DEDALO, 2009],


Ascanio Celestini ad Albano Laziale

7 ottobre 2009
Spettacolo Teatrale di Ascanio Celestini 
a sostegno della lotta contro l ‘ inceneritore di Albano.
MARTEDì 13 OTTOBRE, dalle ore 20.00, P.zza Pia, ALBANO LAZIALE

Musica, proiezioni sulla questione rifiuti, Spettacolo e dibattito
verso la manifestazione del 17 OTTOBRE ad Albano!
in allegato la locandina
www.noinceneritorealbano.it


LATOUCHE E PALLANTE A ROMA

29 settembre 2009

SABATO 10 OTTOBRE – Sala Convegni della Città dell’Altra Economia largo Frisullo -Testaccio
ore 9:30-13:00 Pallante interviene all’incontro ‘Popoli Nativi’di cui potete leggere di più negli allegati

VENERDI’ 16 OTTOBRE ore 17:30 Teatro Liceo Morgagni via Fonteiana 125 (Monteverde) dibattito con Pallante e Latouche