Marcia per la Terra (Roma-Lazio)

14 aprile 2013

Dal sito http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/marcia-per-la-terra-nel-lazio/

Marcia per la Terra nel Lazio

Domenica 21 Aprile 2013

In cammino per la difesa dei suoli fertili

e per fermare il consumo di suolo

Cari Amici e care Amiche,

il Forum “Salviamo il Paesaggio” propone una Marcia per la Terra, in occasione della Giornata mondiale della Terra promossa dall’Onu il 21 aprile. Sarà una manifestazione pubblica per promuovere la tutela e la salvaguardia dei suoli fertili e per dire Stop al consumo del suolo.

La Marcia per la Terra, nel Lazio, vuole essere un percorso costruito insieme ai Comitati e alle Associazioni che da anni si battono per fermare il consumo di suolo.

Al percorso principale, lungo la Via Appia Antica, vorremmo che si aggiungessero i vostri percorsi auto-organizzati sul territorio in modo da attraversare quelle aree verdi intatte dei vostri quartieri che sono a rischio cementificazione.

Il percorso principale si snoderà lungo 26 chilometri circa, dal Monte Cavo al Colosseo (vedi mappa qui sotto) e prevede tre tappe che accoglieranno i percorsi secondari e i cittadini:

– Monte Cavo-Ciampino: pernottamento sul Monte, partenza all’alba (ore 6,00) e discesa verso Ciampino con ritrovo alla Stazione di Ciampino alle ore 9,00 – Referente: Giulia Fiocca 328-6214798

– Ciampino-Tomba di Cecilia Metella nel Parco dell’Appia Antica: partenza dalla Stazione alle ore 9,00, passaggio al Mercato della Terra Slow food di Ciampino (ore 9,30), quindi alla Villa di Messalla (ore 10,30); prosecuzione fino alla Villa dei Quintili nel Parco dell’Appia (entrando da via di Fioranello), Villa Capo di Bove e Tomba di Cecilia Metella-Castrum Caetani (ore 13,00) – Referente: Luciano Meloni 340-3723975

– Tomba di Cecilia Metella-Colosseo: ritrovo di tutti i comitati romani e le associazioni, di tutti i cittadini nell’area di fronte alla Tomba di Cecilia Metella(dalle ore 12)

ristoro e colazione sull’erba con i produttori e i contadini Slow food che presidiano l’Agro romano; visita all’Archivio Cederna a Capo di Bove che sarà aperto eccezionalmente per noi. Alle 13 associati e volontari del Touring Club, dalla Villa di Massenzio, si uniranno agli altri (Referenti TCI: Chiara Belfiore 328-0043606 e Francesco Di Maggio 348-0145203).

Alle 14 la grande Marcia per la Terra partirà per il Colosseo dove arriverà alle 16,30-17. Festa e abbraccio del Colosseo.

Referente: Paolo Piacentini 340-0607621

Ferma restando la libertà di aggregarvi dove preferite, il punto di raduno principale è previsto di fronte alla Tomba di Cecilia Metella dalle 12 alle 14: èqui che la camminata si trasforma in Marcia per affermare tutte le nostre istanze e portarle alla massima attenzione fino al Colosseo, dove un grande abbraccio simboleggerà la nostra determinazione a riappropriarci della Città e del suo territorio.

Invitiamo dunque tutti i comitati a costruire un proprio percorso, ad aggregarsi a uno dei percorsi già definiti oppure a confluire direttamente a Cecilia Metella per poi proseguire la Marcia tutti insieme.

Ecco i percorsi secondari previsti al momento:

i comitati dei Municipi XI e XII partiranno da Fonte Laurentina, attraverseranno varie aree a rischio, percorreranno il Parco di Tor Marancia fino al Parco dell’Appia (13 km, Referenti: Stefano Salvi 340-5606494, Luca Verducci 338-8171408). Federtrek partirà dalla fermata Cinecittà della Metro A, passerà per l’area dei Sette Acquedotti del Parco dell’Appia Antica, percorrendo via Giulio Agricola nel quartiere Statuario e costeggerà la Villa dei Quintili, arrivando alla Tomba degli Orazi e Curiazi e a quella di Cecilia Metella per un totale di 6-7 km (Referente: Riccardo Virgili 347-3614568). Un altro gruppo si aggregherà al Parco degli Acquedotti (Referente: Gabriele Farre 334-7660188). Uno dall’area Aurelio-Piccolomini (Referente Barbara Manara: 349-7876743) e uno da Piazza Vittorio (Referente: Marina Fresa 328-6484204).

Inviateci un’email per aderire all’iniziativa e per proporre un vostro percorso.

Ci saranno musica, atti teatrali, letture e molto altro per dire forte e chiaro che siamo in cammino per la difesa dei suoli fertili, per fermare il consumo di suolo e per la Terra bene comune.

I

nfo e contatti: info@salviamoilpaesaggio.roma.it

per Roma: Barbara Bonomi 335-1212820 e Cristiana Mancinelli 339-4388388

per la Provincia: Antonella Mattei: 335-362353; 

www.salviamoilpaesaggio.roma.it

Aderiscono a oggi: Associazione Terraviva, Attac, Cittadinanzattiva Lazio, Co.co.me.ro., Comitato Ciampino Bene Comune, Comitato Fuoripista, Comitato Monte Ciocci, Associazione Ottavo Colle, Coordinamento STOP I-60, Comitato Piccolomini, Comitato Piazza Vittorio Partecipata, Comitato Roma XVI Pisana-Estensi, Comitato Terra Nostra, Consiglio Metropolitano, Coordinamento Romano Acqua Pubblica, Federtrek, Forum del Terzo Settore, Gruppo Giovani di Fonte Meravigliosa, Il Sogno di Roma e di Europa (S.R.E.), Italia Nostra Roma, Italia Nostra Aniene e Monti Lucretili, Italia Nostra Castelli Romani, Latium Vetus, Parco della Cellulosa, Respiro Verde Legalberi, Salviamo Bracciano, Scuola Bramante, Slow Food Roma e Lazio, Stalker-PrimaveraRomana, Touring Club Lazio e Roma, WWF Tivoli

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Entro il 2050 consumo di suolo pari a zero: parola d’Europa

19 gennaio 2013

 

by SALVIAMOILPAESAGGIO on gen 15, 2013 • 22:55

Con il documento “Orientamenti in materia di buone pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo” la Commissione Europea ha di recente posto l’attenzione all’eccessivo consumo di suolo nel Vecchio Continente.

La sfida – peraltro ambiziosa come ammette lo stesso Janez Potočnik commissario europeo per l’ambiente – è quella per cui ogni Stato membro dovrà tener conto delle conseguenze derivanti dall’uso dei terreni entro il 2020, con il traguardo di un incremento dell’occupazione di terreno pari a zero da raggiungere entro il 2050.

“La posa di superfici impermeabili nel contesto dell’urbanizzazione e del cambiamento d’uso del terreno, con conseguente perdita di risorse del suolo, rappresenta una delle grandi sfide ambientali per l’Europa d’oggi” scrive nella prefazione al documento Potočnik.

Prima di addentrarsi a spiegare quali possono essere gli approcci tesi a limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo, la Commissione Europea indica un elemento di base necessario per raggiungere l’obiettivo “consumo di suolo = zero”: la piena collaborazione tra tutte le autorità pubbliche competenti, non solo dei dipartimenti preposti alla pianificazione e alle questioni ambientali ma anche, e in particolare, quegli enti governativi (Comuni, Province e Regioni) che gestiscono un territorio. È quindi ora che il consumo di suolo diventi un’aspirazione condivisa.

Dalla metà degli anni ’50 la superficie totale delle aree urbane nell’UE è aumentato del 78% mentre la crescita demografica è stata di appena il 33%.

Questo significa che in tutta Europa la tendenza a “prevedere” piani di espansione urbanistica senza un’equilibrata correlazione con le effettive esigenze demografiche è prassi comune.

Attualmente, le zone periurbane presentano la stessa estensione di superficie edificata delle aree urbane, tuttavia solo la metà di esse registrano la stessa densità di popolazione.

Lo sprawl è un fenomeno pericoloso: la diffusione di nuclei caratterizzati da bassa densità demografica costituiscono una grande minaccia per uno sviluppo urbano sostenibile.

Inoltre l’espansione della città eleva i prezzi dei suoli liberi entro i confini urbani incoraggiando così il consumo verso l’esterno, consumo che a sua volta genera nuove domande di infrastrutture di trasporto e pendolari che si spostano per raggiungere il proprio posto di lavoro.

Passiamo all’aspetto dell’impermeabilizzazione.

Oltre a ridurre gli effetti benefici che un terreno ha sull’ecosistema, l’impermeabilizzazione di un ettaro di suolo significa far evaporare una quantità d’acqua tale per cui viene impiegata l’energia prodotta da 9000 congelatori, circa 2,5 kWh, per rendere quel terreno arido. Supponendo che l’energia elettrica costi 0,2 EUR/kWh, un ettaro di suolo impermeabilizzato fa perdere circa 500mila euro a causa del maggior fabbisogno energetico.

Limitare l’impermeabilizzazione del suolo è sempre prioritario rispetto alle misure di mitigazione ma laddove questo non avviene verde pubblico e uso di materiali permeabili sono i due principali elementi per tendere verso il risparmio energetico.

Tale risparmio è un vantaggio per le economie europee vessate dalle spese: ad esempio un tetto verde riduce i costi energetici di un edificio dal 10% al 15%.

Per non parlare dell’inquinamento: un albero calato all’interno di un contesto urbano può catturare 100 grammi netti di polveri sottili l’anno. Calcolando i costi di riduzione delle polveri, piantare un albero in città significa investire 40 euro all’anno.

Queste sono solamente alcune delle buone prassi che l’Europa caldeggia in fatto di limitazione del consumo di suolo e indica come ultima spiaggia la “compensazione”, sempre che questa non si trasformi in mero “green washing”.

Maurizio Bongioanni

 


Napoli contro la cementificazione e l’abusivismo edilizio

29 giugno 2012

http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/06/napoli-riafferma-il-primato-della-pianificazione-urbanistica/


Salviamo il paesaggio

26 luglio 2011

www.salviamoilpaesaggio.it

Un capriccio? Una moda? No, è egoismo puro: io voglio difendere il mio futuro, il futuro dei miei figli, il futuro del genere umano.

C’è chi non si fa scrupoli nel sottrarre altre fette di territorio alla natura, pensando al solo interesse economico immediato, in stile palazzinaro romano… Il riferimento non è puramente casuale, perché nell’hinterland romano i palazzi crescono più velocemente dei funghi, (fra un po’ forse i funghi non avranno più dove crescere). Se ci fermiamo a riflettere, ci chiediamo fino a che punto si potrà ancora costruire e perché si continua a farlo se solo nella città di Roma ci sono 245.000 case inutilizzate.

Fino a che punto l’uomo potrà essere a suo agio quando affacciandosi alla finestra vedrà solo cemento e cemento? Può darsi che una delle tante fonti di stress e di insoddisfazione sia inconsciamente l’allontanamento dalla natura, dal verde, dal paesaggio.

Provate a immaginare come ci si sente in uno spazio non toccato dall’intervento dell’uomo, tutto verde, fiorito, con cime di monti frastagliati o affacciato sul mare. Il vostro animo vi dice :”voglio scappare”? O forse vi dice “voglio scappare da dove vivo di solito”?

Salviamo il paesaggio! aderiamo tutti!